Champions League: Juventus rimontata ed eliminata dal Bayern

C’è una precisa immagine che fotografa la partita di ieri sera. Evra, probabilmente uno dei migliori di questo biennio juventino, perde palla davanti la propria area, l’ex Vidal, uno dei peggiori in campo, recupera, allarga per l’altro ex Coman, cross in mezzo e Thomas Muller di testa inchioda il due pari. Si andrà ai supplementari, ma è qui che la partita della Juventus finisce. Troppo vicino il traguardo, troppo doloroso il colpo inferto alle speranze di Buffon e compagni. L’extra-time è pura formalità per i bavaresi che grazie a Thiago Alcantara e ancora Coman infliggono alla squadra di Allegri una punizione fin troppo severa.

La sostanza però l’ha scritta quel gol. Arrivato quando i quarti di finale sembravano a un passo, quando la Juventus stava per ribaltare il 2-2 subito in casa, quando l’impresa era a portata. Meno di un minuto al 90°. E invece quella palla persa pesa come un macigno. Pesa perché i bianconeri per oltre settanta minuti hanno tenuto testa a una delle due squadri più forti d’Europa. Quell’Europa che per madama resta un tabù. E lo resterà per un altro anno dopo questi venti. Ma stavolta servono le parole del post partita, anche di un leader carismatico come Buffon: “Orgoglioso di questa squadra” cui fanno eco i commenti di Massimiliano Allegri: “Dispiace uscire così”.

La realtà è un’altra ed è che la Juventus da questa Champions League non è certo uscita ieri sera nel gelo dell’Allianz Arena. Fuori dall’Europa ci è finita a dicembre, al Sanchez Pizjuan di Siviglia quando Fernando Llorrente, per scherzo del destino un altro ex, ha condannato, curiosamente sempre di testa, la vecchia signora al secondo posto nel girone. Dal sorteggio di Nyon e da quel beffardo sorriso di Javier Zanetti si sapeva come sarebbe andata a finire. Troppo più forte il Bayern Monaco, che segna sei gol a una squadra che in Italia tiene la porta inviolata da dieci partite. Ed è proprio qui che sta il gap. Una delle due squadre scese in campo ieri sera è stata costruita per lottare su tutti i fronti e i cambi – peraltro azzeccatissimi di Pep Guardiola – sono lì a dimostrarlo, l’altra domina la Serie A da quattro anni ma non riesce a fare quel salto di qualità che le permetterebbe di arrivare a questa partita da favorita e non da underdog. E, se Pogba e Cuadrado hanno illuso nella prima mezz’ora, le occasioni divorate dal colombiano e da Morata sono lo specchio di un “vorrei ma non posso” che spegne ogni anno, puntualmente, le speranze europee degli juventini.

Si dirà “a testa alta”, si leggerà Juventus eliminata agli ottavi, come il Gent, la Dinamo Kiev e il PSV. Avanti invece Barcellona,Real Madrid, Bayern Monaco, Manchester City. E fa male ammetterlo, ma -per adesso- i bianconeri appartengono al primo gruppo. La Champions League è affar d’altri.

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