Art bonus, a Torino è un flop

La Città di Torino si aspettava 6,3 milioni di euro, dopo un anno ne sono stati raccolti poco più di 27 mila. Sono i numeri deprimenti del primo anno di art bonus, la misura che concede una defiscalizzazione al 65 % delle donazioni effettuate da privati e aziende a sostegno di beni culturali pubblici, istituti e luoghi di cultura e fondazioni lirico-sinfoniche.

Il bilancio è impietoso: il Comune aveva individuato 14 progetti da finanziare con le “erogazioni liberali”, ma all’appello hanno risposto solo 29 donatori, che hanno contribuito con poche migliaia di euro. Tra gli interventi c’è il restauro conservativo della cupola del Tempio della Gran Madre, la manutenzione straordinaria dell’ex cimitero di San Pietro in Vincoli, quella del conservatorio Giuseppe Verdi, il sostegno alle biblioteche civiche torinesi.

“Il primo anno è di sperimentazione – ha dichiarato oggi a Palazzo Chiablese a Torino il sindaco Piero Fassino –, non tanto sulle cifre, quanto sull’adeguatezza del meccanismo. A Torino si investono 100 milioni l’anno in cultura, di cui 25 provenienti dai privati. Abbiamo dimostrato che una partnership pubblico-privato è importante. Per l’art bonus è necessaria una campagna di comunicazione più incisiva per far conoscere lo strumento ai cittadini e indicare alcuni beni culturali da individuare come priorità”.

La misura che incentiva il “mecenatismo”, resa permanente dalla legge di stabilità 2016, non convince neanche a livello nazionale. Il bilancio del primo anno è di 57 milioni di euro. “Il primo problema dell’art bonus è che riguarda solo i beni pubblici, non beni privati di interesse pubblico – ha detto Flavia Piccoli Nardelli, presidente della commissione Cultura della Camera –, ma cercheremo di ampliarlo. Gli interventi, inoltre, sono indirizzati ad attività di investimento, che rientrano nelle spese in conto capitale, mentre le spese correnti, legate al funzionamento quotidiano delle strutture, sono escluse”.

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  • [...] Il bilancio del primo anno di Art bonus nel capoluogo piemontese è stato un fallimento, se si pensa che la Città di Torino si aspettava 6,3 milioni di euro per 14 progetti, ma le donazioni non hanno raggiunto i 30 mila euro. Numeri che il sindaco Fassino ha spiegato definendo il 2015 “un anno di sperimentazione sull’adeguatezza del meccanismo”. Per ammissione dello stesso Fassino, “è necessaria una campagna di comunicazione più incisiva per far conoscere lo strumento ai cittadini e indicare alcuni beni culturali da individuare come priorità “. [...]