Bullismo, a Torino si combatte così

Le panchine si colorano contro la violenza. Dopo il rosso per il femminicidio, arriva il giallo per il bullismo. Oggi, lunedì 11 aprile, alle 17, in via Moretta 57 a Torino, si terrà l’incontro “Stop (cyber)bullismo”, promosso dal Partito Democratico. Si parlerà delle tante iniziative nate per sensibilizzare l’opinione pubblica sui soprusi che colpiscono i più giovani. Tra queste, le panchine gialle che saranno posizionate in cinque scuole della circoscrizione 6 del capoluogo piemontese.

“Abbiamo organizzato questo evento perché il bullismo è un fenomeno sempre più diffuso, di cui troppo spesso si parla unicamente in occasione delle emergenze – dice Daniela Todarello, membro della commissione cultura della circoscrizione 6 –. Parleremo delle tante belle esperienze che fanno scuola, anche a Torino. Insegnanti, dirigenti scolastici e rappresentanti delle associazioni si confronteranno sui percorsi sociali avviati per contrastare il bullismo”.

Iniziative virtuose come quella del liceo scientifico Einstein, unica scuola del nord Italia ad aver vinto il progetto di Amnesty International contro la violenza giovanile, dove sarà realizzato un murale dedicato al tema. O come quella dell’istituto Beccari, che ha avviato una collaborazione con il nucleo di prossimità, il servizio comunale che monitora le situazioni più esposte al disagio sociale. In queste e in altre scuole della città le panchine gialle rappresenteranno i luoghi dedicati al dialogo e alla riflessione, che insegnanti e operatori sociali sperano possano coinvolgere direttamente i più giovani.

L’evento di oggi pomeriggio, durante il quale sarà proiettato il cortometraggio “Intolleranza elementare” dell’associazione BADhOLE, si concluderà con una tavola rotonda che farà il punto sulla legge contro il bullismo, ferma in commissione Giustizia alla Camera. Una proposta legislativa specifica che potrebbe istituire un nuovo reato penale, con sanzioni che arrivano alla reclusione da sei mesi a quattro anni. Parteciperanno, tra gli altri, i parlamentari Anna Rossomando, Umberto D’Ottavio ed Elena Ferrara.

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