Carovane migranti, il ‘sesto continente in movimento’ /il video

di Gianluca Palma. Si sono messi in cammino, da sud a nord, per fare luce sul tema dei migranti, rifuggendo stereotipi e letture semplicistiche del fenomeno.

E’ la “Carovana dei Migranti”, un gruppo di uomini e donne, giovani e meno giovani, che ha ripercorso lo stivale, partendo da Lampedusa il 22 novembre per arrivare, dopo 24 tappe, a Torino il 6 dicembre.

Un viaggio che ha toccato i luoghi sensibili del flusso migratorio che interessa il nostro Paese, passando per Palermo, Rosarno, Polistena, Bari, Casal di Principe, Roma, Livorno, Firenze e Milano.

“Volevamo vedere con i nostri occhi le reali condizioni in cui versano le migliaia di persone che approdano in Italia, chi per cercare lavoro e stabilirsi, chi solo di passaggio” dice Gianfranco Crua, uno degli organizzatori. “I flussi migratori interessano circa 250milioni di individui in tutto il mondo, il sesto continente in movimento. Bisogna creare un corridoio umanitario per sottrarli ai gruppi criminali che, come avviene in America Latina, li rapiscono per specularci”.

Il Piemonte ha accolto la Carovana con tre giorni di iniziative tenutesi all’Università di Torino e al Sermig – Arsenale della Pace in Borgo Dora, dove si è svolta la festa conclusiva.

Sabato mattina, la prima tappa è stata a Canelli, nell’astigiano, dove si produce il vino Moscato, una delle eccellenze dell’agroalimentare italiano, ma dove i braccianti stagionali, che arrivano ogni settembre per lavorare alla vendemmia, finiscono nelle grinfie dei caporali che li sfruttano, tanto che questo piccolo centro è stato definito la “Rosarno del nord”. Qui si è tenuto un dibattito, presso la sede del Comune, al quale hanno partecipato, oltre ai ‘carovanieri’, il segretario generale della Cgil di Asti, Giovanni Prezioso, l’assessore all’immigrazione per la regione Piemonte, Monica Cerutti, l’assessore all’agricoltura Giorgio Ferrero e il sindaco Marco Gabusi.

“In questi luoghi che sono patrimonio dell’Unesco, insieme alla produzione del vino si verifica ogni anno la vendemmia della vergogna” ha affermato Prezioso riferendosi allo sfruttamento dei braccianti.

Da diversi mesi ormai sono note alle cronache le difficili condizioni dei migranti, che vengono a lavorare nelle nostre campagne, con paghe misere e condizioni ai limiti dell’igiene.

Ma il sindaco Gabusi si difende: “ “Il Comune – afferma – ha fornito due bagni chimici e una doccia di più non possiamo fare, dobbiamo pensare prima ai nostri cittadini e alla sicurezza della città, chi vuole costruire una struttura d’accoglienza lo faccia”. Secca la replica dei sindacalisti Cgil “Non si può liquidare il problema con due bagni chimici e una doccia per decine di persone. C’è ben altro da fare. A Saluzzo, per esempio, di centri di accoglienza ce ne sono due” ribadiscono.

Per i partecipanti, la Carovana è stata l’occasione per dar voce alla realtà del fenomeno migratorio, raccontando, una volta per tutte, come stanno le cose.

A Lampedusa, per esempio, oggi non ci sono immigrati, il centro di accoglienza è chiuso. “L’emergenza l’aveva creata, a suo tempo, il ministro Maroni, impedendo ai migranti di raggiungere la Sicilia. Gli abitanti dell’isola, tra l’altro, ci hanno detto di essere ben disposti ad accogliere questa gente” spiega Crua.

Fra gli ospiti della Carovana alcuni esponenti del movimento migranti del centroamerica, come padre Alejandro Solalinde, “prete rivoluzionario”, come gli piace definirsi, che afferma: “Il sistema capitalistico genera disuguaglianze e ingiustizie. Dio cammina con i migranti, mentre il ‘dio denaro’ corrompe e rende schiavi. Anche dentro la Chiesa c’è corruzione e Papa Francesco sta lottando per contrastarla, ma la strada è lunga”.

Insieme a lui ci sono altri testimoni, come Jose Medina, fondatore del sindacato dei braccianti agricoli, suor Leticia Gutierrez, direttrice della missione Scalabriniana migranti e Rosa Nelly Santos, rappresentante del movimento madri centroamericane che, dopo 10 anni, ha finalmente ritrovato suo nipote. “Con la Carovana siamo andati a visitare i campi sia in Calabria che in Puglia – racconta Marta, studentessa di Giurisprudenza che ha deciso di unirsi al viaggio – A Rosarno la cooperativa ‘SOS Rosarno’ offre ai migranti un lavoro nella produzione delle arance che poi vendono anche altrove tramite la rete di acquisto solidale. Questa esperienza mi ha arricchito molto e mi ha fatto capire quanto l’accoglienza di queste persone ci riguardi da vicino”.

Negli ultimi tempi il fenomeno migratorio ha destato molte polemiche, sia in Italia che in Europa. Ora che la missione Mare Nostrum è finita, la Carovana è stata l’occasione per riflettere e far riflettere su temi come l’accoglienza, i diritti, la responsabilità delle istituzioni e della popolazione. Senza dimenticanze.

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