Fiat, continuano le proteste degli operai

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Da Termini Imerese ad Arese, si infiammano le proteste degli operai Fiat dopo gli annunci di chiusura da parte dell’azienda.

Circa 200-300 operai Fiat di Termini Imerese hanno occupato il municipio ed eletto un loro collega come “sindaco”. Il motivo della protesta è la chiusura dello stabilimento pianificata per il 2011. “Se le istituzioni non prendono in considerazione i nostri problemi – dicono gli occupanti – cercheremo di fare da soli”.

Questa mattina, dopo un’assemblea davanti ai cancelli della fabbrica, le tute blu si erano messe in marcia verso il centro abitato. Gli operai chiedono tuttora di fissare un incontro con il ministro Scajola, prima che la Fiat presenti ufficialmente il piano industriale. Senza questi due passaggi occuperanno il municipio “a oltranza”.

Proprio ieri la Fiat aveva annunciato l’annullamento della prevista settimana di cassa integrazione dal 23 al 29 novembre a Mirafiori per esigenze di produzione.

Questa mattina è inoltre iniziato il presidio dei lavoratori dell’Alfa Romeo di Arese, tutti in cassa integrazione. Palcoscenico la sede di Assolombarda, dove i rappresentanti della Fiat hanno incontrato una delegazione sindacale per discutere sul trasferimento del centro stile da Arese a Torino (232 lavoratori in tutto).

I lavoratori hanno lanciato un appello a “senatori e parlamentari leghisti che difendono la Padania, visto che L’Alfa Romeo è al nord, non è Terronia: dove sono?”.

Ma le proteste non sono servite a nulla: la Fiat non ha infatti accolto la richiesta dei sindacati di ritirare la procedura di trasferimento. Di fatto si configura la chiusura del centro stile, a cui seguirà quella di Powertrain con il trasferimento del call center. I sindacati temono che questi siano solo i primi passi verso la chiusura definitiva dell’intero stabilimento. Gli operai non mollano: già da lunedì prossimo è convocata una assemblea di tutti i sindacati alla portineria centrale di Arese. L’obiettivo è “non mollare finché la Fiat non molla”.

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