Gennaio, il mese caldo della Tav

tav colorata

Di Francesco Carbone e Antonio Junior Ruggiero

Nel primo mese del 2010 sono balzate agli onori della cronaca le vicende relative alla realizzazione della Tav, treno alta velocità, che ha visto contrapporsi, anche in maniera molto dura, i movimenti sociali e politici Sì Tav e No Tav. Un mese, quello di gennaio 2010, caratterizzato da proteste continue, atti vandalici o intimidatori e giochi politici alla luce delle vicine elezioni regionali.

La linea ferroviaria Tav Torino-Lione rientra nel piano di collegamento “corridoio 5” che collegherà le grandi città dell’Europa, dall’est all’ovest. La progettazione del tratto italo francese, però, è stata accompagnata da una grande quantità di proteste portate avanti per lo più (ma non solo) dal movimento No Tav ValSusa. Si scontrano, sostanzialmente, due modi di vedere la questione: da un lato, le istituzioni europee e i governi nazionali coinvolti che hanno interesse a creare una grande rete di collegamento comunitaria che permetta di facilitare la connessione e la circolazione sui territori dell’Unione; dall’altro, i movimenti no Tav che in Piemonte criticano duramente l’impatto ambientale e sulla qualità della vita che quest’opera avrebbe; alla luce, inoltre, delle reti di collegamento stradali e ferroviarie già esistenti.

12 gennaio

Circa 250 persone bloccano da tre giorni l’autoporto di Susa e il 12 di gennaio arrivano al faccia a faccia con i tecnici della Tav incaricati, per quel giorno, di fare dei sopralluoghi della zona. Sono questi i momenti in cui entra nel vivo la partita a scacchi tra il Prefetto Paolo Padoin, impegnato a evitare che i lavori si fermino, e i vertici del movimento No Tav che a oltranza tentano di rallentare l’operato dei tecnici.

AUDIO, RADIO FUTURA NEWS DEL 12 GENNAIO

16 gennaio

Un corteo di circa tremila persone sfila a Torino.  Mentre i sopralluoghi e le analisi tecniche sui territori vanno avanti, i comitati No Tav della Val di Susa e Torino, la CUB e i sindacati di base, esponenti di Rifondazione Comunista, PdCi e Sinistra Critica, sfilano per spiegare le ragioni del no alla Tav.

IL VIDEO YOU TUBE

Immagine anteprima YouTube

Intanto, un esposto con richiesta di danni contro ignoti è stato presentato dalla Lyon Turin Ferroviarie a seguito del precedente blocco dei lavori del 12 gennaio.

18 gennaio

La Tav diventa un problema di stabilità interna al Pd. Il sindaco Chiamparino annuncia l’iniziativa Sì Tav del prossimo 24 gennaio al Lingotto e propone un patto bipartisan affinché la realizzazione della Tav diventi una priorità di tutte le amministrazioni future, a prescindere dal colore politico. Intanto, il deputato Pd Stefano Esposito attacca duramente tutti i sindaci del suo partito coinvolti nella vicenda e schierati con i No Tav. Inoltre, Esposito ingaggia un duello a distanza con l’europarlamentare Idv Gianni Vattimo, che definisce “truffa” l’intero progetto Tav. Dopo aver partecipato alla manifestazione dei No-Tav del 16 gennaio, l’eurodeputato Vattimo porta a Strasburgo le motivazioni dei manifestanti, segnalando alcune “vere e proprie violazioni di trattati esistenti e di diritti democratici che si stanno perpetrando da parte del Governo italiano e degli enti locali piemontesi”.

AUDIO, IL PD ESPOSITO A RADIO FUTURA NEWS:

19 gennaio

Nella notte tra il 18 e il 19 gennaio il passa parola via internet e sms permette di organizzare una protesta dei No Tav che, avvertiti della presenza di una trivella all’autoporto di Susa pronta a eseguire dei sondaggi tecnici per la realizzazione della Tav, bloccano l’autostrada A32 Torino-Bardonecchia. I manifestanti non si fermano davanti al buio della notte, al freddo o alla presenza delle forze dell’ordine.

FOTO E VIDEO SU YOUREPORTER.IT:

20 gennaio

A distanza di ventiquattro ore si arriva allo scontro tra No Tav e forze dell’ordine. A Chiusa San Michele (Val di Susa) alcuni manifestanti si scontrano con le autorità che presidiano la zona. Alberto Perino, leader del movimento, spiega: “Hanno militarizzato la valle”.

VIDEO DELLO SCONTRO SU YOUREPORTER.IT

21 gennaio

A sostegno del movimento No Tav arriva Beppe Grillo che, giunto all’autoporto di Susa, rialza gli animi provati dai tanti giorni di protesta e si scaglia contro la realizzazione dell’opera: “Vogliono indebitare il popolo italiano di 30 miliardi di euro per un’opera che non vedranno neppure. E’ un crimine contro l’umanità che deve ancora nascere”.

IL VIDEO DI GRILLO SU YOUTUBE/TAVPIEMONTE

Immagine anteprima YouTube

22 gennaio

Sul fronte del Sì Tav, il sindaco Chiamparino rilascia un’intervista a Repubblica in cui attacca le frange interne al Pd e la sinistra extraparlamentare contrari alla realizzazione dell’opera. Umberto Bossi a Telepadania dichiara: “Non so se il Piemonte ne ha bisogno” e la governatrice Mercedes Bresso ne approfitta per attaccare il leader del partito che correrà contro il Pd alle prossime elezioni. La vicenda Tav entra definitivamente nella discussione per le prossime regionali.

ARTICOLO DE LA REPUBBLICA SULLA POLEMICA POLITICA

23 gennaio

Si svolge la grande manifestazione di protesta che raccoglie circa trentamila persone a Susa. Esponenti politici, dei movimenti sociali e residenti della zona si uniscono in un lungo fiume di protesta a ventiquattro ore dalla manifestazione Sì Tav del Lingotto.

FOTOGALLERY PICASA - FOTOGALLERY YOUREPORTER

24 gennaio

Nella notte tra il 23 e il 24 gennaio il presidio No Tav di Borgone viene incendiato. Le tensioni aumentano.

IL VIDEO DELL’INCENDIO SU YOUREPORTER.IT

Poche ore più tardi i sostenitori della Tav si incontrano nella Sala Gialla del Lingotto; sala pienissima e grande dispiegamento delle forze dell’ordine con venti mezzi solo all’ingresso. All’incontro voluto da Sergio Chiamparino partecipano anche gli onorevoli del Pd Stefano Esposito, Giorgio Merlo e gli imprenditori e rappresentanti di confederazioni (dell’artigianato, del commercio, degli autotrasportatori, degli agricoltori). Tutti insieme a ribadire i motivi per essere favorevoli alla costruzione della Lione-Torino: lo sviluppo economico, i migliori trasporti, le maggiori possibilità per l’indotto, fatto non solo dalle imprese ma anche da ristoratori, albergatori, agricoltori e via dicendo.

25 gennaio

La tensione sale tanto che il sindaco Sergio Chiamparino nella mattinata riceve una busta contenete un proiettile calibro nove. Nel pomeriggio dello stesso giorno i manifestanti No Tav organizzano una protesta a Palazzo di città portando le ceneri del presidio di Borgone incendiato nella notte tra il sabato e la domenica precedente.

IL VIDEO DELLA PROTESTA SU YOUTUBE/TAVPIEMONTE

Immagine anteprima YouTube

29 gennaio

Una scritta compare sulla montagna di Bussoleno e riporta il nome della ditta che opera dei lavori per la Tav in Val Susa. Il gesto è rivendicato sul sito No Tav.it

FOTO E COMUNICATO

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su facebook la pagina Tav Piemonte che presenta l’elenco degli indirizzi internet dedicati all’argomento

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Contatti

per info e segnalazioni: tavpiemonte@virgilio.it

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  1. Scritto da Tav si, Tav no il 01/02/2010 alle 11:23

    [...] Un tentativo di riassumere i fatti degli ultimi mesi [...]

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