Nuovo bando del Miur per studenti universitari

Un lavoro di un anno all’estero per insegnare la lingua italiana. Il Ministero dell’Istruzione, dell’università e della Ricerca cerca studenti universitari o giovani laureati italiani disposti a partire.L’obiettivo è diffondere la lingua e la cultura italiana, offrendo opportunità lavorative a studenti o neolaureati pronti a raccogliere la sfida dell’internalizzazione anche al di fuori del contesto universitario.

Nelle scorse edizioni il progetto ha avuto un grande successo (il bando è consultabile sul sito http://hubmiur.pubblica.istruzione.it/web/istruzione/dg-affari-internazionali/assistenti_italiani). I candidati assumeranno il ruolo di  assistenti affiancando i docenti di lingua italiana in istituti di vario ordine e grado. Un’esperienza stimolante, fatta di scambi culturali e arricchimento professionale. E, particolare non da poco, retribuita. Il compenso varia da 700 a 1000 euro mensili, per un impegno di 12 ore settimanali per 8 mesi.

Austria, Belgio, Francia, Irlanda, Germania, Regno Unito e Spagna le possibili mete, con posti variabili in base al Paese di destinazione. Se dovessero essere confermati i numeri della scorsa edizione, le posizioni disponibili sarebbero 272. Non poche, ma la competizione potrebbe essere alta. Per partecipare è necessario non aver compiuto il trentesimo anno d’età, aver conseguito almeno un diploma di laurea triennale o essere iscritto a uno dei corsi di laurea magistrale specificati nel bando. Le domande devono essere compilate online sull’apposito sito entro il 27 gennaio.

La figura dell’assistente di lingua straniera, quasi sconosciuta in Italia, è molto richiesta nelle quasi 200 scuole che diffondono l’italiano all’estero. “Sono stata assistente di lingua italiana in due licei in Austria  -  racconta Agnese in uno dei forum dove i partecipanti alle precedenti edizioni condividono le proprie esperienze  -  Beh, che dire… mi è piaciuto! Ho sempre desiderato poter insegnare l’italiano come lingua straniera e ho studiato per farlo ma, come saprete, in Italia non è affatto facile”.

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