Futura

21/06/2016

#ComunicaCirco, un workshop targato Mirabilia

Filed under: Notizie,Young — Tag:, , , , , , — Azzurra Giorgi @ 13:44

Si possono raccontare storie attraverso i social media? La risposta è sì. Lo stanno facendo le aziende e, più recentemente, anche musei e festival. Come Mirabilia, manifestazione che raccoglierà artisti circensi italiani e internazionali in varie città della provincia di Cuneo fino al 10 luglio.

In questo caso a raccontare le performances ci sarà #ComunicaCirco, un workshop realizzato nell’ambito del progetto “Quinta parete”, il cui obiettivo è coinvolgere e formare il pubblico. Gli spettatori, in questo caso, diventeranno protagonisti raccontando la propria storia attraverso Facebook, Twitter, Instagram, Vine e Storify: “Ci sarà una parte teorica e poi andremo a fare incursione in alcuni eventi. L’idea è non soltanto quella di mettere in pratica le cose dette a lezione, ma raccontare una storia personale e simulare anche quella che potrebbe essere l’attività di un futuro social media manager” dice Simone Pacini, giovane creatore del blog “Fatti di Teatro” e con un’esperienza decennale in comunicazione, organizzazione e formazione in ambito culturale, soprattutto teatrale.

I tre workshop, dalla durata di tre giorni ciascuno e per i quali ci si può iscrivere fino al 30 giugno, sono aperti a chiunque, a prescindere dalle capacità pregresse: “È bello mescolare le conoscenze, se qualcuno ha capacità grafiche o di video editing ne farò tesoro. Lo scopo è un intrattenimento educativo: i cellulari li abbiamo sempre in tasca, quindi è giusto usarli anche in maniera intelligente e non soltanto per cose futili. L’idea mi è venuta da un precedente progetto con una compagnia circense di Roma: mi colpì il fatto che il presentatore avesse chiesto di non fare foto col flash, e non fotografie in generale come succede a teatro. Allora ho pensato che per uno spettatore potesse essere interessante non soltanto riprendere l’artista, ma il dettaglio, l’oggetto particolare, creando così un racconto della sua esperienza”, afferma Pacini.

Recentemente, i social vengono utilizzati sempre di più anche nell’ambito culturale: a Torino lo hanno fatto i musei con il progetto #museuminstaswap, ma non solo. Venaria, ad esempio, con #Empty, ha chiamato otto “instagrammers” locali per raccontare, in un giorno di chiusura, la Reggia attraverso Instagram.

E a questo mondo, seppur più lentamente, si stanno avvicinando anche i teatri: “I teatri dell’opera, come il “Teatro Alla Scala”, il “San Carlo”, l’”Arena di Verona”, il “Maggio Musicale Fiorentino”, sono molto più social di quelli di prosa come il “Teatro di Roma”, “La Pergola” a Firenze e i teatri Nazionali che forse fanno più fatica a capirne le dinamiche anche per motivi generazionali”, conclude Pacini.

15/06/2016

Giovani arbitri al Beach Volley in The City

Filed under: Notizie,Sport,Young — Federica Frola @ 14:27

Giugno e luglio è Beach Volley in The City (Bvitc). Il torneo da ormai tre anni si tiene al centro sportivo Lingotto in via Ventimiglia con partite dalle 20 alle 24 dal lunedì al venerdì. Filippo Cardellino e Valentina Di Capua, entrambi 25 anni e torinesi, sono protagonisti in prima persona del Bvitc. “Siamo sia arbitri sia giocatori – spiegano i due giovani -. La manifestazione è la più grande che c’è tra Torino e provincia: dalle 72 squadre della scorsa edizione quest’anno siamo arrivati a 80, non contando le 40 escluse perché in ritardo a iscriversi”.

Sono tante le novità: i campi sono passati da 5 a 6, il sito internet è diventato un vero e proprio portale di informazioni per gli atleti partecipanti, e come sempre il chiosco fornisce bibite, panini e buona musica durante le ore di gioco. “Tra giocatori e amici in un mese e mezzo passano per via Ventimiglia almeno 1500 persone – racconta Cardellino, studente di Scienze motorie -. Il Lingotto diventa un punto di ritrovo per il mondo del volley”.

Il torneo è suddiviso in quattro maxi-gironi per livello: Aquarius, Centaurus, Taurus e Pegasus. Ci sono tre fasi, da tre partite ciascuna, in cui le squadre, sfidandosi tra loro, possono scalare o meno la classifica. L’ultima fase sarà, poi, ad eliminazione diretta. “Le categorie sono cambiate molto negli anni – spiega Di Capua, studentessa di giurisprudenza -. Il livello di gioco si è alzato sempre di più. Ad esempio per me che gioco a pallavolo in serie D è un modo per stare in competizione e tenermi in forma in modo divertente. Ad oggi non esistono altri tornei che ti fanno giocare per un tempo così prolungato”.

Gli organizzatori sono in arte Roby e Gigio: Roberto Casalini e Luigi Dimiccoli nella vita rispettivamente un product manager e un tassista e gestori due società di pallavolo. La loro passione per il volley li spinge ogni anno ad organizzare il Bvitc, affiancati da uno staff di giovani arbitri. “Non siamo solo ragazzi, però – precisa Cardellino -, il bello è incontrare persone straordinarie di qualsiasi età e provenienza. Sotto rete ci sfidiamo, ma subito dopo andiamo a berci una birra tutti insieme”.

Il beach volley negli ultimi tre anni ha fatto un salto di qualità notevole a Torino: il Cus Torino e il Beach Volley Training organizzano durante l’anno corsi validi di livello base, intermedio e agonistico. “Quando inizia il Bvitc, invece, sai che è iniziata l’estate, anche se continui a lavorare o studiare – aggiunge Di Capua -. La sera vai al Lingotto e trovi una grande famiglia a tenerti compagnia. Ci si conosce ormai tutti, si mangia e si beve insieme. L’altra sera ad esempio alcuni ragazzi hanno portato un tablet e abbiamo visto tutti insieme la partita dell’Italia agli Europei”.

10/06/2016

All’Alfieri i frutti di due giovani insegnanti di ballo e canto

Filed under: Notizie,Young — Federica Frola @ 11:32

Danza e canto come due facce della stessa medaglia: Nicolò Tacchetto e Valentina Tesio, ventiquattrenni torinesi, lo dimostreranno domenica 12 giugno alle 18 al Teatro Alfieri in occasione dello spettacolo “Inside”, della scuola ArteDanza di Chieri, di cui sono insegnanti. Tacchetto farà un assolo sulle note di “Take me home”, cantata da Tesio, una delle voci di Amici 2014-15.

“In questa coreografia rappresenterò la nostalgia di casa – spiega il giovane ballerino -: uno dei tanti temi che verranno affrontati durante il saggio. Il concetto centrale è il “vento” nella vita quotidiana: nella prima parte ad esempio i ragazzi del corso intermedio interpreteranno dei ladri intenti a intrufolarsi in una soffitta, il luogo dei ricordi per eccellenza”. “Inside”, con la regia di Pietro Robusto e Benilde Parascandolo, vede protagonista Tacchetto quattro volte: due come ballerino e due come insegnante di contemporanea. “Danzo da dieci anni e ho sempre avuto il pallino di diventare coreografo, cosa che ho iniziato a fare tre anni fa – racconta -. Per l’occasione ho montato anche il pezzo che apre il secondo tempo: i miei allievi del corso avanzato metteranno in scena la pazzia, indossando le camicie di forza. Un chiaro riferimento alla legge Basaglia”. Tacchetto si esibirà poi in un passo a due con l’insegnante di classica Francesca Porta: “condividere il palco significa avere una responsabilità doppia: la performance deve essere perfetta per se stessi e anche per il compagno”.

Valentina Tesio, invece, oltre all’assolo, canterà “I will survive” nel gran finale di danza moderna. “Domenica sarò circondata dai miei amici e collaboratori – commenta -. Sarà più rilassante rispetto a un concorso come Amici, in cui sei sola e la tensione è alle stelle. Quello che porterò sul palco deve essere uguale: dovrò emozionare le persone che mi guardano allo stesso modo”.

Tesio ama la musica fin da quando era bambina e ha scoperto il suo talento vocale a 15 anni: “La prima soddisfazione è stata partecipare al premio Mia Martini – racconta la cantante -. La prima volta su un palco importante è sempre una forte emozione. Poi, Amici ha rappresentato un’esperienza che mi ha fatto crescere sia a livello tecnico, sia professionale. Insegnare per me significa trasmettere quello che so. Grazie al programma televisivo ho più competenze per potere far crescere i miei allievi”.

Entrambi i giovani artisti sono concordi nel dire che il lavoro da ballerino o da musicista non è una strada facile da intraprendere. Tra i molti ostacoli c’è l’incertezza di un guadagno sicuro o del successo immediato. “Le opportunità di avere fama sono limitate – conferma Tacchetto -. Io sono stato fortunato perché sono riuscito ad entrare in una compagnia rinomata, la “Just Ballet” di Adriana Cava, ma sono stato uno dei pochi”. Per Tesio la situazione in Italia non è troppo diversa da quella all’estero: “L’importante è essere consapevoli delle proprie capacità. Sono sempre sincera con i miei allievi: cerco di far passare il messaggio per cui se si ha un obiettivo bisogna alimentarlo giorno dopo giorno”.

Domenica si esibiranno davanti a un pubblico critico, dovendo dimostrare il loro valore come insegnanti ai genitori che riempiranno i 1200 posti del Teatro Alfieri. “Essere un maestro significa far crescere i ragazzi anche a livello umano – conclude Tacchetto -: noi, attraverso il ballo insegniamo loro il rispetto reciproco e il riconoscimento dei ruoli, sul palco e nella vita”

08/06/2016

Una giornata nata dalla passione di Valentina per il bio

Filed under: Notizie,Young — Tag:, , , — Sara Iacomussi @ 10:00

Bio, canapa, bambù, pratiche olistiche e salute: sabato 11 giugno inizia la terza edizione di Asti Benessere, la giornata dedicata allo stare bene. Anche quest’anno a organizzarlo è Della Rava e della Fava, una cooperativa presente sul territorio da 30 anni aiutati da Valentina Anzalone: 24 anni, astigiana con la passione per il bio.

Asti Benessere è un evento interamente gratuito, diviso tra sedute “di prova” e conferenze in cui esperti suggeriranno metodi e tecniche per avere una vita sana. “Ci occupiamo del benessere a 360 gradi – spiega Anzalone – grazie diversi tipi di operatori: dalle pratiche olistiche ai professionisti. Saranno presenti medici pronti a spiegare ai visitatori il loro sapere”.

Come mai una ragazza di 24 anni organizza un evento simile? “È la mia filosofia di vita: sia quella che persegue la cooperativa sia la mia passione, che vorrei venisse condivisa da chi verrà sabato”. Anzalone è ormai di casa nell’ambito del bio e dell’eco: “Avevo iniziato con Green Horizon, società che aveva installato dei compattatori per la raccolta differenziata in tutta la città. Purtroppo quel progetto è andato in fumo per questioni burocratiche ma io non mollo: la mia quotidianità è basata sull’unire passione e lavoro”.

Asti Benessere in tre anni è cresciuto: “Sono aumentati gli spazi ma le realtà presenti sono le stesse, quelle astigiane. Il protagonista sarà il bio, in ogni sua declinazione: dall’edilizia all’agricoltura, passando per la spesa al supermercato”. L’evento si propone di sconfiggere la mentalità del “Il bio è costoso, non posso permettermelo”, quando in realtà “non è proprio così. Vogliamo sensibilizzare, mettere a conoscenza di ciò che c’è e a cui tutti possono accedere”.

07/06/2016

Artisti internazionali e giovani talenti, torna il Festival Mirabilia

Filed under: Cultura,Notizie,Young — Daniele Pezzini @ 10:57

Circo contemporaneo, musica, danza e teatro urbano. Quindici giorni di eventi e spettacoli che coinvolgeranno grandi artisti e giovani talenti da ogni parte del mondo. Il Piemonte si prepara ad accogliere il Mirabilia International Circus & Performing Arts Festival, che invaderà le province di Cuneo e Torino dal 17 giugno al 10 luglio.

Giunto ormai alla decima edizione, Mirabilia è oggi un punto di riferimento a livello europeo per le arti performative, capace di attrarre grandi nomi del panorama artistico e culturale, come il coreografo catalano Joan Clevillé, il cui spettacolo “Plan B for Utopia” dà il nome all’edizione di quest’anno.

Mirabilia è anche l’occasione per molti giovani creativi di mettersi in mostra, sperimentare e confrontarsi con altre realtà artistiche internazionali. Tra loro ci sono anche i ragazzi di Fattoria Vittadini, un gruppo nato dall’esperienza dell’Atelier di Teatro-Danza della Scuola Paolo Grassi di Milano, che si esibirà l’1e il 2 luglio a Savigliano. Il loro spettacolo, intitolato “Sarai”, scava all’interno del rapporto padre-figlia, mettendone in risalto confronti e scontri attraverso la danza e il movimento: “Quella di lavorare con mio padre è stata una necessità, prima ancora che una scelta estetica – spiega Francesca Penzo, ideatrice, coreografa e, assieme a suo padre Roberto, interprete dell’opera –. L’idea di partenza era quella di cercare di capire come un corpo di 75 anni si relazioni con uno di 28, come si cerchino e come interagiscano due persone che si conoscono e si amano. Attorno a questo contesto coreografico abbiamo poi costruito una storia ben precisa, grazie al lavoro della drammaturga Giulia Tollis, che ci ha permesso di approfondire il tema del confronto generazionale”.

Per Francesca e i ragazzi di Fattoria Vittadini sarà il secondo anno di partecipazione a Mirabilia, un’esperienza stimolante e affascinante anche per chi, come loro, calca i palcoscenici ormai da tempo: “Trovo molto interessante che un festival di circo abbia deciso di estendere il proprio panorama e aprirsi anche alla danza. È importante saper integrare diverse forme d’arte e diventare sempre più multidisciplinari”. Punti di forza del festival sono la cornice suggestiva e il legame con il territorio piemontese: “Oltre a un programma ricco e ben strutturato, abbiamo trovato un ambiente bellissimo e un clima fantastico”, ricorda.

Un po’ per lavoro, un po’ per passione, Francesca si trova spesso a viaggiare per l’Europa e ha avuto modo di farsi un’idea sulla condizione attuale delle arti performative nel nostro paese: “Quando si parla di arte, in Italia c’è la tendenza a considerare secondario il discorso economico. Si fa fatica a pensare a un centro creativo come a una vera e propria impresa, invece è proprio ciò di cui gli artisti avrebbero bisogno per svolgere il proprio lavoro. La cosa positiva è che, rispetto a qualche anno fa, c’è un grande dialogo con le esperienze artistiche provenienti dall’estero. Si sono aperti diversi canali di collaborazione e c’è sempre una grande vivacità. Quella non deve mancare mai”.

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