Futura

17/11/2015

Anonymous sfida i terroristi su Twitter con una promessa “vi staneremo”

Filed under: Cronaca,Multimedia,Notizie — Tag:, , , , — Monica Merola @ 14:41

Che cosa fa Anonymous per sfidare i terroristi di Parigi sono gli hacker stessi a raccontarlo, senza giri di parole. “Cerchiamo gli account degli estremisti e li chiudiamo. La nostra forza si  basa su risorse social e web.”. Lo dicono alcuni membri di Anonymous Italia, raccontando la loro nuova missione, #OpParis. Dopo aver violato siti informatici utilizzati dall’Isis, il gruppo  internazionale di attivisti cerca di contrastare l’attività dei terroristi su Twitter. Il social, infatti, è utilizzato dagli estremisti per comunicare, creare contatti e scambiarsi informazioni. La prima cosa da dire è che gli hacker di Anonymous basano tutta la loro forza su internet, che resta un mondo “poco affidabile e pieno di falsi positivi. I rischi sono relativi e difficilmente categorizzabili. La legione (il modo in cui si definiscono parlando del loro gruppo) non fa previsioni perché generano allarmismi. Senza dati certi non si va oltre”.

Cosa cercano di fare in concreto? “Segnaliamo i profili Twitter sospetti fino a farli rimuovere. In questo modo si bloccano i contatti tra i terroristi”. E aggiungono: “Attualmente in tutto il mondo abbiamo una media di 500 persone connesse contemporaneamente su #OpParis. Ma questa è solo una media, i numeri degli accessi sono molto più alti e variabili”. Non è possibile distruggere totalmente il sistema informatico usato dai terroristi, e questo per diversi motivi. Internet è vasto e dà spazio a tutti gli utenti, e permette di creare sempre siti nuovi . Quindi, per ogni sito oscurato, c’è un’altra piattaforma che nasce, e così via.

Quanti sono gli account chiusi fino ad ora? Secondo Anonymous Italia sono oltre 5500. “E se non sono stati chiusi ancora lo saranno a breve. Abbiamo i loro nomi e cognomi”. I punti di forza di chi utilizza i social per fare terrorismo sono tre secondo gli hacker. L’uso di diverse piattaforme di connessione, innanzitutto: dai cellulari ai computer.  Poi, team dedicati e finanziati che creano profili fasulli in continuazione. Terzo, l’uso di sistemi di anonimato: per i social è davvero difficile stabilire la reale identità di ogni utente.  Nonostante ciò Anonymous non ha intenzione di fermarsi, e l’appello lanciato dopo i fatti di Parigi lo conferma. Con un comunicato diffuso in inglese, francese e italiano il gruppo di hacker promette di stanare i terroristi: “Riunitevi, mobilitatevi, difendete i nostri valori e la nostra libertà e aspettatevi una mobilitazione totale da parte nostra. Questa violenza non ci deve indebolire ma anzi deve darci la forza di riunirci e lottare insieme contro l’oscurantismo e la tirannia”.

 

1 commento

  1. [...] da: http://futura.unito.it/blog/anonymous-hacker-sfida/ [...]

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