Futura

17/05/2016

Il nuovo video dei giovani rapper torinesi Biro & Nux

Filed under: Notizie,Young — Sara Iacomussi @ 12:21

Dalle finali di Pagella non solo Rock nel 2012 a Sanremo Giovani nel 2015, passando per il programma condotto su Moviradio “Biro&Nux In The House” e l’apertura dei concerti di Ghemon: i due rapper torinesi Biro&Nux, nella quotidianità Roberto Trombetta e Stefano Baudino, non si fermano dal 2010, anno in cui sono nati musicalmente. Oggi, un ulteriore passo in avanti: l’uscita del loro nuovo video, “Quei bravi ragazzi”. Il 1° giugno, inoltre, sarà la volta dell’ep da sei tracce, dal medesimo titolo.

“Si tratta di un progetto particolare – spiega Stefano Baudino –. Finalmente abbiamo deciso di creare qualcosa che colpisca. Il titolo è, da un lato, un omaggio a Martin Scorsese e al suo film con Robert De Niro, dall’altro un doppio senso. Nel mondo del rap torinese, molto spinto ‘e tamarro’, siamo sempre stati visti come ‘quei bravi ragazzi’ perché il nostro stile è più elegante, consapevole, soft, positivo”.
Un gioco di parole, quindi, per dire che “siamo, sì, dei bravi ragazzi, ma se vogliamo possiamo farci valere e colpire. Esattamente come nel film, dove i protagonisti sono, in realtà, dei mafiosi. Anche se noi non abbiamo nulla a che fare con la criminalità organizzata”.
L’ep in uscita si ricollega al concetto di doppio senso: “È un disco pieno di chiari-scuri. Tutte le sei canzoni hanno una doppia faccia e sono legate fra di loro. È un album concettuale, stile che sta sparendo nel rap, e compatto”. Ad esempio, la traccia “Principe” parla di un “principe diviso, a metà tra il vecchio stile, elegante e cavaliere, e un principe moderno, ‘di zona’, che sta in un mondo che non gli appartiene”. A lavorare insieme a Biro&Nux, molti rapper torinesi e non: “Kiffa, SharkEmcee, Stefania Mancuso, Aldo Valente sono i nostri ‘featuring’, mentre la parte musicale è stata divisa tra me e Roberto, Matteo De Cosmo e Andrea Casamento”.

Al Ruràl c’è chef Capalbo, amante di agnolotti e cucina del Sud

Da ottobre il “Ruràl” (via San Dalmazzo 16) ha un nuovo, giovane chef: Alessandro Capalbo, classe 1982, torinese di origini siciliane e con già tanta esperienza sulle spalle. Dopo il diploma all’Istituto Colombatto di Torino, Capalbo ha continuato a dedicarsi alla passione per la cucina, scoperta in tenera età nel panificio di famiglia, a Catania. Ha lavorato prima all’hotel “Bellevue” di Cogne, poi è stata la volta del due stelle Michelin “Al piccolo Lago”,dove, stando a stretto contatto con lo chef, Marco Sacco, ha imparato a conoscere in maniera approfondita le materie prime.

Tra le esperienze più formative, la collaborazione, iniziata nel 2009, con Maurilio Garola, chef stellato de “La Ciau del Tornavento”: “Sono approdato a Treiso, nel cuore delle Langhe, per caso. Volevo cucinare cibi fatti in casa, come il pane preparato con il lievito madre. Al Tornavento ho avuto la possibilità di occuparmi dei primi. Lì è nato il mio amore per gli agnolotti del plin”. Ad entusiasmare Capalbo, è soprattutto l’esecuzione di questo piatto tipico, che cura fino al minimo dettaglio: “Li voglio tutti uguali, piccoli e precisi”.

Oggi Alessandro è in forze al Ruràl, ristorante che gli permette di mantenere il contatto con la terra, con le materie prime dell’orto, grazie ai piatti della tradizione piemontese che realizza quotidianamente. Al Ruràl, poi, c’è spazio anche per le sue origini meridionali: “Prima del mio arrivo – spiega – la cucina era al 90% locale. Ho aggiunto piatti come il rombo con burrata o gli gnocchetti al limone con vongole e fave”. E continua: “Ogni due mesi inseriamo nella carta delle novità. A breve amplieremo l’offerta serale introducendo portate influenzate dalla cucina meridionale, come il lingotto di baccalà confit alla mediterranea con salsa al latte di mandorle tostate e pomodorini. Esteticamente è un piatto bianco, rosso e verde, che ricorda le riviere del Sud”.

Restano, in ogni caso, i piatti forti del Ruràl, come la ‘selezione piemontese’, che “ora serviamo su una tavoletta nera di ardesia”. Si tratta di cinque assaggi: una battuta di carne cruda, una giardiniera di verdure con ventresca di tonno, dell’insalata russa, del vitello tonnato e un rollè di peperone ripieno di tonno di coniglio. “Lavorare al Ruràl è stimolante – aggiunge Capalbo -. L’ambiente è familiare, 60 coperti con cucina centrale a vista, in un rapporto quasi intimo con il cliente”. Nel suo futuro, lo chef sogna un piccolo ristorante, con tanto di orticello, a conduzione familiare. “Gli ospiti dovranno sentirsi a loro agio, come se stessero entrando nella sala da pranzo di casa mia”.

11/05/2016

“Aut”, la casa dei libri indipendenti dietro Palazzo Nuovo

Filed under: Notizie,Young — Federica Frola @ 16:30

“È una decisione folle. Me ne sono accorto il primo giorno entrando dentro il mio negozio e non sapendo come vendere tutti questi volumi”, così Davide Ravan, 24 anni di Alessandria, spiega come ha deciso di aprire la sua libreria indipendente “Aut”.

“Mi sono iscritto nel 2012 alla facoltà di Lingue – racconta – e da novembre scorso, seguendo un corso di antropologia, è nata l’idea di proporre al pubblico letture che fanno parte del mio background culturale da sempre”.

Libri, fumetti, cd, magliette riempiono l’interno della piccola sala dalle pareti arancioni, inaugurata a marzo di quest’anno in via Sant’Ottavio 45 a Torino, a pochi passi da Palazzo nuovo e via Po. “Offro ai miei clienti opere diverse da quelle che solitamente si trovano nelle grandi librerie – spiega Ravan -: su storie sportive particolari, sui movimenti antagonisti, su gruppi musicali, sulle manifestazioni di piazza, sulle lotte rivoluzionarie”.

Aut è l’abbreviazione di “autonomia”, oltre a essere il nome della radio di Peppino Impastato, per questo motivo il giovane alessandrino ha deciso di chiamare così la sua “casa dei libri”. Aiutato dagli amici Vincenzo Abbatantuono, Stefano Tumolo e Domenico Mungo, contatta editori e autori, e partecipa a rassegne importanti come il Salone del Libro di Torino e il Book Pride di Milano. Così, ha incontrato anche gli Statuto e altri, di cui vende cd, tesi, fumetti. “Nel mio negozio si possono trovare anche le magliette fatte da ragazzi torinesi, i ‘Coraggioiltopo’ – racconta -. Mi piace l’idea di creare una rete di giovani che si aiutano a vicenda”.

Anche per farsi conoscere ha usato mezzi tipicamente “young”, come il passaparola, i social network e i volantini all’Università. Questa settimana, poi, ha trasformato lo spazio nel “Salotto di Aut”: eventi e presentazioni dei romanzi venduti nella libreria. “Oggi, 11 maggio, lo scrittore emergente Daniele Cardetta presenterà il fantasy ‘La rivincita di Zort’ – annuncia Ravan -. La serata di domani, invece, sarà dedicata a Guido Viale di Lotta Continua e al suo volume “Rifondare l’Europa insieme a profughi e migranti”, mentre venerdì si parlerà di intombamento di rifiuti tossici in Sicilia, tema centrale di ‘Inerti’, scritto dalla giornalista Barbara Giangravè”. La rassegna, organizzata dal giovane libraio, continuerà, sabato 14 maggio, quando Vincenzo Abbatantuono intervisterà Paolo Carelli autore de “Il Brasile d’Europa”, storia della nazionale dell’ex-Jugoslavia. Lunedì 16, poi, ci sarà l’incontro con Sebastiano Curcio, inviato di guerra del Giornale e venerdì 20 con Gianpaolo Ormezzano, storico giornalista sportivo.

Intanto, Ravan allestirà banchetti nelle fiere, nei mercati e nei festival più importanti come ha fatto durante il Fringe. “È semplicemente passione – spiega -. Tutte le volte che vendo un libro, cerco prima di tutto di consigliare il cliente. Vorrei che uscisse da qui con in mano la lettura più adatta”. Il suo sogno si ispira al sociologo Valerio Marchi, morto nel 2006, che aveva una piccolissima libreria a Roma: “Entravi nella ‘Internazionale’ e lui ti consigliava il testo da prendere. Mi piacerebbe diventare il Marchi di Torino – conclude -, così che le persone vengano da ‘Aut’ per chiedermi: ‘Davide cosa mi consigli questa volta?’”.

A Chieri, una giornata dedicata ai giovani e al mondo del lavoro

Filed under: Notizie,Young — Sara Iacomussi @ 16:19

Un evento pensato per i ragazzi: i Giovani Democratici di Chieri, tutti under 25, sabato 14 maggio organizzeranno “Mettiti in gioco”, una giornata interamente dedicata a chi si sta affacciando al mondo del lavoro o ne sta direttamente inventando uno.

A partire dalle 17, l’ExMattatoio di Chieri sarà interamente a disposizione di stand e startup. Oltre agli espositori, sul palco centrale potranno salire le aziende per presentarsi e farsi conoscere. “L’obiettivo – racconta Enrico Pennazio, tra gli organizzatori – è quello di dare visibilità ai ragazzi della città”. E, infatti, i protagonisti sono principalmente giovani chieresi che hanno “aperto un’attività, creato una start up o sono degli artigiani. Potranno portare i loro prodotti e le loro idee”.

Ma chi si potrà trovare negli stand di “Mettiti in gioco”? Dalle startup più grosse, come Easymoove, “un’app molto simile a Uber che permette di effettuare trasporti dalla periferia al centro città, a Pantastico, che consente di prenotare da mangiare direttamente da Torino”. Ci sarà anche “chi si occupa di microrobottistica, chi costruisce violini, chi produce gioielli o chi crea abiti”.
A parlare anche un “giovane organizzatore di eventi, che racconterà che cosa significa pianificare e far funzionare serate, mostre e avvenimenti pubblici”.
Ad allietare la giornata, anche il reparto musicale: “Un ragazzo, esperto di musica, racconterà la sua esperienza, spiegando che cosa significhi affacciarsi oggi, per un under 30, in quel mondo e come si produce un cd. Presenzieranno anche due dj, Raz&Dibba”.

09/05/2016

“Magicamente diversi”, giovani torinesi in tournée

Filed under: Notizie,Young — Tag:, , , — Federica Frola @ 11:06

“Magicamente diversi”, semplicemente attori: sono tredici ragazzi dell’IIS Paolo Boselli di Torino che insieme formano la compagnia teatrale coordinata dai professori Sofia di Carluccio e Marco Paolini. “Portiamo sul palcoscenico giovani con varie patologie – spiegano – difficoltà di apprendimento e svantaggio sociale”.

Il laboratorio teatrale “Magicamente diversi” è un percorso formativo al termine del quale ognuno si esibisce in maniera diversa esprimendo la propria personalità. “Siamo tutti speciali – racconta Federica Sette, 17 enne -. Riusciamo a trasformare la nostra difficoltà nella nostra forza ed è bello passare del tempo a scuola facendo qualcosa che non sia prettamente didattico”.

Il 31 di maggio Federica insieme ai compagni di scuola e a un ex allievo sono stati invitati dall’Università Federico II di Napoli a esibirsi, con il loro spettacolo “La parola ai giurati” di Reginald Rose, sul palco dell’Istituto comprensivo “28 Giovanni XXIII – Aliotta”.

La preside Silvana Casertano ha accettato di partecipare su invito del professor Paolo Valerio del Centro Sinapsi della Federico II e dell’assessora Annamaria Palmieri che hanno apprezzato e sostenuto il progetto della scuola torinese, offrendo ai giovani la possibilità di una tournée d’eccezione. “È un’opportunità per la nostra scuola di veicolare positivamente la diversità – assicura il preside dell’Istituto Boselli, Attilio Giaculli – e meditare sul disagio giovanile in un confronto in cui Nord e Sud sono più che mai solidali”.

Così “12 ragazzi arrabbiati”, come cita l locandina, più uno dietro le quinte in aiuto del regista Alessio Rastrelli, presenteranno il loro spettacolo dall’altra parte d’Italia: “Parliamo di pregiudizi, imparando così che prima di trarre conclusioni è importante conoscere – conclude Sette -. Il finale è la parte più bella: si capisce la morale della storia e gli spettatori possono scoprire che nelle diversità ci può essere un lato diverso e magico”. I ragazzi si esibiranno anche in Piemonte, a Lanzo sabato 21 maggio, all’interno della rassegna “Dire, Fare…teatrare”.

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