Futura

01/06/2016

Torna la Grande invasione, tra gli ospiti Giulio D’Antona

Filed under: Futura,Notizie,Young — Francesco Beccio @ 15:13

Ivrea si trasforma nella capitale della lettura. Dal 2 al 5 giugno torna “La grande invasione”, giunta ormai alla quarta edizione. Un evento che supererà anche quest’anno i confini della letteratura, toccando temi quali musica, fumetto, teatro e architettura. Tanti gli ospiti, anche internazionali, tra cui Michela Murgia, Concita De Gregorio e Niccolò Ammaniti. Tra di loro c’è anche Giulio D’Antona. Classe 1984, Giulio è giornalista, collaboratore per Linkiesta, Pagina 99, L’Espresso, scrittore e critico letterario. A marzo è uscito il suo libro “Non è un mestiere per scrittori” edito da Minimum Fax.

Giulio, sarà al Festival come commentatore e moderatore. Cosa si aspetta da questa esperienza?
“Sarò lì da commentatore, ma anche per presentare il mio ultimo libro. “La grande invasione” è un festival a cui sono molto affezionato: ho partecipato alla prima edizione in veste di giornalista de “Linkiesta”, che era media partner. Esserci ora come autore mi riempie di orgoglio. Quest’anno, oltretutto, è ricco di grandi ospiti internazionali e tanti incontri interessanti ogni giorno. Credo sarà un’esperienza divertente e sono molto emozionato”.

Abita gran parte dell’anno a Brooklyn. Se dovesse dare un consiglio a un ragazzo appassionato di scrittura, gli direbbe di attraversare l’oceano o di provare a giocarsi le sue carte in Italia?
“Il mio consiglio è quello di continuare a provarci in Italia. Anche perché il mercato, attualmente, non offre particolari aperture né in America, né in Italia. Scrivere nella lingua che si conosce meglio è fondamentale, per quanto riguarda gli scrittori. Leggermente diverso il discorso per i giornalisti, anche se siamo sempre nel campo della scrittura”.

Pochi mesi fa è uscito il suo ultimo libro che ha come soggetto la scrittura. Di che cosa parla esattamente?
“Nel mio libro racconto la vita degli scrittori negli Stati Uniti e cosa bisogna fare per mantenersi scrivendo. Si tratta di un reportage narrativo con all’interno circa una trentina di interviste. È un tentativo di raccontare il mercato editoriale americano, tirando le somme di quella che è la vita di un autore che ha 30-35 anni”.

Milanese di nascita, ma quanto è legato a Ivrea e a Torino?
“Dopo la prima edizione, ho partecipato anche a quella successiva. Ho un rapporto di grande affetto sia con il festival, che con la città di Ivrea. Ho conosciuto persone e ho condiviso tanti bei momenti. A Torino ho tanti amici, anche se la conosco un po’ meno”.

Palazzo Madama, panorama a portata di tutti

Filed under: Futura,Notizie — Tag:, — Martina Tartaglino @ 14:48

I portici di via Po e la collina, la Mole e Superga e poi lo sguardo corre verso i simboli della città che cambia. Tutto intorno lo spettacolo delle Alpi: si vede il Monviso e poi nelle giornate di cielo azzurro anche le cime della Valsusa e il massiccio del Rosa. Il panorama dalla torre di Palazzo Madama è uno dei più suggestivi di Torino. Lì si concludono tutte le visite guidate all’edificio e lì si può godere di una prospettiva diversa sulla città che sembra proprio a portata di chiunque.

E per essere davvero accessibile è stato sviluppato, già a partire dal 2012, “La città nelle mani di tutti” un innovativo progetto integrato con importanti novità. Cittadini e turisti con disabilità sensoriali in visita a Palazzo Madama, da oggi, possono usufruire anche di un testo descrittivo del paesaggio nella versione di lettura audio (voce Alessandra Ruffino) e di traduzione in lingua visiva in LIS – Lingua italiana dei segni ( realizzato in collaborazione con l’Associazione interpreti LIS). Basta avere uno smartphone e l’applicazione per la lettura del QR-code e del codice NCF (Near Field Communication o Comunicazione in prossimità).

I nuovi dispositivi vanno ad aggiungersi ai pannelli inseriti negli otto finestroni della torre e che grazie a una speciale tecnica di stampa, presentano contenuti grafici e testuali accessibili a tutti: normodotati, non vedenti, ipovedenti e malvedenti, sordi, dislessici, anziani, bambini.

Grazie ai testi in Braille, infatti, e ai disegni in inchiostro trasparente a rilievo (studiati per la lettura tattile) tutti possono orientarsi e divertirsi cercando sulle mappe, non solo i punti di principale interesse artistico e naturalistico di Torino, ma anche calcolando la distanza e la posizione dalle principali città europee e degli stati che si affacciano sul Mediterraneo.

“L’idea nasce dalla volontà di mettere insieme le persone – spiega Anna La Ferla responsabile dei servizi educativi di Palazzo Madama – Si tratta di semplicissimi accorgimenti in grado di fornire a tutti le stesse possibilità ed è anche un modo per prendere coscienza delle difficoltà incontrate da persone con disabilità permanente e temporanea nella vita di tutti i giorni. E la torre di Palazzo Madama è patrimonio di tutti”.

Libera Piemonte: “Fenomeno delle mafie sottovalutato nei programmi elettorali”

Filed under: Cronaca,Notizie — Tag:, , — Gianluca Palma @ 14:27

Diciassette candidati a sindaco, 34 liste con altrettanti programmi elettorali e un dato allarmante: solo uno tra i competitor per lo scranno più alto di Palazzo di Città, parla esplicitamente di lotta alle mafie nella sua agenda di governo, il sindaco uscente Piero Fassino.

È quanto emerge da una ricerca presentata dall’associazione antimafia Libera Piemonte che ha passato sotto la lente di ingrandimento i programmi degli schieramenti in corsa per amministrare la città di Torino. “Abbiamo approfondito tutti i documenti con cui i candidati si presentano alla cittadinanza, per capire chi è consapevole dell’infiltrazione delle mafie nel nostro territorio”, ha spiegato Maria José Fava, referente dell’associazione.

L’Analisi dei Programmi Elettorali Torino 2016, questo il titolo del report, è stata svolta seguendo un criterio specifico, scandagliando, cioè, tutti i programmi pubblicati nell’albo pretorio, alla ricerca di parole chiave come ‘mafia’, ‘corruzione’, ‘trasparenza’, ‘appalti’, ‘legalità’, ‘sicurezza urbana’, oltre ai cosiddetti ‘reati sentinella’ dei fenomeni criminali che Libera individua nello spaccio di droghe e nella prostituzione.

Dal risultato è emerso che solo Piero Fassino fa riferimento esplicito al termine “mafie” e annuncia l’istituzione di un Fondo per il sostegno alle vittime di racket e usura e l’obbligo del Comune di costituirsi parte civile nei processi contro i clan.

Per quanto riguarda la lotta alla corruzione e gestione degli appalti, se ne fa riferimento nei documenti di alcune liste collegate a Mario Levi, Giorgio Airaudo e Vito Colucci, mentre il candidato Marco Rizzo ne parla riferendosi alla privatizzazione dei servizi pubblici e alla lotta agli sprechi.

La trasparenza, invece, si ritrova come questione di principio nella maggior parte dei programmi elettorali. Per Chiara Appendino rappresenta un valore alla base della sua agenda, individuando nello strumento Open Data una garanzia di buona amministrazione. Anche Giorgio Airaudo ha dedicato un capitolo al tema, mentre Mario Levi, Alberto Morano, Vito Colucci, Marco Racca, Guglielmo Del Pero e Roberto Rosso, secondo Libera “affrontano la questione in maniera meno approfondita. Nel programma di Fassino, invece, è trattata in continuità rispetto al lavoro svolto dall’amministrazione uscente, nel rispetto della normativa nazionale”.

Il concetto di “legalità”, che tanto sta a cuore all’associazione fondata da Don Luigi Ciotti, è presente in tutti i programmi elettorali come principio guida, “ma segnaliamo che Appendino, Levi e Morano affermano di voler istituire percorsi di educazione alla legalità nelle scuole, progetti che noi portiamo avanti durante tutto l’anno in molte scuole d’Italia”, precisa Fava.

Anche per quanto riguarda la tutela della sicurezza urbana, secondo Libera Piemonte mancano proposte efficienti: la maggior parte dei candidati, infatti, ritiene di garantirla contrastando la criminalità comune, cioè i furti, gli scippi e lo spaccio di droghe.

L’UniTo acquista SciVal, il super motore per la ricerca

Filed under: Notizie,Scienza — Tag:, , , — Claudio Carollo @ 12:49

Nell’era dei Big data l’Università di Torino si dota di uno strumento strategico per gestire e sintetizzare milioni e milioni di dati. Grazie al contributo della Compagnia di San Paolo, l’Ateneo ha potuto acquistare per 50mila euro la piattaforma SciVal, strumento informatico sviluppato dalla Elsevier, maggior editore mondiale in ambito medico e scientifico, in grado di scandagliare milioni di articoli e brevetti tra 20mila riviste scientifiche. Cioè tutte le pubblicazioni nell’ambito della ricerca raccolte nella banca dati Scopus, che riunisce i prodotti di 5mila editori da tutto il mondo. “Basta con l’autoreferenzialità –  dice Silvio Aime, il Vicerettore alla Ricerca dell’Università di Torino – adesso possiamo conoscere rapidamente il profilo dei ricercatori, di gruppi di ricerca, le pubblicazioni e il numero dei brevetti che hanno registrato. Offriremo così delle prime informazioni di carattere statistico sulla valutazione di chi fa ricerca all’Università”

Come si colloca l’Unito nella classifica di pubblicazioni degli ultimi 5 anni? Regge il confronto con il Politecnico di Torino? E con la media Ue? Lo SciVal permette di rispondere innanzitutto a questi interrogativi. Ma l’obiettivo principale rimane dare accesso a ciascuno dei poli di innovazione dell’Unione Industriale per incrementare la collaborazione tra aziende e Università: trovare una corrispondenza tra la domanda di rinnovamento che viene dalle imprese e l’offerta dei dipartimenti dell’Ateneo. Tramite la ricerca semantica degli argomenti, lo SciVal può dare importanti elementi di valutazione attraverso la peer viewing, cioè un sistema di pareri incrociati tra esperti, creare una classifica per numero di brevetti e offrire report per le aziende che interagiscono con l’Unito attraverso lo Sportello Università Impresa (SUI), attivato di recente.

Alla piattaforma informatica potrà accedere tutto il personale e i gruppi di ricerca in qualsiasi ambito, non solo limitato al campo scientifico, ma anche per quello che riguarda la psicologia e le sociologie: “Se sono un ricercatore – ci dice Aime – e ho bisogno di trovar un partner per i miei studi, posso consultare questo potente strumento per controllare a quale università italiana e straniera poter fare riferimento”

In Piemonte è tempo di festival, da Passepartout alla Grande Invasione

Filed under: Cronaca,Cultura,Notizie — Tag:, , — Federica Frola @ 12:14

Roberta Bellesini Faletti e Alberto Sinigaglia – Foto Franco Rabino

“Il nostro festival è ormai adolescente”, così Roberta Bellesini, presidente della Biblioteca “Astense Giorgio Faletti” di Asti racconta Passepartout, giunto alla tredicesima edizione: “La sua grande particolarità è l’utilizzo della lectio magistralis come metodo per approfondire in maniera dettagliata i temi trattati”. La rassegna, di cui è direttore scientifico Alberto Sinigaglia, dal 4 al 12 giugno mette a confronto l’anno in corso con un altro fondamentale per la storia, in cui si riconoscano analogie utili a capire il presente e a intuire il futuro: “1936-2016: il consenso, la menzogna e la guerra”, è il tema di questa edizione.

Il ’36 è l’anno dell’ascesa dei regimi totalitari, in particolare della vittoria in Etiopia di Mussolini, della guerra civile spagnola, ma anche delle Olimpiadi di Berlino. “Centrale per tutti questi avvenimenti è il consenso delle masse, raggiunto attraverso i mezzi di comunicazione – spiega Bellesini -. Gli ospiti, ciascuno nel proprio ambito, analizzeranno le battaglie ideologiche e il loro rapporto con gli strumenti di massa attraverso l’evoluzione degli stessi”.

Dallo scrittore e filosofo di fama internazionale Fernando Savater, a Luciano Violante, protagonista della scena politica, passando per i nomi di punta del giornalismo italiano come Maurizio Molinari, Paolo Flores D’Arcais, Ferruccio De Bortoli, Sergio Romano, Bernardo Valli, Angelo Del Boca, Stefano Bartezzaghi, Giorgio Simonelli, Francesca Paci e Darwin Pastorin, e i rappresentanti del mondo accademico Vito Mancuso, Walter Barberis, Luigi Bonanate e Lucio Caracciolo, per arrivare al campione olimpico Livio Berruti, all’esperto di web marketing Franz Russo, e al maestro del cinema Marco Bellocchio.

“Mi aspetto, ad esempio, che Molinari, per anni inviato a Gerusalemme, sviluppi il tema del consenso nell’ambito delle conquiste mediatiche dell’Isis. In particolare per quanto riguarda l’utilizzo dei social come elemento innovativo per fare propaganda – sottolinea la presidente -. Bartezzaghi nel suo incontro ‘Buon senso, non senso, consenso e Mi consenta!’ analizzerà, invece, l’uso della parola per attirare il sostegno delle masse”.

Ad affiancare le decine di incontri, la grande novità di quest’anno sarà il cinema, con una proiezione ogni sera per approfondire i temi trattati. Come “Vincere”, la pellicola di Bellocchio sull’ascesa di Mussolini, oppure il documentario sulle Olimpiadi del ’36, di Leni Riefenstahl. E ancora “Quinto potere” di Sidney Lumet, “Tempi moderni” di Charlie Chaplin e “Il figlio dell’altra” di Lorrain Lévy. “Un altro incontro molto importante si terrà l’11 giugno nell’Aula Magna del Polo Universitario – assicura Roberta Bellesini -: un workshop condotto dal blogger Franz Russo che darà, tra l’altro, crediti formativi ai giornalisti”.

Tanti appuntamenti di spessore, quindi, quelli che accoglieranno un pubblico anno dopo anno “sempre più preparato – evidenzia la presidente -. Non si limita ad ascoltare, ma interviene con domande precise e dettagliate”.

Francesco Piccolo ph.Luisa Romussi

La settimana di Passepartout sarà preceduta da un weekend all’insegna dei libri: Ivrea dal 2 al 5 giugno torna capitale della lettura con la quarta edizione del festival “La grande invasione”, curato da Marco Cassini e Gianmario Pilo, affiancati da Lucia Panzieri per la sezione «Piccola invasione». Cento appuntamenti per “lettori professionisti” o semplici “sfogliatori occasionali”: non solo letteratura ma anche musica, arte, fumetti, teatro, architettura.

Le attività inizieranno ogni mattina con la tradizionale colazione e lettura dei quotidiani commentati dagli ospiti del festival. A seguire, gli appuntamenti come “La nostra carriera di lettori”, a cui parteciperanno autori di successo: da Niccolò Ammaniti, a Antonio Manzini, Michela Murgia, Concita De Gregorio, Goffredo Fofi, Paolo Cognetti, Edoardo Nesi e Gabriele Romagnoli. Ci saranno, poi, gruppi condotti dalle blogger di TwoReaders e il nuovo appuntamento serale con il Late show che racconterà in maniera leggera e divertente la giornata del festival.

Ad aprire e chiudere #invasione16 due concerti: il 2 giugno la “band-non-band I cani”, e il 5 giugno per la chiusura, Calcutta uno dei cantautori italiani più interessanti. “La grande invasione” è ormai considerato uno dei principali festival letterari italiani, con un pubblico in costante crescita arrivato nel 2015 a 12.000 presenze.

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