A Torino è allarme inquinamento. Per quanto la qualità dell’aria sia migliorata nel tempo, non sono ancora sufficienti i provvedimenti per poter rientrare nei nuovi limiti introdotti dalla normativa europea a tutela della salute dell’uomo e dell’ambiente. La quantità di biossido di azoto , ozono e particolato sospeso fine che aleggia su Torino è ancora troppo alta.
La sede torinese dello Ied, Istituto Europeo di Design, ha un’idea di come abbattere il problema inquinamento.
Gli architetti del Master in Sustainable Architecture hanno raccolto la sfida lanciata da “Smart City” partecipando ad un workshop in collaborazione con la città di Torino, e realizzando un progetto. Città intelligente, questa la traduzione in italiano di “Smart City”, è un progetto bandito dalla Commissione Europea per sostenere le città che si impegnano a incrementare l’efficienza energetica dei propri edifici, delle reti energetiche e dei sistemi di trasporto in modo tale da ridurre le proprie emissioni del 40% entro il 2020. Benigna Leone e Sara Cicinelli sono due dei nove architetti del master Ied che stanno lavorando al progetto di riqualificazione ecosostenibile di Torino.
“Smart City è un concetto nuovo di città e il nostro progetto è di ridisegnare il tessuto urbano della zona di Barriera di Milano, per l’esattezza un’area delimitata tra via Tollegno, Pacini e via Petrella” spiega Benigna Leone. “L’idea è quella di una riqualificazione
degli edifici esistenti con elementi che puntano all’ eco sostenibilità e autonomia energetica. Gli edifici saranno riqualificati per diventare autonomi dal punto di visto energetico. Si punta sull’utilizzo delle risorse naturali come l’acqua piovana, che potrà essere raccolta e riutilizzata, il sole con il fotovoltaico e l’energia eolica”.
Ma nel progetto firmato dagli architetti dello Ied c’è spazio anche per l’aspetto sociale. “Oltre il risparmio di energia è importante valutare anche l’aspetto della sociale. Abbiamo pensato alla creazione di nuovi servizi per i cittadini e rendere più vivibile anche per i giovani questa parte di Torino” dice Sara Cicinelli.
“E’ una zona marginale della città, poco vissuta, quindi nel progetto sono state previste, quattro aree specifiche per attività sportive, artistiche, lo shopping e un agro house, uno spazio dove poter riciclare i rifiuti, ma anche coltivare gli ortaggi.” commenta Sara.
Il progetto sarà pronto a gennaio e presentato dagli architetti come tesi di laurea per il master.
“La speranza” – conclude Benigna - “è che venga realizzato, è un nuovo modo di costruire, concentrato sulla cura dell’ambiente e molto più confortevole.”
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