EURHOP 2015, battesimo del fuoco per “Cane di guerra”

Tempo di bilanci nel panorama dei luppoli italiani. A pochi giorni dalla conclusione di Eurhop 2015, la manifestazione che ha riunito nella Capitale le eccellenze della birra artigianale nostrana e internazionale, ecco far capolino le cifre relative all’affluenza di questa terza edizione; nei soli tre giorni dal 9 all’11 Ottobre più di quindicimila visitatori e trenta marchi, come rilevano i numeri degli organizzatori di MyAppo, il supporto informatico e logistico che ha gestito l’evento; fra loro una sorpresa: il gruppo più giovane viene dal Piemonte.

Sono tre ragazzi di Alessandria di età compresa fra i 32 e i 36 anni, alla loro prima esperienza romana: nome in codice, “Cane di Guerra”.

Professionale ma senza boria, come un boscaiolo con l’animo da gentlemen, il Mastro Birraio Alessio Gatti commenta entusiasta scuotendo i suoi grandi baffi e la folta barba castana “La nostra “bottiglia n.0”è stata prodotta nell’aprile di quest’anno e da allora è stato un crescendo.” Già presente a titolo personale all’Italian Beer Festival di Milano del 2006, una delle primissime kermesse di birra artigianale nel nostro paese, Gatti si dice soddisfatto per il numero di addetti ai lavori del mondo del Brewing incontrati all’Eurhop e in generale per la crescente attenzione del pubblico. “Ho visto la clientela cambiare nel tempo, adesso chi si accosta al nostro stand conosce più tipi di birra e il suo palato si è affinato.”

Bohemian Pilsner, Brown Porters e American IPA i cavalli di battaglia di “Cane di Guerra”, birre fra cui passa un oceano: la prima tradizionale ceca, corposa e dal colore dorato carico, mediamente amara con note di malto che ricordano il sapore di cereali e crosta di pane; la seconda britannico-irlandese, accattivante e beverina, con note delicate di caffè e cacao, l’ultima anglosassone di colore ambrato, caratterizzata dal forte aroma fruttato e resinoso tipico dei luppoli nordamericani, oltre che dalla spiccata amarezza. Dal neonato birrificio però non mancano di notare le differenze fra l’avventore abituale alessandrino e il trend romano “Il visitatore di Eurhop, è un piuttosto fedele, tendenzialmente affezionato alle IPA. Dalle nostre parti invece la gente si lascia trasportare maggiormente, sicuramente complice il fatto che siamo conosciuti in città, ma anche un diverso gusto. Questo ci offre un’indicazione di come le clientele siano diverse ma deve anche spronare il mastro birraio e tutti noi a inventarci modi sempre nuovi per avvicinare le persone ai vari tipi di prodotto, magari – perché no – anche a quelli apparentemente più insoliti, e a guidarli verso gli abbinamenti più interessanti”.

Una sfida in più, quella dell’erudizione del pubblico, per il “cucciolo” del panorama birraio che muove i primi passi per diventare un perfetto alchimista di prelibatezze.

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