8 marzo tra feste e riflessione: così lo vedono sette donne

di Francesco Beccio e Federica Frola.

“Cara amica, quest’anno ti scrivo per dirti che siamo riuscite a fare qualcosa di importante: insieme abbiamo avuto la forza di fare approvare in Piemonte una legge contro la violenza sulle donne e per il sostegno alle vittime e ai loro figli”, così Monica Cerutti, assessora alle Pari Opportunità della Regione Piemonte, ha iniziato la lettera indirizzata a tutte le donne.

L’8 marzo è la giornata per ricordarci quanto loro siano importanti: mamme, nonne, figlie ma soprattutto grandi lavoratrici. A dimostralo, anche i dati: il 41% studia all’estero contro il 27 % dei maschi, e il 54 % fa uno stage durante il percorso accademico rispetto al 51% degli uomini. Tante volte, però, gli sforzi non vengono ripagati nel mondo del lavoro: solo il 64% ha un impiego stabile dopo la laurea, contro il 77% dei maschi e con uno stipendio più basso del 21%.

Anche l’Università di Torino ha celebrato l’8 marzo con il Convegno “Io parlo e non discrimino”, al quale ha partecipato, tra gli altri, la giornalista torinese Stefanella Campana.

“Credo che più che una festa, questa debba essere una giornata di riflessione. Le donne oggi sono ancora svantaggiate e in molti casi sono vittime di violenza: non c’è bisogno di una festa che lo ricordi ogni anno. E’ doveroso, invece, raggiungere una parità sul piano della carriera e dello stipendio. La maggiore consapevolezza, ovviamente, deve arrivare dagli uomini perché staremo tutti meglio se ci fosse una maggiore condivisione di valori e una diversa mentalità. Non si tratta di essere come gli uomini, ma almeno considerate alla pari”.

Stefania Bertola, scrittrice, traduttrice e sceneggiatrice torinese.

“Questa giornata ha, in determinati contesti sociali e culturali, una valenza importante: ci si confronta su quello che c’è ancora da conquistare e sulla forza necessaria per combattere le ingiustizie. Nel corso del tempo però ha assunto una connotazione di banalità: dalla mimosa alle feste in discoteca alla cena con le amiche. Una pizzata tra donne puoi organizzarla tutto l’anno, non solo oggi! Il mondo della scrittura credo sia uno dei pochi campi lavorativi in cui non esiste alcun tipo di discriminazione e, anzi, abbiamo una corsia preferenziale aiutate dal fatto che ci sono molte più donne che leggono rispetto agli uomini”.

Cristina Bignardi, Ingegnera Meccanica e professoressa associata di Bioingegneria al Politecnico di Torino

Il giorno della donna è importante perché dà la possibilità di promuovere iniziative a favore della figura femminile in un mondo gestito dai maschi. Nello stesso tempo mi urta un po’ in quanto mi fa sentire parte di una categoria debole che ha bisogno delle quote rosa per poter accedere ai posti di comando. Da quando ci hanno lasciato studiare abbiamo dimostrato di poter svolgere qualsiasi mestiere a parte quelli in cui è necessario applicare forze fisiche importanti, ma, nonostante questo, è difficile fare carriera. In paesi che si dichiarano civili, come gli Stati Uniti, le donne a parità di impegno, sono, infatti, pagate meno degli uomini e in molti settori devono ancora scegliere tra lavoro e famiglia. Ciò è inaccettabile.

Raffaella Bologna, produttrice di vino dell’azienda piemontese Braida.

“A 10 anni avevo già scelto cosa volevo fare da grande: un ruolo che vesto con passione. In quanto produttrice di vino piemontese do un sesso alle uve: produco la Barbera, che, come una donna si presenta sempre in modi diversi. “La Monella”, ad esempio, è frizzante e gioiosa come una giovane fanciulla. La festa della donna è anche una scusa per bere un buon bicchiere di spumante: al di là dell’orgoglio femminista, diventa un’occasione per celebrarsi tra colleghe e amiche. Mi preoccupo di far star bene la famiglia e gli uomini di casa, non ricevendo solo, ma offrendo amore a mio fratello, mio marito e mio figlio. Nel ruolo di enologa e titolare di azienda ciò che dico è ascoltato con cognizione di causa. I miei agricoltori, invece, a volte mi trattano come se mi mancasse l’esperienza. Nei campi, infatti, le donne tradizionalmente si occupano della raccolta di sementi, mentre i lavori che contano spettano ancora ai maschi”.

Cecilia Lasagno, arpista nata e cresciuta a Torino dove ha studiato al Conservatorio

“Trovo che sia una festa carina e penso sia bello avere un giorno dedicato a noi. Ciò che bisognerebbe cambiare di più è la mentalità degli uomini. Ancora oggi, una delle cose peggiori che puoi dire loro è paragonarli a una donna. Fossi una mamma educherei i miei figli a prescindere dal loro sesso: non bisognerebbe caricare le bambine di aspettative diverse rispetto a quelle dei coetanei maschi. Ricordiamoci che abbiamo cominciato a votare solamente 60 anni fa e che prima il genere femminile non aveva voce in capitolo. ‘Femminista’ non è una parolaccia, ma una figata”.

Assunta Confente, avvocato di Torino

“Quella di oggi è la giornata dedicata alla donna, non una festa. Purtroppo negli ultimi tempi ha assunto un valore consumistico e commerciale. Credo sia necessario riscoprire lo spirito iniziale per il nostro futuro e per quello delle nostre figlie. Sono stati fatti tanti passi in avanti, anche se la strada è ancora lunga. Una giornata dedicata a noi donne dev’essere l’occasione per fare il punto della situazione e ripartire. Quello che vorrei è un mondo dove tutti siano uguali, con le stesse opportunità, a prescindere dall’orientamento sessuale”.

Chantal Menard, pluricampionessa mondiale di kickboxing offre una lezione gratuita di difesa personale presso la palestra Thai Boxe di via Pietro Giuria 30/B.  Di Monica Merola

Il desiderio di emancipazione femminile a Torino si esprime anche con sacco, scarpette e guantoni. In una società dove è sempre più acceso il dibattito sul ruolo della donna e sulla sua tutela da parte della società, Oktagon non resta in silenzio, e offre una lezione gratuita di difesa personale per celebrare l’8 marzo. Solo per oggi, infatti, sarà possibile partecipare a uno stage con Chantal Menard, pluricampionessa mondiale di kickboxing. La prima ora di stage sarà dedicata alle principianti, mentre la seconda a chi ha già familiarità con il ring. Menard, stella della kickboxing, ha iniziato la sua carriera come modella. Dopo essere arrivata alla finale di Miss Francia nell’88, ha cominciato a praticare sport a livello agonistico, aggiudicandosi un titolo mondiale Iska e un europeo Wka.

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