Futura

29/06/2016

ConnecTO Silicon Valley: il sogno web di 7 studenti torinesi

Filed under: Futura,Notizie,Storie — Tag:, , , , — Maria Teresa Giannini @ 08:52

“Siate affamati, siate folli!” disse Steve Jobs nel famoso discorso rivolto ai laureandi di Stanford. Sono passati undici anni da allora e l’eco di quelle parole si è propagato ovunque, inarrestabile.  Mavy Mereu, Giacomo Rosa, Giorgio Bergoglio, Alberto Aprato, Daniele Accossato, Valentino di Cianni e Andrea Porcello, sono sette ragazzi ‘affamati’ di conoscenza e di esperienza, che di folle hanno soltanto il sogno di diventare il capitale umano che collegherà le imprese di Torino alla Silicon Valley: ‘soltanto’ perché, per il resto, a quell’obiettivo si stanno preparando duramente, mettendo in gioco sé stessi e la propria capacità organizzativa.

Loro, sei iscritti alla facoltà di Informatica e una a Lingue, sono i vincitori del “Silicon Valley Study Tour”, un progetto di incontri e dibattiti sulle nuove realtà del web, promosso dall’associazione genovese “La storia nel futuro” e da Sviec (Silicon Valley executive italian council), che permette ogni anno agli universitari di vari atenei italiani di essere selezionati per un viaggio-studio a fine agosto verso la Silicon Valley. I costi sono ingenti e tutti a carico dei ragazzi, ma i sette non si sono lasciati scoraggiare e hanno creato “ConnecTO Silicon Valley”, una piattaforma on-line da cui avviare il CrowdFunding che, sperano, li aiuterà a sovvenzionare il proprio viaggio.

“Abbiamo partecipato a tre incontri da novembre a marzo, nel dipartimento di Informatica, durante i quali abbiamo conosciuto imprenditori piemontesi che hanno creato nella Silicon Valley le loro startup, AizoOne e Alyt; abbiamo ascoltato il racconto del giornalista Roberto Bonzio, ex Reuters, e molti ex studenti ora assunti dalle imprese di ICT americane – spiega Mavy Mereu, studentessa di Inglese, Francese e Spagnolo, che aggiunge di incrociare le dita al pensiero di essere prossima alla laurea. – Si trattava di incontri aperti a tutti, ma per la fase finale siamo stati selezionati per il nostro cv e per l’interesse che abbiamo mostrato nei dibattiti, interamente in inglese, sul blog del progetto”..

Il 7 aprile, dopo pochi mesi di conoscenza, i 7 ragazzi fondano il loro sito web, appena pochi giorni prima di ricevere dallo Sviec la notizia di essere stati scelti.

“Ci siamo piaciuti tutti sin da subito e in 5 mesi, tempi molto diluiti dovuti alle scadenze accademiche di ognuno, abbiamo messo su il nostro portale. – ricorda Mereu, che aggiunge – abbiamo già ottenuto alcuni sponsor ma avremo bisogno di altro sostegno. Questo per noi è un progetto molto serio”.

E di fatti, non appena si entra nel merito, non si può certo smentirli: lo smart factoring, più precisamente l’Internet of things per ottimizzare il lavoro delle piccole e medie imprese, è ciò che il gruppo vorrebbe trasformare nella propria specialità. “Ho passato alcuni giorni a San Francisco e da allora mi sono innamorata della loro mentalità. Quel viaggio però mi ha anche aperto gli occhi, se già non ve ne fosse bisogno, su quanto molte realtà viaggino a una velocità dimezzata e utilizzino pratiche ancora poco informatizzate. – sostiene la ragazza, convinta dell’importanza di Sviec come sistema che raggruppa 500 imprenditori italiani –. Forti di una rete di contatti che il tour offre, ci proponiamo di essere il tramite per la divulgazione di queste nuove tecnologie dagli States alle pmi italiane e, perché no, di diventare magari un giorno buoni tessitori di relazioni bilaterali.

21/06/2016

#ComunicaCirco, un workshop targato Mirabilia

Filed under: Notizie,Young — Tag:, , , , , , — Azzurra Giorgi @ 13:44

Si possono raccontare storie attraverso i social media? La risposta è sì. Lo stanno facendo le aziende e, più recentemente, anche musei e festival. Come Mirabilia, manifestazione che raccoglierà artisti circensi italiani e internazionali in varie città della provincia di Cuneo fino al 10 luglio.

In questo caso a raccontare le performances ci sarà #ComunicaCirco, un workshop realizzato nell’ambito del progetto “Quinta parete”, il cui obiettivo è coinvolgere e formare il pubblico. Gli spettatori, in questo caso, diventeranno protagonisti raccontando la propria storia attraverso Facebook, Twitter, Instagram, Vine e Storify: “Ci sarà una parte teorica e poi andremo a fare incursione in alcuni eventi. L’idea è non soltanto quella di mettere in pratica le cose dette a lezione, ma raccontare una storia personale e simulare anche quella che potrebbe essere l’attività di un futuro social media manager” dice Simone Pacini, giovane creatore del blog “Fatti di Teatro” e con un’esperienza decennale in comunicazione, organizzazione e formazione in ambito culturale, soprattutto teatrale.

I tre workshop, dalla durata di tre giorni ciascuno e per i quali ci si può iscrivere fino al 30 giugno, sono aperti a chiunque, a prescindere dalle capacità pregresse: “È bello mescolare le conoscenze, se qualcuno ha capacità grafiche o di video editing ne farò tesoro. Lo scopo è un intrattenimento educativo: i cellulari li abbiamo sempre in tasca, quindi è giusto usarli anche in maniera intelligente e non soltanto per cose futili. L’idea mi è venuta da un precedente progetto con una compagnia circense di Roma: mi colpì il fatto che il presentatore avesse chiesto di non fare foto col flash, e non fotografie in generale come succede a teatro. Allora ho pensato che per uno spettatore potesse essere interessante non soltanto riprendere l’artista, ma il dettaglio, l’oggetto particolare, creando così un racconto della sua esperienza”, afferma Pacini.

Recentemente, i social vengono utilizzati sempre di più anche nell’ambito culturale: a Torino lo hanno fatto i musei con il progetto #museuminstaswap, ma non solo. Venaria, ad esempio, con #Empty, ha chiamato otto “instagrammers” locali per raccontare, in un giorno di chiusura, la Reggia attraverso Instagram.

E a questo mondo, seppur più lentamente, si stanno avvicinando anche i teatri: “I teatri dell’opera, come il “Teatro Alla Scala”, il “San Carlo”, l’”Arena di Verona”, il “Maggio Musicale Fiorentino”, sono molto più social di quelli di prosa come il “Teatro di Roma”, “La Pergola” a Firenze e i teatri Nazionali che forse fanno più fatica a capirne le dinamiche anche per motivi generazionali”, conclude Pacini.

15/06/2016

Giovani arbitri al Beach Volley in The City

Filed under: Notizie,Sport,Young — Federica Frola @ 14:27

Giugno e luglio è Beach Volley in The City (Bvitc). Il torneo da ormai tre anni si tiene al centro sportivo Lingotto in via Ventimiglia con partite dalle 20 alle 24 dal lunedì al venerdì. Filippo Cardellino e Valentina Di Capua, entrambi 25 anni e torinesi, sono protagonisti in prima persona del Bvitc. “Siamo sia arbitri sia giocatori – spiegano i due giovani -. La manifestazione è la più grande che c’è tra Torino e provincia: dalle 72 squadre della scorsa edizione quest’anno siamo arrivati a 80, non contando le 40 escluse perché in ritardo a iscriversi”.

Sono tante le novità: i campi sono passati da 5 a 6, il sito internet è diventato un vero e proprio portale di informazioni per gli atleti partecipanti, e come sempre il chiosco fornisce bibite, panini e buona musica durante le ore di gioco. “Tra giocatori e amici in un mese e mezzo passano per via Ventimiglia almeno 1500 persone – racconta Cardellino, studente di Scienze motorie -. Il Lingotto diventa un punto di ritrovo per il mondo del volley”.

Il torneo è suddiviso in quattro maxi-gironi per livello: Aquarius, Centaurus, Taurus e Pegasus. Ci sono tre fasi, da tre partite ciascuna, in cui le squadre, sfidandosi tra loro, possono scalare o meno la classifica. L’ultima fase sarà, poi, ad eliminazione diretta. “Le categorie sono cambiate molto negli anni – spiega Di Capua, studentessa di giurisprudenza -. Il livello di gioco si è alzato sempre di più. Ad esempio per me che gioco a pallavolo in serie D è un modo per stare in competizione e tenermi in forma in modo divertente. Ad oggi non esistono altri tornei che ti fanno giocare per un tempo così prolungato”.

Gli organizzatori sono in arte Roby e Gigio: Roberto Casalini e Luigi Dimiccoli nella vita rispettivamente un product manager e un tassista e gestori due società di pallavolo. La loro passione per il volley li spinge ogni anno ad organizzare il Bvitc, affiancati da uno staff di giovani arbitri. “Non siamo solo ragazzi, però – precisa Cardellino -, il bello è incontrare persone straordinarie di qualsiasi età e provenienza. Sotto rete ci sfidiamo, ma subito dopo andiamo a berci una birra tutti insieme”.

Il beach volley negli ultimi tre anni ha fatto un salto di qualità notevole a Torino: il Cus Torino e il Beach Volley Training organizzano durante l’anno corsi validi di livello base, intermedio e agonistico. “Quando inizia il Bvitc, invece, sai che è iniziata l’estate, anche se continui a lavorare o studiare – aggiunge Di Capua -. La sera vai al Lingotto e trovi una grande famiglia a tenerti compagnia. Ci si conosce ormai tutti, si mangia e si beve insieme. L’altra sera ad esempio alcuni ragazzi hanno portato un tablet e abbiamo visto tutti insieme la partita dell’Italia agli Europei”.

10/06/2016

All’Alfieri i frutti di due giovani insegnanti di ballo e canto

Filed under: Notizie,Young — Federica Frola @ 11:32

Danza e canto come due facce della stessa medaglia: Nicolò Tacchetto e Valentina Tesio, ventiquattrenni torinesi, lo dimostreranno domenica 12 giugno alle 18 al Teatro Alfieri in occasione dello spettacolo “Inside”, della scuola ArteDanza di Chieri, di cui sono insegnanti. Tacchetto farà un assolo sulle note di “Take me home”, cantata da Tesio, una delle voci di Amici 2014-15.

“In questa coreografia rappresenterò la nostalgia di casa – spiega il giovane ballerino -: uno dei tanti temi che verranno affrontati durante il saggio. Il concetto centrale è il “vento” nella vita quotidiana: nella prima parte ad esempio i ragazzi del corso intermedio interpreteranno dei ladri intenti a intrufolarsi in una soffitta, il luogo dei ricordi per eccellenza”. “Inside”, con la regia di Pietro Robusto e Benilde Parascandolo, vede protagonista Tacchetto quattro volte: due come ballerino e due come insegnante di contemporanea. “Danzo da dieci anni e ho sempre avuto il pallino di diventare coreografo, cosa che ho iniziato a fare tre anni fa – racconta -. Per l’occasione ho montato anche il pezzo che apre il secondo tempo: i miei allievi del corso avanzato metteranno in scena la pazzia, indossando le camicie di forza. Un chiaro riferimento alla legge Basaglia”. Tacchetto si esibirà poi in un passo a due con l’insegnante di classica Francesca Porta: “condividere il palco significa avere una responsabilità doppia: la performance deve essere perfetta per se stessi e anche per il compagno”.

Valentina Tesio, invece, oltre all’assolo, canterà “I will survive” nel gran finale di danza moderna. “Domenica sarò circondata dai miei amici e collaboratori – commenta -. Sarà più rilassante rispetto a un concorso come Amici, in cui sei sola e la tensione è alle stelle. Quello che porterò sul palco deve essere uguale: dovrò emozionare le persone che mi guardano allo stesso modo”.

Tesio ama la musica fin da quando era bambina e ha scoperto il suo talento vocale a 15 anni: “La prima soddisfazione è stata partecipare al premio Mia Martini – racconta la cantante -. La prima volta su un palco importante è sempre una forte emozione. Poi, Amici ha rappresentato un’esperienza che mi ha fatto crescere sia a livello tecnico, sia professionale. Insegnare per me significa trasmettere quello che so. Grazie al programma televisivo ho più competenze per potere far crescere i miei allievi”.

Entrambi i giovani artisti sono concordi nel dire che il lavoro da ballerino o da musicista non è una strada facile da intraprendere. Tra i molti ostacoli c’è l’incertezza di un guadagno sicuro o del successo immediato. “Le opportunità di avere fama sono limitate – conferma Tacchetto -. Io sono stato fortunato perché sono riuscito ad entrare in una compagnia rinomata, la “Just Ballet” di Adriana Cava, ma sono stato uno dei pochi”. Per Tesio la situazione in Italia non è troppo diversa da quella all’estero: “L’importante è essere consapevoli delle proprie capacità. Sono sempre sincera con i miei allievi: cerco di far passare il messaggio per cui se si ha un obiettivo bisogna alimentarlo giorno dopo giorno”.

Domenica si esibiranno davanti a un pubblico critico, dovendo dimostrare il loro valore come insegnanti ai genitori che riempiranno i 1200 posti del Teatro Alfieri. “Essere un maestro significa far crescere i ragazzi anche a livello umano – conclude Tacchetto -: noi, attraverso il ballo insegniamo loro il rispetto reciproco e il riconoscimento dei ruoli, sul palco e nella vita”

08/06/2016

L’orchestra della Rai strizza l’occhio ai giovani

Filed under: Cultura,Notizie — Simone Vazzana @ 15:06

“La speranza è che non passi mai la voglia di ascoltare i grandi compositori”. Cesare Mazzonis lascia la direzione artistica dell’orchestra sinfonica della Rai dopo otto anni. Sarà formalmente in carica fino al 31 ottobre, ma il nuovo programma, quello della stagione 2016-2017, è stato studiato insieme a Ernesto Schiavi (ormai ex direttore della Filarmonica della Scala), il suo successore: “Ci conosciamo da quasi quarant’anni e negli ultimi mesi abbiamo lavorato gomito a gomito. Un evento raro in un mondo, il nostro, in cui spesso ci si mette i bastoni tra le ruote a vicenda”.

Il bilancio di Mazzonis, direttore dal 2008, è positivo: “Il pubblico è sempre cresciuto, grazie alla scelta di accostare le novità al repertorio classico. Merito anche dei grandi concerti in piazza San Carlo, che hanno permesso ai torinesi di riavvicinarsi alla musica”. C’è spazio per gli elogi all’orchestra, allo staff, ma anche ai politici: “Qui ho trovato assessori alla cultura preparati”.

Le novità della nuova stagione, che partirà il 20 ottobre, non si fermano qui. Il nuovo direttore principale sarà James Conlon, che è già salito sul podio in occasione del concerto del 1° giugno al Quirinale per i 70 anni della Repubblica. Il cartellone è ricco di artisti di prima fascia. Oltre a Conlon, alla direzione si alterneranno Kirill Petrenko e Juraj Valcuha. Tra i principali ospiti solisti, il violinista David Garrett, i violoncellisti Mischa Maisky e Pablo Fernandez, l’arpista Emmanuel Ceysson, la pianista Beatrice Rana, il soprano Rachel Harnisch e il tenore Johan Botha. Fuori abbonamento, tre serate speciali: il 5 ottobre sarà protagonista, in veste di direttore e compositore, il Premio Oscar Nicola Piovani. Tra i vari appuntamenti, anche concerti internazionali in Oman, Russia e Cina.

In occasione della presentazione della prossima stagione, presenti anche Paola Carruba, sovrintendente dell’orchestra Rai, e Silvia Calandrelli, direttore di Rai Cultura: “L’orchestra è una delle eccellenze del Paese ed è l’ambasciatrice culturale dell’Italia nel mondo. La rete sarà vicina ai musicisti con la diretta radiofonica di tutti i concerti su Radio3, alcuni saranno trasmessi in diretta tv su Rai 5”.

L’obiettivo è avvicinare un pubblico sempre più giovane, come testimonia il costo degli abbonamenti, la cui campagna di vendita partirà domani: 24 concerti a 95 euro per gli under 30 (dai 223 ai 470 euro per chi ha più di trent’anni), 15 euro, invece, il costo del singolo spettacolo (contro i 24 euro).

Tante le iniziative collaterali rivolte ai ragazzi e alle famiglie. Oltre all’inserimento nel programma della musica da camera, spazio a “Classica per tutti”: per quattro sabati, prima di un concerto ci sarà un’introduzione riguardante l’inquadramento storico del compositore, la struttura della sua musica e aneddoti vari. L’orchestra, poi, ha organizzato anche dei laboratori per i bambini fino ai 7 anni, insieme alla “Casa del teatro dei ragazzi”. Tra i progetti, il Pinocchio scritto da Andrea Camilleri e musicato da Lucio Gregoretti, insieme a dei giovani rapper. Infine, la messa in scena del Mago di Oz, che il 20 e il 21 novembre coinvolgerà 1500 ragazzi delle scuole di Torino, con il supporto del Miur e della Fondazione San Paolo.

 

Older Posts »

Powered by WordPress