Crollano consumi nel Nord-ovest, famiglie in difficoltà

L'Istat ha erso noti i dati sull'indice di consumo a marzo in Italia

Torino. I numeri dell’Istat parlano chiaro: a marzo la fiducia del consumatori è calata rispetto al mese precedente. Niente acquisti e investimenti, specie nel Nord-ovest dove, secondo l’istituto di statistica, il calo è particolarmente marcato rispetto al Centro-sud  e al Nord-est.  A pesare è  la situazione economica nazionale e lo scoraggiamento conseguente che limiterebbe le spese delle famiglie piemontesi, lombarde, liguri e valdostane.

A fornire la spia d’allarme è l’indice  nazionale del clima di fiducia dei consumatori, sceso a 105,2 –  da 106,3 di febbraio –  ma è nelle regioni settentrionali che si concentrerebbe la diminuzione maggiore. Secondo le associazioni Adusbef e Federconsumatori “la situazione è estremamente grave” perché confermata “dal minore ricorso all’indebitamento da parte

degli italiani”.  Nel 2010 il credito al consumo ha registrato una contrazione del -5,3%: le rate e i debiti, insomma, non piacciono più.

Tra i principali motivi di disoccupazione si sono disoccupazione e bilancio familiare: elementi che incidono anche sugli affitti e rimettono in discussione le politiche abitative.  Torino non vive una situazione rosea: il Piano Casa delle Regione, che doveva prevedere in 6 anni un consistente sviluppo dell’edilizia sociale, non ha trovato piena attuazione.

La creazione di alloggi da destinare a giovani e famiglie è affidata tra gli altri alla Legacoop Abitanti Piemonte, cooperativa che è riuscita a creare 10.547 unità abitative nel capoluogo piemontese e che soffre dei tagli al bilancio della Regione per continuare il proprio lavoro. Non a caso oggi  a partire dalle 17 a  Palazzo Lascaris  è l’incontro “Piano Casa ed emergenza abitativa in Piemonte” organizzato dal Partito Democratico Piemonte e dal Gruppo Consiliare Regionale Pd Piemonte.

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