Coppa Italia: Gervinho-gol, Juventus a casa

Foto tratta da sport.panorama.it

“Pjanic intercetta un pallone a centrocampo, avanza senza alcun ostacolo fino al limite dell’area di rigore, allarga sulla sinistra per Strootman che riesce a crossare sul primo palo dove Gervinho anticipa Bonucci in acrobazia, ruba il tempo a Storari e realizza la rete decisiva”. È la cronaca della seconda sconfitta stagionale in Italia della Juventus (l’altra risale al clamoroso 4-2 inflitto dalla Fiorentina lo scorso 20 ottobre in campionato) che ieri sera, allo stadio Olimpico di Roma, è stata sconfitta 1-0 dai giallorossi. Dopo la Champions League, quindi, i bianconeri sono costretti ad abbandonare anche la coppa nazionale. Una resa “consapevole” quella juventina: Conte ha deciso di dare fiducia alle “seconde linee” facendo riposare Buffon, Pogba, Lichtsteiner, Asamoah, Tevez e Llorente. I vari Giovinco, Peluso, Quagliarella e Isla hanno deluso e il risultato è stato quello di proporre un calcio poco dinamico e non molto organizzato. Pietro Anastasi, storico centravanti bianconero degli anni ’70, ci ha raccontato la gara vista dal suo punto di vista.

Pochi tiri in pochi e scarse emozioni. Che partita è stata?

«Non è stata una bella gara. Si è visto fin dall’inizio che la Roma ci teneva di più ed è scesa in campo con maggiore voglia. La diretta conseguenza è stata un possesso palla superiore rispetto ai bianconeri e qualche occasione in più».

La Juventus ha qualcosa da recriminare?

«Quando si scende in campo con un atteggiamento sbagliato non si può dir nulla. Non hanno deluso solo le cosiddette “seconde linee”, ma anche i vari Vidal, Pirlo e Marchisio non sono mai entrati in partita. Giovinco ha portato un po’ vivacità in attacco, seppur sconclusionata, mentre Quagliarella non si è mai visto in azione».

Domenica si gioca ancora all’Olimpico, ma stavolta contro la Lazio. Che partita si aspetta?

«Come ha insegnato la sconfitta di Firenze, la Juventus è abituata a rialzarsi dopo le “scoppole”. Ho grande fiducia, ma bisogna stare attenti ai biancocelesti che, con l’arrivo di Reja hanno ricominciato a vincere e, dopo la vittoria di Udine, avranno sicuramente il morale alle stelle».

Capitolo calciomercato. Vucinic-Guarin, uno scambio che non “s’ha da fare”. Chi ci avrebbe guadagnato?

«I bianconeri avrebbero preso un calciatore più giovane che sarebbe andato a infoltire di qualità il centrocampo in vista della prossima Champions, sperando in nessuna cessione eccellente a giugno. L’Inter si sarebbe sicuramente rinforzata rispetto alla situazione attuale, ma Vucinic non è un attaccante da 20/25 gol a campionato».

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