Con la fisica si sfatano le bufale dell’informazione

Dalle questioni concernenti le politiche energetiche e i problemi relativi ai cambiamenti climatici, alla capacità di interpretare grafici e sondaggi di statistiche politiche, mediche e sociologiche, fino alle più semplici torte sui dati auditel e i rischi che si corrono a giocare una schedina del Superenalotto. Ci sono sempre più decisioni prese a livello politico per le quali serve una conoscenza scientifica di base. Per correggere le inesattezze, i pregiudizi e le strumentalizzazioni derivanti da una scorretta informazione l’Università di Torino, a partire da oggi, darà avvio al ciclo di lezioni dal titolo “Fisica per i Cittadini”, il primo corso di studi che insegna a sfatare le bufale dell’informazione.

“L’idea – racconta Lorenzo Magnea, docente di Fisica, modelli e metodi matematici, incaricato di tenere la prima lezione del corso – riprende l’insegnamento istituito da diversi anni alla Berkeley of California dal professore Muller, autore del libro “Physics for future presidents”. Non è vero, ad esempio, – spiega il professore – che dopo Fukushima il tonno del Pacifico è diventato radioattivo, lo si può mangiare tranquillamente. Non è nemmeno vero che i combustibili fossili finiranno presto: se vogliamo morire di caldo e inquinamento nei prossimi decenni potremo farlo senza problemi”.

“Fisica per i cittadini” nasce con l’intento di raccontare la realtà evitando gli stereotipi, provando a restituirne le contraddizioni non sempre immediatamente comprensibili. A questo scopo, il programma del corso prevede un ciclo di lezioni aperte a tutti, in cui teorie e risultati della ricerca saranno presentati in forma pedagogica e graficamente interessante, senza ricorrere a dimostrazioni di natura teorica.

“L’intento del corso – prosegue Magnea- è quello di avvicinare gli studenti iscritti in indirizzi a carattere umanistico alle teorie scientifiche di base. Fisica per i cittadini nasce oggi come progetto pilota, con la speranza che un domani corsi di questo tipo siano integrati nell’ordinamento didattico, per una futura classe dirigente e un’opinione pubblica preparate sugli interrogativi cui la scienza, giorno dopo giorno, è chiamata a rispondere. Senza queste conoscenze- prosegue Magnea- le opinioni sono facilmente manipolabili sia dai mezzi di comunicazione, in cerca di notizie ad alto impatto, sia da personalità o forze politiche che tentano di trarre vantaggio da timori o pregiudizi ingiustificati.

La prima lezione si terrà questo pomeriggio, dalle 16 alle 18, presso il Campus Luigi Einaudi, nell’aula C3 del Dipartimento di Culture Politica e Società.

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