Futura

25/05/2016

Il nuovo Twitter alla conquista dei giovani / Video

Filed under: Futura,Multimedia,Notizie — Costanza Formenton Macola @ 13:02

E’ in arrivo un nuovo Twitter, più semplice e veloce: ad annunciarlo è Jack Dorsey, fondatore del social network. A breve, infatti, l’aggiornamento introdurrà alcune importanti novità: foto e video, infatti, non saranno inclusi nel numero di caratteri disponibili, che resteranno sì 140, ma solo per i testi scritti. Gli utenti, inoltre, potranno retwittare e citare i propri tweet e, nel caso in cui il cinguettio inizi con la chiocciola seguita dall’username, sarà visibile a tutti i follower. Cambiamenti che sembrano pensati apposta per conquistare nuovi utenti soprattutto tra i giovani.

Le novità pensate dal Ceo dovrebbero arginare la crisi in cui sembra che il celebre social network sia caduto: in un anno, infatti, il titolo ha perso oltre il 33% del proprio valore iniziale, costringendo Dick Costolo, uno dei membri del Ceo, alle dimissioni. Un crollo che però non avrebbe a che fare con i ricavi, sempre in aumento, bensì con il numero di utenti, che secondo gli analisti finanziari non cresce e non crescerà.  Attualmente i membri della community sono circa 304 milioni, a fronte del miliardo e duecentomila iscritti a Facebook.

I torinesi non sembrano fare eccezione. Sono molti, infatti, i giovani che preferiscono il social creato da Zuckerberg, considerato più semplice da usare e più interessante. La possibilità di pubblicare lunghi post e di rimanere in contatto con amici e parenti sono altre due fra le ragioni che sembrano spingere i ragazzi a restare su Facebook, nonostante le novità che saranno introdotte dal prossimo aggiornamento.

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22/04/2016

Buon compleanno, Earth Day!

Filed under: Cronaca,Cultura,Multimedia,Notizie,Scienza — Monica Merola @ 12:00

La giornata mondiale della Terra compie 46 anni, e anche Torino la festeggia. In occasione dell‘Earth Day, la più grande manifestazione ambientale della storia, il Parco del Po e La Collina torinese celebreranno domenica 24 aprile l’inserimento da parte dell’Unesco del proprio territorio a Riserva della Biosfera: un riconoscimento conferito a fine marzo nel congresso tenutosi a Lima.

L’evento, nato il 22 aprile del 1970 negli Stati Uniti per iniziativa del senatore democratico Gaylord Nelson, e portata avanti oggi da volontari, attivisti con il patrocinio dalle Nazioni Unite, coinvolge ogni anno 192 paesi, un mese e due giorni dopo l’equinozio di primavera.

Sono oltre un miliardo le persone che parteciperanno a feste e iniziative. Tra queste anche quelle promosse da Google, che ha dedicato il doodle di oggi all’Earth Day, fino alla Nasa, che ha invitato i cittadini di tutto il mondo a scattare una foto o a girare un video sulla giornata, che andranno poi postati su Facebook, Twitter e Instagram con l’hashtag #24Seven. I contenuti più belli ed efficaci diventeranno un video per mostrare l’unione delle persone di tutto il mondo per la salvaguardia del pianeta. Salvaguardia che si esprimerà anche con la ratifica – che avverà oggi – dello storico accordo sul clima di Cop21, siglato a dicembre a Parigi.

E in attesa del 2020, quando l’Earth Day spegnerà 50 candeline, l’obiettivo è ridare alla Terra 7,8 miliardi di piante. Molti paesi, quindi, festeggeranno in questo modo la giornata, che in Italia vedrà Roma come centro nevralgico. Sarà inaugurata la terza edizione del Villaggio per la Terra che, con la partecipazione di Paolo Bonolis, ospiterà a Villa Borghese un concerto del rapper Rocco Hunt: “Spero che la mia generazione possa cambiare qualcosa, nel modo di pensare e nel modo di agire”. A Napoli, invece, l’associazione culturale ArtStudio ’93 ha organizzato una maratona di degustazioni e conferenze, mentre in Sicilia la Terra sarà festeggiata con una maratona tra Cefalù e Palerno, la Running Sicily 2016.

 

 

22/03/2016

Dal Poli alla Bbc progettando nuovi software per il giornalismo

Filed under: Futura,Multimedia,Notizie,Storie — Tag:, , — Martina Tartaglino @ 11:20

L’importanza di automatizzare alcuni processi aiuta chi produce e distribuisce notizie a comunicare con velocità ed efficacia a mondi diversi e senza dubbio la tecnologia apre strade e possibilità nuove anche per un settore in crisi come quello del giornalismo. Ne è convinto, tra gli altri, Giuseppe Futia 29 anni, laureato in Ingegneria dell’Informazione che da tre anni si occupa di ricerca al Centro Nexa del Dipartimento di Automatica e Informatica del Politecnico di Torino. Futia pochi giorni fa è partito per Londra dove ha partecipato al progetto #newsHack promosso da Bbc. Ed è stato l’unico ricercatore proveniente da un ateneo italiano, ad aderire all’iniziativa. Ma che cosa è #newsHack?

Si tratta di un Hackathon, una sorta di competizione indetta dal centro di ricerca e sviluppo dell’emittente inglese – e in particolare dal reparto Bbc Connected Studio – alla quale, ogni anno, aderiscono sviluppatori, studenti, giornalisti e ricercatori provenienti dalle Università del Regno Unito e, con Giuseppe Futia, anche dal Centro Nexa del PoliTo. I partecipanti si dividono in team e, sulla base di un tema proposto, si sfidano per portare a compimento uno specifico obiettivo connesso soprattutto allo sviluppo software. “Quest’anno il tema era legato allo sfruttamento delle tecnologie per favorire il multilinguismo poiché Bbc, essendo un editore ad ampio respiro, sta cominciando a voler comunicare con delle comunità specifiche, come per esempio quella ispanica, indiana, araba” racconta il giovane ricercatore del Politecnico.

Per due giorni, il team composto da Giuseppe Futia e da altri membri del laboratorio di ricerca e sviluppo della Bbc, ha lavorato intensamente al progetto “Who said what?” sviluppando un software in grado di individuare tutte le citazioni di un personaggio riferiti a un determinato argomento. “Per esempio indicando come input “ambiente” e “Barack Obama” il software è in grado di raccogliere tutte le citazioni e i virgolettati del presidente Usa riferiti a quello specifico argomento e contenuti nell’archivio Bbc o di testate del Regno Unito. La particolarità è che lo strumento è in grado di riconoscere la lingua di origine della citazione e tradurla automaticamente in quella di destinazione” spiega Futia che proprio grazie a questo progetto, insieme al suo team, ha vinto la sessione dedicata al “best tool for multi-lingual journalists”, il miglior strumento per giornalisti.

La dimostrazione che nonostante la mancanza di fondi e fiducia verso due settori – la ricerca e il giornalismo – l’interesse è vivo e le potenzialità sono molteplici.

 

21/11/2015

La giornata alla Reggia con Roberta Vinci e Fiorello

Filed under: Multimedia,Notizie — Simone Vazzana @ 17:06
Quattordici anni, ma con le idee già molto chiare. La prima digital champion a salire sul palco dell’Italian Digital Day alla Reggia di Venaria è stata l’alessandrina Valeria Cagnino, la più giovane: “Nel mondo c’è un gap tecnologico enorme, non solo tra i vari Paesi. Voglio l’innovazione in tutti i settori, anche a scuola: dovrebbe essere la più tecnologicamente avanzata della società, invece è una delle più arretrate. Voglio una scuola che renda felici i suoi studenti”. Tanti gli applausi in sala, anche se la standing ovation della giornata è stata riservata a Roberta Vinci. Per lei – finalista del torneo tennistico Us Open insieme a Flavia Pennetta – Matteo Renzi era volato a New York lo scorso settembre. Due mesi dopo è la Vinci a ricambiare il sostegno. “Non ci sono partite impossibili – dice ricordando la semifinale dello Us Open vinta contro la più quotata Serena Williams – bisogna dare il meglio e provarci fino alla fine”. Un assist per Riccardo Luna, giornalista italiano referente per la politica dell’Agenda Digitale Europea: “Serve la stessa determinazione messa in campo da Roberta per realizzare la rivoluzione digitale”.
Simpatico l’intervento del comico siciliano Fiorello, che non potendo essere presente fisicamente ha inviato un video-saluto particolare: ha infatti cambiato i ritornelli di famose canzoni italiane in ottica social network, citando quindi Facebook, Twitter, YouTube e WhatsApp. Decisamente più profonde, ma altrettanto apprezzate, le parole dello scrittore Alessandro Baricco: “La rivoluzione digitale è un terremoto sociale e politico che cambia gli equilibri. Qui ci siamo noi, ma è solo un bar affollato. Fuori c’è il mondo, ci sono le persone che saranno sostituite da un clic. Bisogna ricordarselo”.

17/11/2015

Anonymous sfida i terroristi su Twitter con una promessa “vi staneremo”

Filed under: Cronaca,Multimedia,Notizie — Tag:, , , , — Monica Merola @ 14:41

Che cosa fa Anonymous per sfidare i terroristi di Parigi sono gli hacker stessi a raccontarlo, senza giri di parole. “Cerchiamo gli account degli estremisti e li chiudiamo. La nostra forza si  basa su risorse social e web.”. Lo dicono alcuni membri di Anonymous Italia, raccontando la loro nuova missione, #OpParis. Dopo aver violato siti informatici utilizzati dall’Isis, il gruppo  internazionale di attivisti cerca di contrastare l’attività dei terroristi su Twitter. Il social, infatti, è utilizzato dagli estremisti per comunicare, creare contatti e scambiarsi informazioni. La prima cosa da dire è che gli hacker di Anonymous basano tutta la loro forza su internet, che resta un mondo “poco affidabile e pieno di falsi positivi. I rischi sono relativi e difficilmente categorizzabili. La legione (il modo in cui si definiscono parlando del loro gruppo) non fa previsioni perché generano allarmismi. Senza dati certi non si va oltre”.

Cosa cercano di fare in concreto? “Segnaliamo i profili Twitter sospetti fino a farli rimuovere. In questo modo si bloccano i contatti tra i terroristi”. E aggiungono: “Attualmente in tutto il mondo abbiamo una media di 500 persone connesse contemporaneamente su #OpParis. Ma questa è solo una media, i numeri degli accessi sono molto più alti e variabili”. Non è possibile distruggere totalmente il sistema informatico usato dai terroristi, e questo per diversi motivi. Internet è vasto e dà spazio a tutti gli utenti, e permette di creare sempre siti nuovi . Quindi, per ogni sito oscurato, c’è un’altra piattaforma che nasce, e così via.

Quanti sono gli account chiusi fino ad ora? Secondo Anonymous Italia sono oltre 5500. “E se non sono stati chiusi ancora lo saranno a breve. Abbiamo i loro nomi e cognomi”. I punti di forza di chi utilizza i social per fare terrorismo sono tre secondo gli hacker. L’uso di diverse piattaforme di connessione, innanzitutto: dai cellulari ai computer.  Poi, team dedicati e finanziati che creano profili fasulli in continuazione. Terzo, l’uso di sistemi di anonimato: per i social è davvero difficile stabilire la reale identità di ogni utente.  Nonostante ciò Anonymous non ha intenzione di fermarsi, e l’appello lanciato dopo i fatti di Parigi lo conferma. Con un comunicato diffuso in inglese, francese e italiano il gruppo di hacker promette di stanare i terroristi: “Riunitevi, mobilitatevi, difendete i nostri valori e la nostra libertà e aspettatevi una mobilitazione totale da parte nostra. Questa violenza non ci deve indebolire ma anzi deve darci la forza di riunirci e lottare insieme contro l’oscurantismo e la tirannia”.

 

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