Borse di studio: la guerra dei numeri

  Sulla vicenda delle borse Edisu è guerra dei numeri. La polemica è scoppiata tra l’assessore regionale agli affari istituzionali Elena Maccanti e il vice presidente del Consiglio Regionale Roberto Placido. L’assessorato conferma la disponibilità attuale di 17 milioni. L’esponente Pd ha denunciato il fatto che la Regione Piemonte “non vuole mettere a disposizione i 13 milioni sui 30 necessari per garantire la copertura delle borse universitarie”. “L’anno scorso – afferma Roberto Placido -, quando si sono finanziate tutte le borse, sono stati necessari 24 milioni di euro. Quest’anno, a fronte di un aumento delle iscrizioni, servirebbero 30 milioni, come conferma anche il Presidente dell’Edisu”.

I 17 milioni, spiegano da Piazza Castello, si compongono degli 8 milioni già erogati da Edisu, più 4 milioni dell’accordo Miur – Università, e 5 milioni di risparmi del Consiglio regionale destinabili a questo capitolo. “L’assessorato non dice, però, dove verranno reperite le altre risorse necessarie”.

Come spiegano da Piazza Castello, i soldi approvati a bilancio della Regione destinati alle borse erano 20 milioni. Dopo le riduzione dei trasferimenti statali della manovra di agosto, il Governo regionale ha così deciso di portare a 8 milioni la disponibilità per i finanziamenti agli studenti, che sono già stati erogati all’Edisu.

Lunedì si è tenuto un tavolo tra Regione e fondazioni bancarie per cercare di coprire la riduzione dei fondi coinvolgendo i privati, durante il quale la Compagnia di San Paolo ha fatto sapere di non poter mettere a disposizione il finanziamento da 2 milioni di euro inizialmente previsto. E il buco nelle tasche dell’Edisu aumenta a 9 milioni.

A fronte di questi problemi, il vicepresidente del Consiglio regionale si è detto disposto a rivedere la situazione per il prossimo anno, “ma per quest’anno non si possono cambiare le regole del gioco a partita iniziata. Molti ragazzi si sono iscritti avendo di fronte una determinata situazione e non si può togliere loro ciò a cui hanno diritto”.

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