Cohousing: un bel progetto, ma dalla strada in salita

Il cohousing di Porta Palazzo

La palazzina che ospiterà il cohousing di Porta Palazzo

“Tutti i politici ci dicono che è una bella idea, ma ci considerano borghesi. Noi, rispetto ad altri, una casa possiamo permetterci di comprarla. Ma quello che ci interessa è che venga riconosciuto al cohousing il valore sociale di prevenzione del disagio”. È Mimma Follino, vicepresidente di Coabitare, l’associazione nata nel 2006 per portare avanti un “sogno”, altrove già realtà: realizzare condomini, con aree in comune, dove potersi ritrovare, scambiarsi servizi come assistenza gratuita agli anziani e ai bambini, organizzare cene, aumentando la condivisione, ma mantenendo allo stesso tempo la propria autonomia.

Piazza della Repubblica (foto di Giovanni Fontana)

Piazza della Repubblica (foto di Giovanni Fontana)

Il cohousing nasce negli anni Settanta in Danimarca e si diffonde un po’ in tutto il mondo. L’anno scorso, grazie a Coabitare, fa un bel passo avanti a Torino.  Nasce, infatti, Numero Zero, la cooperativa formata da 8 famiglie che, finita la ristrutturazione, andranno ad abitare nell’immobile di 700 metri quadrati, che hanno acquistato insieme in via Cottolengo 4, nel cuore di Porta Palazzo. “È stata dura: abbiamo dovuto rialzare l’offerta di acquisto per aggiudicarci l’immobile che era di un privato – racconta Follino –. Adesso, ci sono riunioni settimanali perché ci sono molte cose da decidere”. Il gruppo si è formato in corsa, e Coabitare al momento sta pensando come replicare l’esperienza, magari in una zona diversa della città. “Il dibattito interno all’associazione è se bisogna prima individuare le persone interessate al progetto o la struttura – spiega la vicepresidente -. Certo, quando si va sul mercato è necessario avere una disponibilità immediata di liquidi. Nel caso di Porta Palazzo ci siamo riusciti perché la zona ha dei prezzi contenuti, ma è stato difficile comunque, non sono molte le persone disposte a viverci”.

Il costo finale degli alloggi si aggirerà intorno ai 2mila euro al metro quadrato, più o meno il prezzo di mercato per la zona. Il risparmio sarà nel tempo. L’edificio, infatti, avrà una classe energetica b, quindi molto efficiente e consentirà consumi contenuti. Nel costo, inoltre, sono compresi gli spazi comuni (due sale polivalenti, una cantina, il cortile e un terrazzo), e si potrà risparmiare proporzionalmente a quanti servizi – di mutuo aiuto e banca del tempo – si riusciranno a realizzare.

Immagine anteprima YouTube

Trailer del video realizzato da Matthieu Lietaert, autore del libro “Cohousing e condomini solidali”, edizioni Aam Terra Nuova.

Ma quanto è importante l’aspetto relazionale? “È fondamentale. Ci si sceglie, è chiamato vicinato elettivo, ed è una delle ragioni per cui è difficile al momento partecipare a bandi di edilizia pubblica, che comunque ancora non ci sono e nel caso, dovrebbero scorporare il parametro del reddito” spiega Follino.

Infatti, le emergenze abitative sono molte: immigrati, anziani, famiglie monoreddito, ma loro, di Coabitare pensano di poter contribuire alla soluzione dei problemi di emarginazione e scarsa assistenza e per mettere insieme competenze e forza politica si uniranno il prossimo 10 aprile a Firenze per dar vita alla prima rete nazionale del cohousing che raccoglierà le associazioni, una decina, sparse in tutta Italia.

Condividi

Articoli correlati:

Questo articolo è stato pubblicato in Ambiente, Diritti, Futura, Giovani, Piemonte, Torino, Video e ha le etichette , , , . Aggiungi ai preferiti: link permanente. Scrivi un commento o lascia un trackback: Trackback URL.

Scrivi un Commento

Il tuo indirizzo Email non verra' mai pubblicato e/o condiviso. I campi obbligatori sono contrassegnati con *

*
*

Puoi usare questi HTML tag e attributi: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

  • RSS Futura su Youtube

  • Ultimi Articoli

  • Commenti recenti