Da Agliè a Venaria, il sistema unico delle residenze reali sabuade

Un sistema unico di valorizzazione per promuovere il turismo e la cultura piemontese. A Palazzo Chiablese si è riunito il Tavolo di Coordinamento delle Residenze Reali che, a cinque mesi dal suo insediamento, ha voluto tracciare un punto sullo stato dei lavori che, per adesso, riguardando dieci siti: i Musei Reali e Palazzo Madama a Torino, la Reggia di Venaria, i castelli di Racconigi, Agliè, Rivoli e Moncalieri, la Palazzina di caccia di Stupinigi e la Villa della Regina.

Il direttore del Consorzio di Valorizzazione di Venaria Mario Turetta ha aperto il seminario sottolineando il sistema dei trasporti: un elemento spesso descritto come critico, soprattutto per quanto riguarda le residenze fuori da Torino. “Con Gtt e Ferrovie dello Stato abbiamo fatto una mappatura dei siti e abbiamo visto come raggiungerli con mezzi privati e pubblici e con questi ultimi si arriva ovunque. E’ vero che ci sono posti che si raggiungono meno facilmente, come Agliè, ma non si può dire che non ci sia modo di arrivarci”, ha affermato Turetta, che è anche Presidente del tavolo di lavoro, specificando poi come nell’ultimo anno ci sia stata un’inversione di tendenza per quanto riguarda gli investimenti. Dal 2014 al 2015, infatti, le spese destinate al polo museale regionale e ai giardini reali sono quasi duplicate.

Questo investimento sulle residenze reali sabaude è uno dei più forti che la città abbia fatto in questi anni – ha dichiarato il sindaco Piero Fassino -. In questo modo possiamo stabilire un ponte con la storia della città, che in questi anni anni è diventata una capitale della cultura italiana. A Torino ci sono quattordici residenze reali, non credo che ce ne siano così tante in altre città”. Fassino ha poi sottolineato una frase di Antonella Parigi dell’Assessorato alla cultura del Piemonte, che ha affermato come l’obiettivo sia quello di far diventare le residenze un luogo in cui “non si va soltanto una volta, ma un posto della nostra comunità in cui tornare”. Per questo, molte residenze sono diventate, anche in maniera temporanea, dei luoghi museali. Da recuperare, secondo Fassino, mancano la Cavallerizza (per la quale, insieme ai Musei Reali, sono stati destinati 15 milioni di euro) e i Giardini Reali: poi, Torino racchiuderà in un quadrilatero tutte le attrazioni della città.

Le residenze reali sabaude, riunite in un’unica “Corona di delizie”, sono quindi da considerare come un unico brand da implementare dal punto di vista comunicativo guardando sempre ai bisogni dei turisti: “Mi auguro che nessuno porti avanti il proprio progetto singolo senza guardare a quelli esistenti” ha detto il direttore del turismo Torino Danilo Bessone per ricordare che, delineando un punto di sviluppo comune, si può incrementare il valore dell’attività culturale.

Per questi siti, come spiega Bessone, è stata creata la “Royal Card”, una tessera che permette di accedere gratuitamente a oltre dieci Residenze reali e di utilizzare gratuitamente i mezzi di trasporto, tra i quali il Venaria Express. Il prezzo è di 32.50 euro per 48 ore, e si differenzia dall’abbonamento Torino Musei, che permette invece di visitare anche musei e fortezze a 52 euro all’anno.

 

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