Fiat, in cassa 3mila colletti bianchi degli Enti Centrali

Circa 3.000 impiegati Fiat degli Enti Centrali, su un totale di 5.000, principalmente quadri che si occupano dello sviluppo del prodotto nello stabilimento di Mirafiori, andranno in cassa integrazione per quattro giorni a febbraio: il 13-14 e il 20-21 del mese. Le misure rientrano nel piano di cassa integrazione ordinaria presentato dall’azienda l’anno scorso in seguito alla crisi del mercato dell’auto in Europa. Un’analoga iniziativa aveva riguardato gli impiegati degli Enti Centrali durante le feste natalizie.

Secondo Claudio Chiarle, segetario provinciale della Fim-Cisl,  il ricorso alla cassa era ampiamente prevedibile e non mette in dubbio la salvaguardia degli attuali livelli occupazionali a Torino. “Nei prossimi mesi – sottolinea il sindacalista – arriveranno i nuovi modelli e le previsioni dicono che il mercato si riprenderà. Inoltre una razionalizzazione del processo produttivo è già stata messa in atto con la fusione tra Fiat e Fiat Industrial. Non abbiamo motivo di temere per i posti di lavoro”. Per Federico Bellono della Fiom “si conferma il calo del lavoro registrato nei mesi scorsi con il ricorso alla cassa”.

Il 29 febbraio il consiglio di amministrazione ratificherà la fusione tra Fiat e Chrysler. Da sciogliere è ancora il nodo della sede centrale che potrebbe essere spostata a Detroit. Ad aprile l’Ad Sergio Marchionne presenterà poi il piano industriale e con questo i nuovi modelli. Il management ha assicurato che Torino sarà al centro della strategia del gruppo per l’Europa. A Mirafiori saranno prodotti i Suv di Alfa Romeo e Maserati e l’ammiraglia Alfa.  Se la ripresa del mecato dell’auto nei prossimi mesi sarà confermata, i colletti bianchi degli Enti Centrali potranno guardare il futuro con maggiore serenità”.

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