Come sta l’Italia? I risultati del Rapporto Competitività

Un’Italia indebolita con un’accentuazione delle tradizionali differenze tra Nord e Sud del Paese: ecco l’immagine del 2014 che ci consegna il quinto Rapporto Competitività delle Aree Urbane Italiane. “Se da un lato hanno sofferto per un calo generale della domanda interna – afferma Corrado Martone dell’Istituto Tagliacarne – dall’altro non va sottovalutata l’economia illegale presente in ogni zona d’Italia che inquina la produttività del Paese”.

Se nel quarto Rapporto Competitività delle Aree Urbane Italiane, in riferimento al 2013, emergeva sempre l’immagine di un’Italia indebolita in cui il fenomeno dell’invecchiamento era sempre più accentuato e l’emigrazione giovanile molto alta, anche nel 2014 non è migliorata la situazione. Negli ultimi risultati, infatti, è messa in risalto l’età media alta della popolazione, rafforzata da una bassa natalità e i giovani che preferiscono emigrare all’estero. Tutto questo rientra nella spirale negativa causata dalla crisi economica da cui l’Italia fatica a riprendersi. Il mercato del lavoro non offre sbocchi e a subirne le conseguenze sono donne e giovani: a causa di questo è inevitabile l’abbassamento dei redditi e la riduzione della domanda. Questo crea un circolo vizioso che appare difficile da interrompere: non è quindi un caso se molti preferiscono emigrare causando alle varie aree urbane una perdita del capitale umano.

Non è tutto negativo perché esistono esempi di circoli virtuosi come testimonia lo studio condotto da Sinloc (Sistema Iniziative Locali Spa) in collaborazione con l’istituto Giglielmo Tagliacarne, SiTI (Istituto Superiore sui Sistemi Territoriali per l’Innovazione), Fondazione ISMU e promosso da un gruppo di Fondazioni di origine bancaria e istituzioni territoriali. Pur mettendo a nudo le difficoltà incontrate dalle città italiane, ha mostrato che si può migliorare la situazione. Come? Puntando su istruzione e formazione: fondamentali per lo sviluppo di produzioni e servizi ad alto valore aggiunto.
“Aumentare la competitività per favorire il miglioramento delle aree urbane – sostiene Luca Remmert, presidente della Compagnia di San Paolo -. I giovani sono soggetti su cui investire, non devono più essere l’anello debole di questa società”. In conclusione si può affermare sulla base di questo studio, come l’area nord orientale abbia resistito più facilmente alla crisi: le province del settentrione sono in grado di mantenere il proprio vantaggio competitivo rispetto al Sud. Quest’ultimo, nonostante i risultati poco lusinghieri, ha invece diverse possibilità di rilancio. Le aree urbane sono sistemi complessi basati su un mix di capitale umano, finanziario e infrastrutturale e in tal senso questo Rapporto, studiandone gli aspetti più specifici, è uno strumento informativo utile per capire come attrarre nuove risorse, pianificare e competere sulla base della conoscenza del proprio territorio.

This entry was posted in Futura, Notizie and tagged , , , . Bookmark the permalink. Comments are closed, but you can leave a trackback: Trackback URL.