Fassino: “Si alla guerra all’Isis, ma nel diritto internazionale”

“Contro il terrorismo non c’è indugio che tenga. Dunque non va escluso che sia addirittura auspicabile un intervento militare, ovviamente coordinato dall’Onu”.  E’ questa la presa di posizione di Piero Fassino, sindaco di Torino e già sottosegretario al Ministero degli Esteri nel governo Prodi I, intervistato dal Mattino sui recenti attentati a Parigi. Contattato da Futura il primo cittadino ha chiarito il sostegno all’azione militare in Siria per difendere la civiltà, sia occidentale che musulmana: “E’ già in corso un intervento militare, con bombardamenti aerei di Usa, Regno Unito, Russia e Francia. Non bisogna escludere un’eventuale estensione delle operazioni, ma sempre nel quadro del diritto internazionale”.

Dichiarazioni forti che hanno infiammato la discussione politica, già animata dalla corsa alle elezioni amministrative del 2016. Le opposizioni hanno subito attaccato il sindaco: “Due anni fa Fratelli d’Italia chiese un consiglio comunale sul tema-Siria – ricorda il capogruppo Massimo Marrone – e il Partito Democratico sostenne la coalizione contro Assad. Oggi quella coalizione è monopolizzata dall’Isis e lotta con le armi che l’Occidente gli ha fornito. Fassino ha cambiato idea?”. Chiara Appendino, consigliera comunale e candidata sindaco per i 5 Stelle, stoppa sul nascere il sindaco: “Il Comune di Torino non si deve improvvisare Ministero degli Esteri. Anziché buttarsi in un settore non suo, Fassino si preoccupi di lavorare con la comunità musulmana della città”.
Al fuoco di fila delle opposizioni si sottrae la neonata Sinistra Italiana, che attualmente sostiene il sindaco in consiglio comunale. Il parlamentare di Sel e candidato Airaudo non rilascia commenti: “bisogna riflettere e informarsi prima di dire qualunque cosa in merito”.

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