
La copertina del libro
Un romanzo noir immerso nell’Europa che si accinge a vivere la tragedia della Seconda Guerra Mondiale, con l’invasione della Polonia da parte di Hitler. L’eredità del male, il romanzo scritto da Flavio Vasile per la Giancarlo Zedda editore, non è soltanto una storia da leggere, ma anche la Storia da studiare, quella con la S maiuscola.
Nelle 256 pagine del libro, Vasile racconta le vicende dell’agente della polizia criminale tedesca Hans Bauer. Siamo a Monaco, nel 1939. Il clima totalitario del Terzo Reich fa da sfondo all’indagine sull’efferato omicidio di una ragazza. Bauer deve indagare sul misterioso crimine dai particolari oscuri, stando attento a non superare i rigidi limiti imposti dal regime.
All’interno della trama si inserisce il travaglio personale del protagonista, i cui valori figli di una formazione cattolica lo interrogano di continuo sulla legittimità morale delle proprie azioni, coerenti con il disegno di potere di Hitler. L’autore ha scelto volutamente un uomo qualunque, tanto da dargli un nome che in Italia potrebbe suonare come Mario Rossi: l’uomo medio, insomma.
“Il vero argomento del romanzo – spiega Vasile – è il male. Da sempre sonop stato interessato alla storia e penso che quello del nazionalsocialismo tedesco sia una delle massime espressioni del male in assoluto a cui la storia abbia mai assistito. La vicenda del poliziotto che deve pensare secondo quanto il regime prescrive e, allo stesso tempo, vedersela con i propri valori, serve a capire come sia stato possibile che una società evoluta, per quel tempo, come quella tedesca, abbia potuto generare tutto ciò”.
Articoli correlati:


