“Il colore è un mezzo di esercitare sull’anima un’influenza diretta. Il colore è un tasto, l’occhio il martelletto che lo colpisce, l’anima lo strumento dalle mille corde”. Con questa parole Vasilij Kandinskij attribuiva al colore un’importanza fondamentale nell’opera d’arte. Del ruolo delle sfumature anche sul grande schermo si parlerà venerdì 27 gennaio nell’incontro “Colori nel buio. Il significato del colore nel cinema e nei media”, nella sala lauree della Facoltà di Lettere a Palazzo Nuovo. Dalle 9.30 studenti e appassionati della macchina da presa potranno assistere a una tavola rotonda dedicata all’uso e alla funzione del colore nel cinema e nei mezzi di comunicazione, con la partecipazione di personaggi di rilievo del mondo accademico.
Introduce i lavori Peppino Ortoleva, docente dell’università di Torino, tra i primi in Italia ad essersi occupato di mass media in termini storiografici. Seguono gli interventi di Luca Angelone, ricercatore dell’università di Ginevra (“Che cosa non sappiamo del colore”), di Federico Pierotti, dottore di ricerca in Storia dello spettacolo all’università di Firenze (“Bianco e nero vs colore. L’ordine visibile del cinema”) e di Luca Venzi, docente di Metodologia della critica cinematografica all’università di Siena (“L’uso formativo del colore nel film: figure, modelli, anomalie”). Alle 12.15 i lavori conclusivi.
Il convegno fa parte del ciclo di seminari “Intorno ai media: scambi e discussioni” curato dalla cattedra di Teoria e storia dei media per il dottorato in scienze del linguaggio e della comunicazione dell’ateneo torinese.
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