Vertenza Agile ex Eutelia, nuovo rinvio. Botta e risposta dipendenti-Mps

Continua la lotta dei dipendenti Eutelia

Continua la lotta dei dipendenti Eutelia

Il giudice del tribunale fallimentare di Roma ha disposto oggi un nuovo rinvio per la vertenza dei lavoratori Agile ex-Eutelia. Il rinvio al 7 aprile si è reso necessario perché la proprietà, attraverso i suoi legali, ha proposto in qualità di garante della fidejussione (necessaria all’ammissione al concordato preventivo) il nome di una società già inquisita, la Cofiart, una società cooperativa con sede legale in Sicilia, ad Agrigento. I legali della società, interrogati inmerito alla vicenda, si sono detti all’oscuro del passato della Cofiart. Giovedì 1 aprile, alle 14, è prevista un’assemblea dei lavoratori delle sedi di Torino e di Ivrea, in corso Svizzera 185 a Torino.Martedì intanto la Monte dei Paschi di Siena, accusata dai dipendenti Agile di essere coinvolta direttamente nelle nomine dei vertici di Euteliadopo l’ingresso di Leonardo Pizzichi, all’epoca membro del collegio sindacale Mps, ai piani alti dell’azienda aretina – si è difesa per bocca del suo presidente Giuseppe Mussari: “Mps non ha mai avuto, non ha, e non avrà in futuro, niente a che fare con Eutelia. Lo abbiamo detto piu’ volte e lo ribadiamo oggi”. Mussari è intervenuto nel corso dell’assemblea ordinaria dei soci che ha votato la nomina di Serpi, gia’ subentrata nella sua qualità di supplente a Pizzichi, dimessosi il 16 novembre 2009 (proprio per evitare strumentalizzazioni e slegare Mps dalla sua autonoma scelta di entrare in Eutelia).
A stretto giro di posta, la risposta di Marco Tracinà, tra i leader dei dipendenti torinesi in lotta: “Nelle dichiarazioni di Mussari c’è un’imprecisione evidente: nel dicembre del 2007 Monte dei Paschi acquistò il 2,283% di Eutelia a cifre che definir sospette è eufemistico tanto apparivano gonfiate. Non è un’illazione, è una notizia tratta dal sito della Consob nell’area partecipazioni rilevanti delle società quotate; era il 13 dicembre e le quotazioni apparivano sospette considerando che prima dell’acquisto il titolo capitalizzava 235 milioni di euro mentre immediatamente dopo ne capitalizzava appena 110. Tradotto per chi fosse poco pratico: questa strana operazione del Monte dei Paschi produsse per lo stesso istituto una perdita di circa 3 milioni di euro. Se Eutelia avesse recuperato anche il 100% del suo valore, Monte dei Paschi non sarebbe riuscita comunque a ripianare le perdite. Aggravante: nel corso del 2007, di queste operazioni Monte dei Paschi ne realizzò diverse altre (si veda alla voce Enel, Sorgenia, primo operatore privato nel mercato nazionale dell’energia elettrica e del gas naturale, Mediobanca e Antonveneta)”.

“E’ ragionevole il sospetto – ha affermato Tracinà – che l’ormai prossima conclusione di questa vicenda vedrà il Monte dei Paschi rientrato delle sue esposizioni finanziarie verso Eutelia, Eutelia (o la scatola vuota che diventerà) estranea a qualsiasi coinvolgimento e quindi non perseguibile dai lavoratori ingiustamente licenziati e Mediaset, la principale società appartenente alla famiglia dell’attuale presidente del Consiglio, finalmente proprietaria di quei tantissimi km di fibra ottica necessari ai suoi programmi futuri. Un’asset proprietario e fondamentale ottenuto senza sborsare nemmeno un centesimo”.



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