Foam mette in mostra i suoi giovani talenti fotografici a Camera

di David Favrod

Rivista, museo, esibizioni, dibattiti, progetti educativi. L’organizzazione FOAM è un epicentro stimolante per fotografi e amanti dell’arte fotografica che da Amsterdam, dove ha sede, si è allargata attraendo appassionati e professionisti di tutto il mondo.

Ogni primavera, poi, FOAM propone una “Talent Call”, una ricerca per giovani talenti tra i 18 e i 35 anni di ogni nazionalità, con l’unico requisito di essere “exceptionally talented”, particolarmente di talento. Uno dei selezionati dell’edizione 2015 è Alessandro Calabrese, trentino ma residente a Milano, che alle 19, insieme al giapponese David Favrod e alla caporedattrice di FOAM Magazine Elisa Medde, mostrerà i propri lavori al Centro fotografico Camera. Nel Gymnasium della sede di via delle Rosine tornano, quindi, gli appuntamenti con “I giovedì in Camera”, che da febbraio attraggono sempre un pubblico numeroso.

Medde, classe ’81, laureata a La Sapienza di Roma in Storia dell’arte e diventata caporedattrice nel 2014, parlerà del “Talent Call”, dei giovani che vengono selezionati, illustrando le loro opere e dialogando con i due fotografi presenti. Entrambi under 35 hanno già accumulato decine di esibizioni e pubblicazioni in giro per il mondo. Alessandro Calabrese, dopo una laurea triennale in architettura, una magistrale in architettura del paesaggio a Venezia e un master con lode in fotografia e design visuale a Milano, ha iniziato a collezionare mostre in giro per l’Europa, dalla Svizzera, alla Francia e all’Olanda, insegnando poi alla Nuova Accademia delle Belle Arti di Milano e pubblicando il suo primo libro, “Thoreau”, nel 2014. David Favrod, invece, è partito da Kobe, dove è nato, per arrivare in Europa vincendo un premio dopo l’altro ed esibendo i suoi lavori anche in Russia, Sud Africa, Stati Uniti, Corea del Sud e Malesia. Due stili fotografici diversi che però hanno in comune il talento dei loro autori che, dopo essere stati selezionati da Foam insieme ad altri venti ragazzi, arrivano a Torino per parlare del proprio lavoro.

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