Fiom: “Chi manca in questa piazza sono gli altri sindacati”

“Fabbriche, scuole, università. Una vera lotta per la dignità”. Operai, studenti, sindacalisti, semplici lavoratori. Tutti solidali alla causa degli operai Fiat, tutti presenti oggi alla sciopero promosso da Fiom e da Cgil per ribadire ancora una volta il no agli accordi di Pomigliano e Mirafiori e la difesa del contratto nazionale di lavoro.

Ad aprire  il corteo gli striscioni “Mirafiori l’accordo della vergogna” e “Per la libertà del lavoro”, dietro i quali hanno sfilato gli operai con pettorina gialla e casco rosso.

“Sono un lavoratore e come tale mi sento frustrato – ha spiegato Giuseppe P., della Cgil – Anch’io ho lavorato per la Fiat in passato. Oggi, la nostra non è solo solidarietà per i lavoratori. E’ partecipazione, perché ognuno si dovrebbe identificare nelle problematiche degli operai della Fiat”.

“Siamo contro Marchionne e contro il governo che non fa niente – dice, arrabbiato, Gianni Chiodi, membro della Fiom di Alessandria – Non si può arrivare a ricattare gli operai in questo modo. Marchionne toglie i diritti agli operai. Dice che porterà soldi, che porterà lavoro. Ma questa è una grande bufala: sono tutte parole, ma fatti non ne vedo”.

Che di minaccia si sia trattato è certo. Lo testimoniano le parole di Davide Imperio, operaio della fabbrica Magneti Marelli di Venarìa: “Oggi siamo in pochi perché siamo stati minacciati: se avessimo aderito allo sciopero ci avrebbero sbattuto a svolgere lavori più pesanti. Lo ammazzerei Marchionne, farei venire lui a lavorare in fabbrica per fargli capire cosa passiamo noi operai”.

Tanti studenti hanno riempito il corteo partito da Porta Susa e sfociato in Piazza Castello. Studenti universitari e liceali, presenti per far sentire la loro voce, per manifestare “solidarietà ai lavoratori, in quanto la minaccia ai loro diritti è molto simile alla minaccia al diritto d’istruzione”.

Grande la partecipazione dei lavoratori Fiat, oggi, al corteo, a giudicare dai dati illustrati da Federico Bellono, segretario provinciale della Fiom: “Meno del 30% dei dipendenti della Fiat ha oggi varcato i cancelli di Mirafiori”.

A piazza Castello hanno preso la parola i segretari dei sindacati. Prima dei loro interventi, le testimonianze di Nina Lione, delegata delle Carrozzerie di Mirafiori e di due studenti, che hanno ringraziato tutti coloro che hanno dato il loro sostegno agli operai che hanno detto no al referendum.

A parlare per ultimo, dopo Enrico Panini della segreteria nazionale della Cgil, Giorgio Airaudo, responsabile nazionale auto della Fiom: “Oggi ci siamo tutti. Chi manca in questa piazza sono gli altri sindacati. Noi non abbiamo lasciato soli né i lavoratori di Pomigliano, né quelli di Mirafiori. Il 64% dei lavoratori che hanno dovuto dire sì al referendum, dicono che non si fidano di Marchionne: gli operai di Mirafiori hanno vinto. Abbiamo bisogno di proseguire la mobilitazione, per riconquistare la trattativa con la Fiat e per difendere le aziende in crisi”.

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