C’è un alone opaco, un fumo denso, che copre la questione dei derivati della Regione Piemonte e del Comune di Torino. Per questo motivo sono ancora in corso accertamenti della polizia tributaria locale e della procura di Milano che si sta occupando dell’uso di questi strumenti finanziari da parte di numerose amministrazioni locali.
Dai dati della GdF pubblicati dal Sole 24 Ore di oggi, si nota che una cosa è certa, e cioè che “enti territoriali” di Regione, Provincia e Comune hanno derivati per un valore di tre miliardi di euro, al centro di un’indagine della Corte dei Conti piemontese. Un totale che è aumentato negli ultimi sei mesi con l’estensione dell’inchiesta ai conti della Provincia, nonostante lo scorso anno Antonio Saitta avesse definito i suoi conti “derivati free”.
I contratti di sistemi derivati firmati dal Comune di Torino e le operazioni finanziarie realizzate in Regione erano già finite sotto l’occhio della Procura due anni fa dopo la trasmissione «Report» e dopo un esposto presentato in procura dall´europarlamentare della Lega Nord Mario Borghezio. Il sostituto procuratore Paolo Toso, che si occupa di reati contro la pubblica amministrazione, aveva seguito l’inchiesta che, nella primavera scorsa, non sembrava aver portato all’iscrizione nel registro degli indagati di funzionari o di politici, né aveva accertato reati.








Futura News – 10 marzo 2010
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