Bellono: “Non mi stupirei di una Fiat a stelle strisce”

“Il disegno è chiaro da tempo. Marchionne va verso gli Stati Uniti”. Non ha dubbi Federico Bellono, il sindacalista della Fiom che da anni segue la Fiat.  Dopo l’acquisizione della Chrysler c’è ancora fermento al Lingotto. Tra i lavoratori c’è preoccupazione: “Che conseguenze avrà l’operazione di Marchionne?” si domandavano gli operai, un po’ scettici, davanti alla sede dell’Unione industriale, a margine dell’incontro sindacale Fiat-Fiom.

Bellono, Marchionne ha detto che l’acquisizione di Chrysler è un’ancora di salvezza per gli stabilimenti italiani.

Questa operazione fa felici gli azionisti, ma non c’è nessuna logica nel dire che questa acquisizione gioverà ai lavoratori degli stabilimenti italiani. Non c’è nessun nesso. Bisogna vedere gli investimenti strategici che Fiat farà, perché li dovrà fare. Fiat ha difficoltà a penetrare nei mercati russi e cinesi, bisognerà capire dove vorrà puntare e non sono sicuro che l’Italia sia una priorità.

In questi giorni non si parla d’altro, è davvero così importante sapere quale sarà la futura sede centrale del gruppo Fiat-Chrysler?

Bisogna fare una distinzione tra sede legale e quartiere generale. Ho l’impressione che nel caso Fiat, al di là di altre considerazioni fiscali, le due cose coincideranno e saranno entrambe negli Stati Uniti. La scelta non mi stupisce, mi stupisce chi cade dalle nuvole. Il disegno è già chiaro da tempo.

E quali sarebbero le conseguenze per i lavoratori italiani?

Si creeranno dei doppioni nelle strutture amministrative e di progettazione, credo che a rischiare sia soprattutto Torino. A temere di più devono essere gli impiegati, che sono oltre 5mila. Già alcune funzioni sono state trasferite nell’altra parte dell’oceano. Il punto non è se Torino sarà al centro del gruppo, è una questione superata, ma se Torino avrà un ruolo centrale in Europa.

Venerdì scorso vi siete confrontati con Fiat. Non si esce dallo stallo: voi volete un tavolo unico con gli altri sindacati, ma l’azienda non ne vuole sapere.

È una questione irrisolvibile, ma per noi non è una questione pregiudiziale. Il confronto continueremo a portarlo avanti. Vogliamo risposte sul futuro degli stabilimenti italiani e sui contratti.

Il Governo in questa complicata partita che ruolo sta giocando?

Il Governo non fa niente. Come nulla hanno fatto gli esecutivi guidati da Monti e da Berlusconi, al contrario di altri paesi che stanno agevolando gli investimenti Fiat.

Sta dando ragione a Marchionne?

No, al contrario. La politica con questi atteggiamenti sta dando mano libera a Marchionne: può prendere impegni, come per Mirafiori, e poi non rispettarli.

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