TORINO. Si aspettavano pene più severe i familiari delle vittime della Thyssenkrupp. Contestano le richieste formulate oggi dal pm Raffaele Guariniello durante il processo per il rogo dell’acciaieria tedesca che il 6 dicembre 2007 uccise sette operai: 16 anni e mezzo per omicidio volontario con dolo eventuale all’amministratore delegato Harald Espenhahn; 13 anni e 6 mesi per omicidio colposo a Marco Pucci, Gerald Priegnitz, Raffaele Salerno e Cosimo Cafueri; 9 anni a Daniele Moroni. Tra le parti civili c’è anche la Regione Piemonte che ha chiesto un risarcimento di sei milioni di euro.
Sul banco degli imputati non solo i dirigenti ma anche la società Thyssenkrupp in qualità di persona giuridica: la procura chiede 1 milione e mezzo di euro a titolo di sanzione, l’esclusione da agevolazioni e sussidi nonché la revoca di quelli in corso, il divieto di pubblicizzare i propri prodotti per un anno e la pubblicazione per intero della sentenza su giornali di risonanza internazionale.
Nonostante la tempestività con cui si sono chiuse le indagini (meno di tre mesi) e la velocità con cui è stato celebrato il dibattimento, i parenti delle vittime si sono detti non soddisfatti delle pene richieste. Il procedimento, iniziato il 1 luglio 2008, è celebrato ora in Corte d’Assise, alla presenza di una giuria popolare. Oggi nel Palazzo di Giustizia torinese erano presenti anche alcune delle parti lese del processo Eternit giunte da Casale Monferrato. Il processo è stato aggiornato al 17 dicembre per gli interventi di altre parti civili.
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