Futura

28/04/2016

Yepp, giovani al servizio di altri giovani

Filed under: Cronaca,Notizie,Storie — Tag:, , — Federica Frola @ 11:59

Da un centro per combattere la microcriminalità locale, a un piano per migliorare l’immagine del proprio quartiere, a corsi di fotografia e video: sono queste le principali attività che promuovono i giovani di Yepp, l’associazione che da oltre 12 anni progetta insieme ai ragazzi. “Il metodo è stato elaborato in maniera teorica, nel 2001, da un gruppo dell’Università di Berlino e da un team dell’Ocse – spiega la presidentessa di Yepp Italia Angela Lostia -. Il progetto è, poi, stato presentato al ‘Network delle fondazioni europee‘, e diverse realtà hanno accolto l’idea per promuoverla nel proprio paese. In Italia è la Compagnia di San Paolo ad aver investito e creduto in noi”.

L’iniziativa è partita da Torino, in particolare dai quartieri Parella e Mirafiori Sud, per poi coinvolgere, a oggi, 14 siti nel resto della penisola: dai comuni delle Langhe, a Loano e Albenga in Liguria, fino a Catania. “Torino è di nuovo protagonista, oggi 28 aprile, in occasione della Prima Conference dell’Associazione Yepp Italia – sottolinea Lostia -: un incontro per far conoscere la nostra rete. Giovani rappresentanti delle delegazioni si racconteranno attraverso l’esperienza diretta del progetto. Nel pomeriggio l’evento è aperto al pubblico, mentre domani e sabato gli operatori si confronteranno sui temi trattati nei vari contesti sociali e condurranno riunioni di progettazione”.

L’idea è, quindi, quella di coinvolgere quanti più giovani possibile che vogliano realizzare progetti insieme per far crescere la propria qualità della vita e quella dei loro coetanei. Diventa un modo per pensare le politiche giovanili: “I ragazzi come cittadini che decidono in maniera attiva cosa c’è e cosa manca nel proprio territorio – chiarisce la presidentessa -. A fare la differenza è che, in gruppo, imparano a progettare per la comunità, includendo sempre nuovi adolescenti e universitari”.

Nello specifico, uno degli ultimi quartieri torinesi che ha aderito al metodo Yepp è Falchera Ragazzi tra i 16 e i 20 anni, insieme a due professionisti dell’associazione, hanno raccolto dati e interviste, sviluppando diversi temi critici: “Il problema maggiore riscontrato dal team riguarda la microcriminalità infantile – racconta Lostia -. Così è nato il ‘Centro Falklab‘ gestito da adolescenti che hanno seguito corsi di formazione per educare i bambini e accompagnarli nella scelta del proprio futuro, assecondando passioni e competenze personali”.

L’Italia è l’unico Paese con un’associazione, Yepp Italia, che dal 2012 amministra le realtà locali, ma il progetto è internazionale e coinvolge sei Stati in tutta Europa. “Una delle tante opportunità per i nostri giovani, infatti – conclude Lostia -, è quella di partecipare a Erasmus plus o scambi internazionali per lavorare sui temi dell’intercultura e della cittadinanza attiva.

27/04/2016

Fumettisti under40 per raccontare il secolo scorso

Filed under: Cronaca,Cultura,Notizie,Storie,Young — Tag:, , , , — Monica Merola @ 14:19

In occasione della nascita del Polo del ’900 un gruppo di illustratori ha messo la propria arte al servizio della mostra “Lungo un secolo. Oppressioni e liberazioni nel Novecento”, un progetto espositivo con l’obiettivo di raccontare i cento anni delle due guerre mondiali, delle rivoluzioni e del boom tecnologico e industriale. Quattro i macrotemi scelti, espressi con otto parole messe in contrapposizione: umani e macchine, donne e bambini, bianchi e gli altri, poteri e resistenze. Fabio Ramiro Rossin, 33 anni, e Serena Schinaia, 29, sono due giovani illustratori che hanno partecipato al progetto.

Ogni tema è accompagnato da video e testi, ma anche da disegni posti su quattro grandi monoliti. Oltre a Rossin e Schinaia sono esposti anche lavori di Gabriella Giandelli, Igort & Leila Marzocchin e LRNZ. Perché la scelta di Torino per raccontare questo secolo così complesso e affascinante? “Credo che sia stata scelta per inaugurare il Polo del ’900 al fine di raccontare il secolo attraverso le sue contraddizioni – spiega Serena Schinaia – e questa esposizione lascia una domanda piuttosto che delle risposte: gli anni 2000 hanno superato il ’900?”

Nella sua opera l’artista fa riferimento al secolo non analizzando le icone relative alle rivoluzioni o alle dittature, ma rifacendosi “ai testi e alle copertine importanti del secolo scorso. Ho scelto il più vecchio e il più recente, quindi Hobbes e Foucault. La mia volontà era quella di restituire una sensazione piuttosto che una didascalia, proponendo immagini forti, quasi orwelliane, dove il dittatore è ambiguamente anche il resistente”.

Il capoluogo piemontese riveste per entrambi gli artisti un ruolo importante. Per Fabio Ramiro Rossin “Torino è l’archivio storico d’Italia. Nel ’900 la spinta di rivoluzione sia tecnica sia culturale è iniziata qui. Una scelta azzeccata, almeno come punto di partenza”. E se si dovesse scegliere un solo aggettivo per descrivere questo secolo la risposta di Rossin è “verticale, perché fatto di picchi, di momenti di intensità variabili. Si è arrivati al punto più alto, poco prima del secondo conflitto mondiale, con una perdita di consapevolezza che si è ricominciata ad acquisire dopo gli anni Ottanta: il secolo scorso ci ha lasciato un reset.”

12/04/2016

A Torino l’ingegnere congolese che cammina per la pace

Filed under: Cronaca,Notizie,Storie — Tag:, , , , , — Federica Frola @ 10:21

“Siamo tutti schiavi delle nuove tecnologie, soprattutto i giovani. Abbiamo perso ogni senso di responsabilità. E la tecnologia ci controlla”. John Mpaliza è un ingegnere informatico di 46 anni, nato a Bukavu, nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo, che fino a maggio 2014 ha lavorato come programmatore per il Comune di Reggio Emilia. Oggi è un Peace Walking Man, un ‘camminatore per la pace’. Da 7 anni, infatti, attraversa l’Europa a piedi per denunciare la guerra che insanguina il suo Paese: racconta a cittadini, autorità pubbliche e leader politici le devastazioni prodotte in Africa dalla “guerra del coltan”. Questa settimana, dal 12 al 17 aprile, sarà a Torino, ospite dell’associazione Cisv: il primo incontro stasera, 12 aprile, alla sala incontri della Parrocchia Assunzione di Maria Vergine, in Via Nizza 355 (qui calendario completo).

Il coltan è un minerale prezioso usato dalle industrie hi-tech come componente di questi prodotti, che in Congo è pagato poche decine di centesimo al kg, mentre in Europa è rivenduto a 600 dollari. Il materiale radioattivo è spesso estratto da minatori bambini, con gravi effetti sulla loro salute. “I giovani sono il futuro: devono essere informati oggi, per poter essere responsabili domani – dice Mpaliza -. Dobbiamo considerarli come la nostra speranza per liberarci, almeno in parte, della schiavitù da pc, cellulari, tv e apparecchi elettronici”.

Il conflitto in Congo ha mietuto più di sei milioni di morti e altrettanti profughi: migliaia di donne stuprate, scuole, ospedali, infrastrutture completamente distrutte. Per denunciare questi crimini di guerra l’ingegnere congolese si mette in marcia ogni anno: da Santiago a Bruxelles, a Roma, a Helsinki. Con la sua marcia ha destato anche l’attenzione del Parlamento europeo che, nel maggio 2015, ha votato l’obbligo di trasparenza sulla provenienza delle materie prime usate dalle industrie, contro il commercio illegale dei minerali.

In attesa che questa decisione sia ratificata dal Consiglio dell’Unione, Mpaliza ha deciso per il 2016 di andare in Africa: “Cammino in Europa perché i giovani devono sapere qual è il collegamento tra noi e la vita di altre persone: siamo parte di quello che succede nei Paesi da dove vengono i migranti – conclude Mpaliza -. Ma vado in Africa perché i congolesi stessi non sono al corrente dei veri interessi che ruotano attorno al coltan e al suo commercio”.

04/04/2016

Attraversare l’Europa in sette giorni con il baratto

Filed under: Futura,Notizie,Storie,Young — Tag:, , — Federica Frola @ 11:29

Faccia tosta, voglia di mettersi in gioco e idee geniali: con questi punti di forza Federico Prinzivalli, Francesca Momigliano e Filippo De Mattei, alias i Redmobil, sono stati selezionati per il “Red Bull Can You Make It?”.

Sono 165 le squadre formate da studenti universitari provenienti da più di 50 paesi del mondo che parteciperanno al concorso. Avranno a disposizione sette giorni per attraversare l’Europa utilizzando solo lattine di Red Bull come moneta di scambio. “Partiremo il 12 aprile da Praga – spiega Prinzivalli, torinese di 22 anni -. Gli organizzatori metteranno i nostri cellulari, portafogli e carte di credito in una busta sigillata e ci daranno uno zaino con 24 lattine di Red Bull e un telefono per fare foto e video dell’impresa da pubblicare sulla nostra pagina. Entro il 19 dovremo raggiungere il traguardo a Parigi attraversando almeno sei checkpoint tra le città europee che ci segnaleranno il giorno della partenza”.

Prinzivalli e De Mattei sono volontari della Croce Verde, insieme a Momigliano frequentano la facoltà di Medicina al San Luigi di Torino e sono amici da un vita: “Abbiamo fatto la prima vacanza insieme 10 anni fa in Sardegna e da lì non ci siamo più separati”, racconta il giovane. “Conoscendoci bene abbiamo creato un video originale per descriverci e farci selezionare. I protagonisti del filmato sono dei playmobil che impersonano ciascuno di noi. Grazie all’originalità, la giuria Red Bull ci ha scelto tra le dieci squadre italiane partecipanti”.

Dovranno mangiare, dormire e spostarsi solo attraverso il baratto: non potranno ricevere soldi. “Per esempio, dovremo andare dal capotreno e chiedergli se in cambio di una lattina potrà ospitarci nella cabina”. I tre giovani del team che per primo raggiungerà il traguardo diventeranno i“Contiki Travel Ambassadors” dell’estate: viaggeranno per l’Europa gratuitamente visitando Paesi, partecipando a grandi eventi e valutando con recensioni online le esperienze che faranno.

“Un altro riconoscimento andrà anche al gruppo che avrà più apprezzamenti sulla pagina del concorso – aggiunge Prinzivalli -. Sarà divertente scoprire quali saranno i baratti più fantasiosi: per esempio negli anni passati, alcuni concorrenti sono riusciti ad ottenere i biglietti per la finale di Champions League e tre svedesi hanno ricevuto un biglietto aereo per spostarsi”.

23/03/2016

“Oggi siamo distrutti, ma più protetti” la testimonianza di un torinese da Bruxelles

Filed under: Cronaca,Notizie,Storie — Tag:, , — Federica Frola @ 10:41

“Ieri eravamo in allerta, oggi siamo distrutti”, così Alessandro Pisarro, 22 anni di Torino, che da quattro mesi lavora nel ristorante Vert de gris di Bruxelles. “ I controlli sono quadruplicati e mi sento più protetto. Le scuole sono chiuse per lutto, poi iniziano le vacanza di Pasqua, abbiamo tempo per ricominciare”.

Pisarro sta camminando per il centro di Bruxelles, dove abita, in direzione del suo ristorante mentre ci racconta come è cambiata la città, ma soprattutto come è cambiato lui: “Mi sono trasferito per amore: non ho paura di rimanere qui accanto alla mia ragazza, nata e cresciuta in Belgio – racconta il giovane -. C’è tanta solidarietà tra i Belgi: i taxi sono stati gratuiti tutto il giorno e la gente si è aiutata a vicenda in aeroporto e nella metropolitana. Qui in Belgio c’è l’idea che l’unione fa la forza”

Sembrava una bella giornata di sole ieri, ma tutti erano barricati in casa, la città paralizzata, solo il rumore delle sirene e degli elicotteri teneva costantemente in allarme Pisarro: “La bomba è esplosa a poche fermate di metro da casa mia. Potevo esserci io in quel tunnel, poteva esserci la mia ragazza. Tutti i giorni percorre per andare all’Università proprio il tragitto tra le stazioni  Schuman e Maelbeek dove è avvenuto lo scoppio. Ma ieri ha deciso di non prendere la metropolitana”.

 

« Newer PostsOlder Posts »

Powered by WordPress