Chiamparino, i giovani sono il ”capitale più prezioso”

La corsa alla guida del Piemonte si muove anche nel rapporto tra generazioni. Il candidato del centrosinistra Sergio Chiamparino ha dedicato ai giovani un capitolo specifico del programma definendoli: “il capitale più prezioso su cui investire”. L’ex sindaco di Torino, sostenuto da Pd, Sel, Idv e due liste civiche, si ritrova, infatti, in questa battaglia con un comitato elettorale costituito ad hoc da giovani under 30.
Proprio questi ragazzi sono per Chiamparino i destinatari privilegiati dei fondi europei che spesso l’Italia e le regioni hanno lasciato sfumare e che rappresentano, invece, una risorsa importante per arricchire il bilancio regionale. Per il Piemonte ammontano a circa un miliardo e secondo il portabandiera del centrosinistra possono diventare la prima risorsa per creare un Piano Garanzia Giovani: un canale privilegiato tra giovani e aziende. Per Chiamparino occorre: “migliorare i servizi per l’impiego, promuovere il tirocinio e l’apprendistato, favorire i nuovi inquadramenti nel tessuto produttivo”.
Per quanto riguarda l’ingresso del mondo del lavoro la strada è segnata, mentre sul fronte della formazione, specialmente sul piano universitario, Chiamparino ha delineato le sue linee guida, rispondendo alla lettera aperta preparata dal
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rettore dell’Università di Torino Gianmaria Ajani e dai rappresentanti degli studenti. Chiamparino vuole tornare a vedere Torino e il Piemonte come un centro universitario di eccellenza.

“Il punto principale per attrarre studenti dalle altre regioni, e soprattutto per non spingere gli universitari piemontesi ad emigrare, resta però l’assegnazione delle borse di studio. La nuova giunta si impegna a rivedere i criteri di selezione e anche a garantire una copertura completa a tutti gli idonei come accadeva prima dell’ultima amministrazione. Per farlo è importante anche rafforzare l’interazione con il Governo nazionale e il Ministero dell’Istruzione che avranno un grande peso nell’individuazione dei Lep, i livelli essenziali di prestazione dei servizi dell’Edisu”. Insomma, per rivitalizzare il “sistema” educativo piemontese non c’è altra via che una stretta collaborazione tra enti, amministrazione e tutto il mondo scolastico.
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