Pannunzio: il premio ‘Fusi’ a 7 campioni della libertà di pensiero

“Il giornalismo, fondamentalmente, è una missione. Per questo i premi possono rischiare di gratificarti troppo allontanandoti da essa. Ho il pudore di riceverne, ma ne sono allo stesso tempo lusingato e contento.” Queste le parole di Carlo De Blasio, capo redattore centrale del Tgr Piemonte, tra i vincitori della 17esima edizione del ‘Valdo Fusi‘, riconoscimento nato per celebrare l’autonomia di pensiero, l’indipendenza intellettuale e lo spirito libero di personalità legate alla città di Torino.

L’incisione in argento sarà consegnata alle 17,30 nel salone di Palazzo Cisterna anche all’ex procuratore generale Marcello Maddalena, magistrato impegnato dal 1967 nella lotta al terrorismo, alla criminalità economica e alle associazioni mafiose; al primario emerito del Mauriziano Marco Laudi, a Gilda e Lilita Conrieri, conservatrici del Meleto di Guido Gozzano ad Agliè, a Marco Bongi, fondatore e presidente dell’Associazione Piemontese Retinopatinici e Ipovedenti, e a Chiara Alpestre, dirigente del liceo D’Azeglio.

“I premi sono più che altro imbarazzanti, e non penso mai di meritarli – aggiunge De Blasio – credo che dovrebbero andare a persone impegnate nell’ambito della ricerca medica e scientifica, a chi supporta gli emarginati e i poveri, che sono i più meritevoli di tutti.” E sulla libertà nel giornalismo? “Il nostro è un lavoro sensibile, un cronista non dovrebbe mai dimenticarlo: più è un esempio di indipendenza, trasparenza e correttezza, più sarà indipendente, trasparente e corretta la società in cui opera. E lo stesso vale per il magistrato, il poliziotto, l’insegnante, il sacerdote.”

La targa sarà consegnata da Luigi Fusi, nipote del politico e scrittore piemontese, che ha ispirato al Centro Pannunzio questo riconoscimento. Per lo storico e direttore del centro Pierfranco Quaglieni, “Fusi è stato un personaggio di grande rilievo umano e professionale, ma soprattutto un amante della libertà di opinione, e proprio per questo il premio può essere conferito a persone distantissime tra loro, che nonostante questo testimoniano con la propria attività uno spirito di tolleranza e civiltà”. In chiusura sarà ricordato anche Marco Pannella. Per Quaglieni, che era suo amico, “la sua morte è un lutto per tutte le persone civili e tolleranti. Marco è stato un liberale che ha saputo imporre all’attenzione del Paese riforme importanti. Un profeta laico che ha rispettato i credenti e rotto le logiche dell’aggressività del ’68”.

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