Floris tra i due candidati, Cota e Bresso
I talk show vengono proibiti, e Giovanni Floris s’inventa una puntata del suo programma al Circolo della Stampa. Ospiti Mercedes Bresso e Roberto Cota, i due candidati alla poltrona di presidente del Piemonte. All’incontro erano presenti anche il ministro per l’Attuazione del programma, Gianfranco Rotondi (candidato nel collegio di Torino in una lista che appoggia Cota) e il radicale Marco Cappato, capolista della Lista Bonino-Pannella a Torino, Novara e Alessandria. Fuori dai cancelli del Circolo della Stampa c’era invece Davide Bono, candidato della lista grillina “Piemonte a 5 stelle”: “Per protestare contro la censura nei confronti del nostro movimento”, ha affermato Bono.





Amnesty accusa: 5 aziende italiane vendono strumenti di tortura all’estero
Uno degli strumenti di tortura citati da Amnesty
Servizio di Matteo Acmè e Gaetano Veninata
Manette per appendere i prigionieri al muro, blocca-caviglie e blocca pollici, cinture e batterie che rilasciano scariche elettriche: sono alcuni degli strumenti di tortura che, secondo un rapporto di Amnesty Intenational e della Omega Foundation, vengono prodotti e venduti all’estero dall’Italia e altri paesi fra cui Germania e Repubblica Ceca, nonostante la messa al bando di questi strumenti da parte dell’Unione Europea nel 2006.
Un traffico che, nel nostro paese, avverrebbe all’insaputa del governo che ha dichiarato all’associazione per la difesa dei diritti dell’uomo di non essere a conoscenza di simili attività di compravendita. Mentre altri paesi, tra cui la stessa Germania, che regolarmente informano l’Unione Europea su questa situazione, hanno dimostrato come le armi citate dal rapporto finiscano in Cina, Pakistan, India e altri paesi che non rispettano i diritti umani.
Dal rapporto “Dalle parole alle azioni” si intende che la legislazione europea ha dei buchi nella sua rete attraverso cui passano le armi utilizzate per la tortura. Sono cinque le aziende italiane citate nel grave rapporto pubblicato oggi, tra cui Access Group Srl e Joseph Stifter s.a.s che Futura non ha potuto raggiungere telefonicamente, PSA Srl che ha negato qualsiasi coinvolgimento nella produzione di strumenti utilizzati per torturare i prigionieri anche se non pensa di sporgere querele per le pesanti accuse di Amnesty.
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