Fondazione Sandretto, video-lezioni per imparare inglese e arte contemporanea

Quattrocento studenti provenienti da scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado partecipano oggi all’evento di chiusura di I Speak Contemporary alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. Un esperimento di e-learning unico in Italia: realizzato nell’ambito del Progetto Diderot, finanziato dalla Fondazione CRT. Da novembre a marzo due esperti laureati in Storia dell’Arte e in Storia dell’Architettura contemporanea e formati dalla Fondazione Sandretto, hanno portato, gratuitamente, nelle scuole di Piemonte e Valle D’Aosta “Art at Times”, un ciclo di quattro video-lezioni per coniugare l’apprendimento dell’inglese con la conoscenza dell’arte contemporanea, coinvolgendo più di 11.500 ragazzi.

“L’idea è quella di proporre un approccio originale, interattivo e flessibile – racconta Francesca Togni responsabile del Dipartimento Educativo della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo – I video sono tutti realizzati in inglese con sottotitoli in italiano e suggeriscono agli studenti un metodo di lettura e d’interpretazione di alcune opere d’arte contemporanea che sono state esposte nel nostro museo o in altre importanti gallerie”. Ogni clip contiene anche delle linee guida per esercizi di laboratorio, oltre che un breve excursus della biografia dell’artista. Agli studenti vengono anche consegnate delle brochure con testo bilingue, mentre sul sito www.ispeakcontemporary.org è disponibile per gli insegnanti tutto il materiale didattico.

E allora Have you seen me before? l’orso piumato di Paola Pivi, Untitled/Magenta Stripe Gobelins di Gabriel Kuri, The Letter l’arazzo di Goshka Macuga e La rivoluzione siamo noi di Maurizio Cattelan diventano strumento e pretesto per imparare nuovi vocaboli, memorizzare la corretta costruzione sintattica e avvicinare ragazzi tra i 6 e i 20 anni a un ambito, spesso considerato elitario, come l’arte contemporanea.

Le prime cinquanta scuole che si sono iscritte al progetto hanno potuto partecipare anche ai workshop che si sono svolti ad aprile e maggio nelle sale della Fondazione di via Modane a Torino: “Così dalla conoscenza virtuale si è passati a quella concreta: è stato anche un modo per valorizzare un patrimonio che spesso non può essere fruito da tutti, un’esperienza arricchente per noi e per i ragazzi”, ha detto Togni.

 

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