A scuola di hackeraggio: al Politecnico è tutto esaurito

Hackeraggio che passione: tutto esaurito al Politecnico per l’evento sulla sicurezza informatica. Un sold out che ha spinto gli organizzatori, Jetop, la Junior Enterprise dei futuri ingegneri, a programmare un secondo incontro, ma anche questo ha una waiting list al completo.

Che cosa può attirare così tanti studenti verso il mondo dell’hackeraggio? La Penetration Testing, l’attività con lo scopo di identificare e sfruttare la vulnerabilità di un sistema, ripercorrendo i passaggi di un “attaccante malintenzionato”. Non solo teoria: la simulazione verrà condotta ai danni di una macchina volutamente vulnerabile. A tenere le redini, Shielder, azienda specializzata nel campo della sicurezza informatica e dello sviluppo web.

Uno degli esperimenti di oggi, ad esempio, è quello della costruzione di una “barriera informatica” per prevenire gli attacchi esterni. “Una possibile vulnerabilità – spiega Marco Rupolo di Jetop – è quella dei siti che prevedono un trasferimento dati. Se si ha un sito in cui si effettuano pagamenti, nel database sono contenuti tutti i dati dei clienti, compresi i codici delle carte di credito: se non si adottano delle barriere di sicurezza, un hacker può ottenerli”.

“Sia oggi sia al prossimo evento – racconta Luca Pezzolla, presidente di Jetop – ci saranno 140 persone: l’aula ha la capienza più grande che siamo riusciti ad avere a disposizione per una giornata intera all’interno del Poli”. I numero, però, giocano a favore degli organizzatori: dato il sold out di “Hacker di professione”, si chiederà “una sala più ampia, anche se è difficile incastrare nella programmazione delle aule del Politecnico un evento per un’intera giornata”.

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