Base Ryanair a Torino. Ecco a che punto siamo

Un aereo Ryanair nell'areoporto di Torino Caselle

Ryanair mercoledì è stata incoronata prima compagnia aerea in Italia del 2011. Con uno scarto di 3 milioni di passeggeri il colosso irlandese lascia al palo Alitalia e conta di bissare, se non addirittura migliorare, il risultato nel 2012. Ma la formula per il successo passa anche da Torino ed è legata a doppio nodo alla chiusura del contratto per trasformare lo scalo piemontese in base Ryanair. Il buon esito della trattativa in realtà sembra stare più a cuore alla Regione che al gruppo di O’Leary.

Ma il prezzo chiesto da Ryanair è alto, così alto che “la Regione da sola non ce la farebbe a sostenere i costi”. Lo riferisce Alberto Cirio, assessore regionale al turismo.

“È per trovare i fondi necessari  che abbiamo riunito attorno ad un tavolo le principali istituzioni: Comune, Provincia, Camera di Commercio e Sagat, la società di gestione dell’aeroporto di Caselle” chiarisce l’assessore.  Non è dato sapere a quanto ammonti l’investimento e tutte le indiscrezioni sui dati uscite fino ad ora – ricordano alla Sagat – non hanno fondamento, perché la trattativa è ancora in fieri e non c’è niente di certo”. È  certo invece che se Caselle si trasformasse in base low-cost, le destinazioni Ryanair raddoppierebbero e da 12 passerebbero a 24 e quelle già esistenti diverrebbero più frequenti. A raddoppiare sarebbero anche i passeggeri in transito con un impennata notevole per il turismo piemontese.

“Siamo in attesa di un nuovo incontro con i vertici della compagnia –  sottolinea Cirio – ma siamo a un buon punto e lo dimostra il fatto che il contratto già esistente è stato prorogato fino al 2013”

In effetti a gennaio si era temuto che il braccio di ferro tra la compagnia irlandese e la Regione si concludesse con l’abbandono definitivo  dello scalo, ma così non è stato.

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