E’ stata inaugurata oggi la sede dell’associazione musicale “Musicaviva” di Torino, riconvertendo così quella che era stata la casa di Luciano D’Agostino, boss dell’’ndrangheta, che la utilizzava per gestire i suoi traffici criminosi. L’abitazione, confiscata nel 1997, dal 2001 era stata assegnata al Comune di Torino, che due anni fa lo ha affidato in gestione all’associazione musicale. Da oggi è sede delle iniziative sonore.“In un posto che è stato luogo di criminalità – ha detto Maria José Fava di Libera Piemonte – d’ora in poi verranno svolte attività per i giovani, in particolare, corsi di pianoforte, viola e canto”.
A circa trent’anni dall’approvazione della legge che prevede la confisca dei beni ai mafiosi (la legge Rognoni-La Torre, del 1982) – fa sapere l’Osservatorio sui beni sottratti alle mafie di Libera Piemonte (www.liberapiemonte.it/geobeni) -, sul territorio sono stati confiscati 135 beni di cui 12 aziende e 123 immobili tra abitazioni, fabbricati, terreni e locali vari. L’intento è quello di “far vivere questi spazi”, coinvolgendo “un numero sempre maggiore di persone”.
In provincia di Torino esiste anche un altro edificio, a Volvera (Torino), rinato dopo la confisca a un associazione mafiosa. Lo scorso 8 maggio, Cascilla Arzilla, l’edificio confiscato a Volvera, dedicato ad Antonio Landieri e Rita Atria, ha festeggiato la primavera, rinascita della natura e di un luogo che in passato è stato teatro di corruzione, piantando alcuni cespugli di lavanda nel terreno circostanze. Oggi la risposta di Libera al potere della mafia passa per la promozione della musica.
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