Amianto, UniTo risponde all’esposto anonimo: “Le bonifiche sono in corso”

Un esposto presentato in Procura da un sedicente “responsabile sicurezza dei lavoratori” riaccende le polemiche sulla questione amianto denunciandone la presenza in alcuni palazzi dell’Università, ma la risposta di UniTo non è tardata ad arrivare. Con una nota ufficiale, infatti, l’ateneo ha affermato che si sta dotando di “una struttura per monitorare gli edifici costruiti prima del divieto di usare l’amianto e per programmare gli interventi di bonifica da effettuare”. Tra le 89 strutture di proprietà dell’Università, secondo la denuncia anonima, sarebbero molte quelle a rischio: il palazzo di via Pietro Giuria, dove seguono le lezioni gli studenti di Fisica, Farmacia e Chimica, il Galileo Ferraris, l’orto botanico del Valentino e Palazzo Campana in via Carlo Alberto, dove oltre alla presenza del minerale tossico nelle finestre e nei pavimenti, si sarebbero effettuati prelievi mentre le lezioni erano in corso. “C’è amianto rovinato e non segnalato in luoghi di lavoro e di studio – spiega l’esposto – ma alle nostre segnalazioni non riceviamo nessuna risposta”.
Secondo UniTo, invece, a Palazzo Campana l’amianto “sarebbe stato messo in sicurezza e i lavoratori informati”, mentre in via Giuria sarebbero stati adeguatamenti isolati i locali a rischio.
La mappatura dei siti contaminati dall’amianto è ora in mano a un gruppo di esperti coordinati dalla docente del Dipartimento di Scienze della Terra Elena Belluso, poichè dopo il caso scoppiato lo scorso aprile il contratto inizialmente stipulato con l’Arpa nel 2014 è stato reso nullo di comune accordo tra le due parti.
Uno dei problemi principali è che dal 1992 la produzione e lavorazione dell’asbesto è illegale, mentre la sua vendita – diffusissima negli anni ’60 a causa del prezzo stracciato – è ancora lecita. Oltre al fatto che le tre tipologie di bonifica, ovvero la rimozione dell’amianto, il suo incapsulamento con prodotti ricoprenti come le vernici, o il confinamento del minerale sono complesse e non di breve realizzazione.

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