Donne e Resistenza: “Pativamo la fame, ma respiravamo libertà”

“Abbiamo sfilato, abbiamo manifestato, abbiamo respirato la libertà. E c’eravamo anche noi donne”. Si è tenuto venerdì 29, al cinema Reposi, l’incontro “Il cammino delle donne dalla liberazione a oggi”, con gli interventi della nota conduttrice Geppi Cucciari, della partigiana Carla Dappiano e della giornalista della Rai Simonetta Rho.
L’evento è stato aperto dall’introduzione del vicepresidente del consiglio regionale Nino Boeti: “Sono settanta anni che le donne votano, oggi sembra strano ma è qualcosa per cui è stato necessario lottare duramente. Per questo va celebrato e ricordato, oggi e tutti i giorni”.

Dopo la proiezione di un filmato sulla storia delle donne al voto, è intervenuta Carla Dappiano, nome di battaglia “Tigre”. Testimone attiva di quella che fu la lotta partigiana in Piemonte, entrò nelle Brigate Autonome nel settembre del 1944, quando aveva solo quindici anni. Sotto il comando di Giuseppe Rossetti, divenne una “staffetta”, ovvero una persona preposta a comunicare con i combattenti nascosti, fornendo loro giornali di propaganda e informazioni sulle posizioni delle truppe alleate. “Lavoravo in fabbrica da quando non ero nemmeno quattordicenne. Ci mancava quasi tutto, persino il cibo. Non avevamo nulla, e dunque nulla da perdere. Scegliere la resistenza è stato facile.

C’era una donna, nome di battaglia “Vittoria”, che coordinava i gruppi di difesa femminili nei quartieri e nelle fabbriche torinesi. Mi ha cercata, reclutata e così mi sono unità ai gruppi femminili”. Dopo esser entrata nelle fila della resistenza, le vennero affidati i primi compiti: “All’inizio parlavo con le donne disperate, quelle che non avevano di che mangiare e riscaldarsi. Le rassicuravo, spiegando che la vittoria partigiana avrebbe portato pane in tavola per i loro figli. Poi nel settembre del ’44 ho lasciato la città, mi sono unita alle Brigate e ho fatto la staffetta fino alla fine della guerra.” E poi, una confessione che ha commosso gli studenti in sala: “In quei mesi ho messo in gioco la mia faccia e il mio cuore. E rifarei tutto, ogni singolo gesto, ogni pericolo corso, ogni persona aiutata”.

“Carla, grazie per aver raccontato a questi ragazzi la tua storia”. Ha esordito così Geppi Cucciari, visibilmente commossa dopo il racconto di “Tigre”. “Non avevo mai sentito parlare una partigiana dal vivo, è stato emozionante. E come me immagino che nessuno di loro abbia la possibilità di sentire queste storia in casa. Sei la nonna – o forse la bisnonna – di tutti loro”. Applausi e qualche risata. Geppi si toglie molto spazio, lascia ancora la parola alla Dappiano.

Alla fine dell’evento, gli studenti del liceo Alfieri hanno presentato il filmato “L’Italia a tavola” per ricordare le conquiste delle donne nel dopoguerra.

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