Artisti internazionali e giovani talenti, torna il Festival Mirabilia

Circo contemporaneo, musica, danza e teatro urbano. Quindici giorni di eventi e spettacoli che coinvolgeranno grandi artisti e giovani talenti da ogni parte del mondo. Il Piemonte si prepara ad accogliere il Mirabilia International Circus & Performing Arts Festival, che invaderà le province di Cuneo e Torino dal 17 giugno al 10 luglio.

Giunto ormai alla decima edizione, Mirabilia è oggi un punto di riferimento a livello europeo per le arti performative, capace di attrarre grandi nomi del panorama artistico e culturale, come il coreografo catalano Joan Clevillé, il cui spettacolo “Plan B for Utopia” dà il nome all’edizione di quest’anno.

Mirabilia è anche l’occasione per molti giovani creativi di mettersi in mostra, sperimentare e confrontarsi con altre realtà artistiche internazionali. Tra loro ci sono anche i ragazzi di Fattoria Vittadini, un gruppo nato dall’esperienza dell’Atelier di Teatro-Danza della Scuola Paolo Grassi di Milano, che si esibirà l’1e il 2 luglio a Savigliano. Il loro spettacolo, intitolato “Sarai”, scava all’interno del rapporto padre-figlia, mettendone in risalto confronti e scontri attraverso la danza e il movimento: “Quella di lavorare con mio padre è stata una necessità, prima ancora che una scelta estetica – spiega Francesca Penzo, ideatrice, coreografa e, assieme a suo padre Roberto, interprete dell’opera –. L’idea di partenza era quella di cercare di capire come un corpo di 75 anni si relazioni con uno di 28, come si cerchino e come interagiscano due persone che si conoscono e si amano. Attorno a questo contesto coreografico abbiamo poi costruito una storia ben precisa, grazie al lavoro della drammaturga Giulia Tollis, che ci ha permesso di approfondire il tema del confronto generazionale”.

Per Francesca e i ragazzi di Fattoria Vittadini sarà il secondo anno di partecipazione a Mirabilia, un’esperienza stimolante e affascinante anche per chi, come loro, calca i palcoscenici ormai da tempo: “Trovo molto interessante che un festival di circo abbia deciso di estendere il proprio panorama e aprirsi anche alla danza. È importante saper integrare diverse forme d’arte e diventare sempre più multidisciplinari”. Punti di forza del festival sono la cornice suggestiva e il legame con il territorio piemontese: “Oltre a un programma ricco e ben strutturato, abbiamo trovato un ambiente bellissimo e un clima fantastico”, ricorda.

Un po’ per lavoro, un po’ per passione, Francesca si trova spesso a viaggiare per l’Europa e ha avuto modo di farsi un’idea sulla condizione attuale delle arti performative nel nostro paese: “Quando si parla di arte, in Italia c’è la tendenza a considerare secondario il discorso economico. Si fa fatica a pensare a un centro creativo come a una vera e propria impresa, invece è proprio ciò di cui gli artisti avrebbero bisogno per svolgere il proprio lavoro. La cosa positiva è che, rispetto a qualche anno fa, c’è un grande dialogo con le esperienze artistiche provenienti dall’estero. Si sono aperti diversi canali di collaborazione e c’è sempre una grande vivacità. Quella non deve mancare mai”.

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