Futura

06/06/2016

Il maestro di boxe Zingariello: “I miei ragazzi studiano Clay su Youtube”

Filed under: Cronaca,Futura,Notizie,Sport — Tag:, , , , — Davide Urietti @ 14:37

“Ricordo con piacere la volta in cui incontrai Muhammad Ali: era il 1979 e il più grande boxeur di sempre era ospite ad una riunione pugilistica a Saint-Vincent. Ero emozionato come un ragazzino quando gli chiesi una dedica”, Salvatore Zingariello, l’unico maestro benemerito piemontese, grazie ai titoli nazionali conquistati dai suoi allievi della storica palestra di boxe ‘Ilio Baroni’ di Torino, è commosso quando parla di Cassius Clay.

“L’ho sempre ammirato, è stato l’emblema dei pesi massimi – sottolinea Zingariello –. Aveva un movimento di braccia e gambe impressionante”. Per chi, come lui, l’ha visto dal vivo, la scomparsa del campione di Louisville è una perdita ancor più grande: “Sarà impossibile da dimenticare, ha segnato un’epoca”.

I giovani che si avvicinano alla boxe, probabilmente, ricordano con più facilità i match di Mike Tyson, ma anche grazie a youtube e a vecchi video “molti di loro vanno a rivedersi le gesta di Ali”.

E proprio le nuove tecnologie, secondo il maestro, rendono il suo lavoro più difficile rispetto agli inizi di carriera. “Insegno alla Baroni dal 1975 e in 41 anni le cose sono molto cambiate. Quando dico a uno dei ragazzi chi sarà il suo sfidante, corre su internet a cercare informazioni sull’avversario. Prima non era così, anzi, i combattenti si sfidavano alla cieca. Questo fa sì che oltre ad allenarlo per l’incontro, io debba essere anche uno psicologo: non tutti reagiscono allo stesso modo e con ognuno di loro si deve costruire un determinato rapporto. Quando si entra alla ‘Baroni’ ancora prima dei fondamentali della boxe si imparano concetti come serietà e rispetto. La palestra è sempre piena e vengono persone di ogni tipo. Nel corso degli anni sono passati numerosi campioni, ben 18 nella categoria élite. L’ultimo in ordine di tempo è Marco Siciliano che è diventato campione italiano dei pesi leggeri”.

In seguito alla scomparsa di Mohammad Ali in Italia si è tornati a discutere del ruolo della boxe, su come e quanto sia praticata da noi.

“Sento parlare di crisi di questo sport – conclude Salvatore -, ma non sono d’accordo. A livello regionale la boxe è molto sentita e chiunque si iscriva ad una palestra sa che non può venire a perder tempo. Una cosa la metto in chiaro fin da subito: qui si suda e non si viene a fare fitness. In generale dei miei ragazzi non mi posso proprio lamentare: mi hanno regalato molte gioie e sanno che il lavoro alla fine paga”.

01/06/2016

Libera Piemonte: “Fenomeno delle mafie sottovalutato nei programmi elettorali”

Filed under: Cronaca,Notizie — Tag:, , — Gianluca Palma @ 14:27

Diciassette candidati a sindaco, 34 liste con altrettanti programmi elettorali e un dato allarmante: solo uno tra i competitor per lo scranno più alto di Palazzo di Città, parla esplicitamente di lotta alle mafie nella sua agenda di governo, il sindaco uscente Piero Fassino.

È quanto emerge da una ricerca presentata dall’associazione antimafia Libera Piemonte che ha passato sotto la lente di ingrandimento i programmi degli schieramenti in corsa per amministrare la città di Torino. “Abbiamo approfondito tutti i documenti con cui i candidati si presentano alla cittadinanza, per capire chi è consapevole dell’infiltrazione delle mafie nel nostro territorio”, ha spiegato Maria José Fava, referente dell’associazione.

L’Analisi dei Programmi Elettorali Torino 2016, questo il titolo del report, è stata svolta seguendo un criterio specifico, scandagliando, cioè, tutti i programmi pubblicati nell’albo pretorio, alla ricerca di parole chiave come ‘mafia’, ‘corruzione’, ‘trasparenza’, ‘appalti’, ‘legalità’, ‘sicurezza urbana’, oltre ai cosiddetti ‘reati sentinella’ dei fenomeni criminali che Libera individua nello spaccio di droghe e nella prostituzione.

Dal risultato è emerso che solo Piero Fassino fa riferimento esplicito al termine “mafie” e annuncia l’istituzione di un Fondo per il sostegno alle vittime di racket e usura e l’obbligo del Comune di costituirsi parte civile nei processi contro i clan.

Per quanto riguarda la lotta alla corruzione e gestione degli appalti, se ne fa riferimento nei documenti di alcune liste collegate a Mario Levi, Giorgio Airaudo e Vito Colucci, mentre il candidato Marco Rizzo ne parla riferendosi alla privatizzazione dei servizi pubblici e alla lotta agli sprechi.

La trasparenza, invece, si ritrova come questione di principio nella maggior parte dei programmi elettorali. Per Chiara Appendino rappresenta un valore alla base della sua agenda, individuando nello strumento Open Data una garanzia di buona amministrazione. Anche Giorgio Airaudo ha dedicato un capitolo al tema, mentre Mario Levi, Alberto Morano, Vito Colucci, Marco Racca, Guglielmo Del Pero e Roberto Rosso, secondo Libera “affrontano la questione in maniera meno approfondita. Nel programma di Fassino, invece, è trattata in continuità rispetto al lavoro svolto dall’amministrazione uscente, nel rispetto della normativa nazionale”.

Il concetto di “legalità”, che tanto sta a cuore all’associazione fondata da Don Luigi Ciotti, è presente in tutti i programmi elettorali come principio guida, “ma segnaliamo che Appendino, Levi e Morano affermano di voler istituire percorsi di educazione alla legalità nelle scuole, progetti che noi portiamo avanti durante tutto l’anno in molte scuole d’Italia”, precisa Fava.

Anche per quanto riguarda la tutela della sicurezza urbana, secondo Libera Piemonte mancano proposte efficienti: la maggior parte dei candidati, infatti, ritiene di garantirla contrastando la criminalità comune, cioè i furti, gli scippi e lo spaccio di droghe.

In Piemonte è tempo di festival, da Passepartout alla Grande Invasione

Filed under: Cronaca,Cultura,Notizie — Tag:, , — Federica Frola @ 12:14

Roberta Bellesini Faletti e Alberto Sinigaglia – Foto Franco Rabino

“Il nostro festival è ormai adolescente”, così Roberta Bellesini, presidente della Biblioteca “Astense Giorgio Faletti” di Asti racconta Passepartout, giunto alla tredicesima edizione: “La sua grande particolarità è l’utilizzo della lectio magistralis come metodo per approfondire in maniera dettagliata i temi trattati”. La rassegna, di cui è direttore scientifico Alberto Sinigaglia, dal 4 al 12 giugno mette a confronto l’anno in corso con un altro fondamentale per la storia, in cui si riconoscano analogie utili a capire il presente e a intuire il futuro: “1936-2016: il consenso, la menzogna e la guerra”, è il tema di questa edizione.

Il ’36 è l’anno dell’ascesa dei regimi totalitari, in particolare della vittoria in Etiopia di Mussolini, della guerra civile spagnola, ma anche delle Olimpiadi di Berlino. “Centrale per tutti questi avvenimenti è il consenso delle masse, raggiunto attraverso i mezzi di comunicazione – spiega Bellesini -. Gli ospiti, ciascuno nel proprio ambito, analizzeranno le battaglie ideologiche e il loro rapporto con gli strumenti di massa attraverso l’evoluzione degli stessi”.

Dallo scrittore e filosofo di fama internazionale Fernando Savater, a Luciano Violante, protagonista della scena politica, passando per i nomi di punta del giornalismo italiano come Maurizio Molinari, Paolo Flores D’Arcais, Ferruccio De Bortoli, Sergio Romano, Bernardo Valli, Angelo Del Boca, Stefano Bartezzaghi, Giorgio Simonelli, Francesca Paci e Darwin Pastorin, e i rappresentanti del mondo accademico Vito Mancuso, Walter Barberis, Luigi Bonanate e Lucio Caracciolo, per arrivare al campione olimpico Livio Berruti, all’esperto di web marketing Franz Russo, e al maestro del cinema Marco Bellocchio.

“Mi aspetto, ad esempio, che Molinari, per anni inviato a Gerusalemme, sviluppi il tema del consenso nell’ambito delle conquiste mediatiche dell’Isis. In particolare per quanto riguarda l’utilizzo dei social come elemento innovativo per fare propaganda – sottolinea la presidente -. Bartezzaghi nel suo incontro ‘Buon senso, non senso, consenso e Mi consenta!’ analizzerà, invece, l’uso della parola per attirare il sostegno delle masse”.

Ad affiancare le decine di incontri, la grande novità di quest’anno sarà il cinema, con una proiezione ogni sera per approfondire i temi trattati. Come “Vincere”, la pellicola di Bellocchio sull’ascesa di Mussolini, oppure il documentario sulle Olimpiadi del ’36, di Leni Riefenstahl. E ancora “Quinto potere” di Sidney Lumet, “Tempi moderni” di Charlie Chaplin e “Il figlio dell’altra” di Lorrain Lévy. “Un altro incontro molto importante si terrà l’11 giugno nell’Aula Magna del Polo Universitario – assicura Roberta Bellesini -: un workshop condotto dal blogger Franz Russo che darà, tra l’altro, crediti formativi ai giornalisti”.

Tanti appuntamenti di spessore, quindi, quelli che accoglieranno un pubblico anno dopo anno “sempre più preparato – evidenzia la presidente -. Non si limita ad ascoltare, ma interviene con domande precise e dettagliate”.

Francesco Piccolo ph.Luisa Romussi

La settimana di Passepartout sarà preceduta da un weekend all’insegna dei libri: Ivrea dal 2 al 5 giugno torna capitale della lettura con la quarta edizione del festival “La grande invasione”, curato da Marco Cassini e Gianmario Pilo, affiancati da Lucia Panzieri per la sezione «Piccola invasione». Cento appuntamenti per “lettori professionisti” o semplici “sfogliatori occasionali”: non solo letteratura ma anche musica, arte, fumetti, teatro, architettura.

Le attività inizieranno ogni mattina con la tradizionale colazione e lettura dei quotidiani commentati dagli ospiti del festival. A seguire, gli appuntamenti come “La nostra carriera di lettori”, a cui parteciperanno autori di successo: da Niccolò Ammaniti, a Antonio Manzini, Michela Murgia, Concita De Gregorio, Goffredo Fofi, Paolo Cognetti, Edoardo Nesi e Gabriele Romagnoli. Ci saranno, poi, gruppi condotti dalle blogger di TwoReaders e il nuovo appuntamento serale con il Late show che racconterà in maniera leggera e divertente la giornata del festival.

Ad aprire e chiudere #invasione16 due concerti: il 2 giugno la “band-non-band I cani”, e il 5 giugno per la chiusura, Calcutta uno dei cantautori italiani più interessanti. “La grande invasione” è ormai considerato uno dei principali festival letterari italiani, con un pubblico in costante crescita arrivato nel 2015 a 12.000 presenze.

Festa della Repubblica, tutti gli appuntamenti di Torino

Buon compleanno, Repubblica italiana. Domani si festeggeranno, infatti, i settant’anni dal 2 giugno 1946, quando l’Italia divenne ufficialmente una democrazia dopo la dittatura fascista.
Torino rende omaggio all’anniversario attraverso molti eventi per tutti i gusti: dagli appuntamenti educativi incentrati sulla storia a quelli per bambini, passando per concerti e la notte bianca.
Proprio a partire da domani, al Polo del ’900, dalle 10,30 si leggeranno passi di “Il grande libro della costituzione italiana” e “Lo stato siamo noi” di fronte a una platea la cui età media sarà di 9 anni. Dalle 14,30 alle 17 il tram storico si recherà nei luoghi più significativi della città durante il periodo della Liberazione. Dalle 16, invece, a Palazzo San Daniele gli studenti dell’Accademia delle Belle arti creeranno un pannello artistico su cui imprimere concetti fondamentali legati alla Repubblica e alla democrazia.
Per quanto riguarda la musica, la Rai e il Consiglio regionale del Piemonte hanno organizzato un concerto gratuito: dalle 20,30 all’Auditorium Arturo Toscanini di piazza Rossaro il maestro James Conlon dirigerà l’Orchestra sinfonica della Rai, eseguendo musiche di Verdi e Beethoven.
Notte bianca, infine, a Vanchiglia: mostre, performance pittoriche, reading, incursioni teatrali, concerti e dj set invaderanno dalle 17 all’una il quartiere dove hanno vissuto artisti del calibro di Rama, Mollino, Calvino e Chiosso. È “Vanchiglia Republic”, organizzata dall’associazione Arcote, all’interno dell’evento “Tutta mia la città”.

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