Anna Masera: “Così la Rete può mettere in pericolo i nostri diritti”

“I cittadini stanno inconsapevolmente rinunciando ai propri diritti fondamentali su internet. È importante aumentare la consapevolezza e pensare a come salvaguardare i diritti di tutti”. A dirlo è Anna Masera, garante dei lettori de La Stampa, già responsabile della comunicazione della Camera dei Deputati, autrice del libro “Internet, i nostri diritti” che verrà presentato oggi, martedì 5 aprile, alle 18.30 al Circolo dei lettori a Torino. Il testo, scritto a quattro mani con l’avvocato Guido Scorza, con prefazione di Stefano Rodotà, è una guida all’utilizzo della Rete nata dalla volontà di rendere divulgativa e accessibile la Dichiarazione dei Diritti in Internet, votata dal Parlamento all’unanimità nel novembre 2015.

“La Dichiarazione è una carta di principi piuttosto accademica, con termini giuridici – spiega Anna Masera –. Il nostro obiettivo era renderla leggibile da parte del pubblico e degli studenti. È un tema di educazione civica, particolarmente urgente perché i cittadini accettano le condizioni d’uso dei propri dati sulle piattaforme online senza prestare l’adeguata attenzione. Il rischio è quello di trovarci all’interno di un Grande Fratello: siamo trasparenti, del tutto visibili dai privati, ma non sono trasparenti le procedure di trattamento dei nostri dati”.

Il libro ripercorre i diritti fondamentali da proteggere sulla Rete. Innanzitutto, quello all’accesso: internet è un bene comune, come l’acqua e l’elettricità ed è necessario superare il divario nella fruizione della banda larga. Ma il divario è anche culturale, nella conoscenza del web. “L’insegnamento di internet dovrebbe essere obbligatorio nelle scuole, a partire dai linguaggi di programmazione – dice Anna Masera –. E lo Stato dovrebbe aiutare i più deboli, come gli anziani, a navigare in sicurezza”.

Altri diritti fondamentali sono quelli alla privacy e all’anonimato, soprattutto in Paesi in cui governano regimi totalitari. Ma l’era digitale pone con forza anche il tema del diritto all’oblio: il dibattito nasce nel 2014 quando la Corte di Giustizia dell’Ue diede ragione allo spagnolo Costeja Gonzalez, un comune cittadino che aveva chiesto invano a Google che venissero eliminate alcune informazioni relative a una vicenda giudiziaria dalla quale era uscito assolto.

Ultimo, ma non meno controverso, il tema del diritto alla democrazia, “che si scontra con la dimensione globale di internet. Le regole devono essere transnazionali e universali, ma è necessario evitare di porre troppi paletti. Un tentativo di governare la Rete, garantendo contemporaneamente il rispetto dei principi democratici e la natura di per sé “liquida” del web, è stato lanciato dall’Onu con l’Internet Governance Forum che non ha, però, alcun potere decisionale”.

This entry was posted in Cultura, Notizie and tagged , , , , , , . Bookmark the permalink. Comments are closed, but you can leave a trackback: Trackback URL.