Fratelli d’Italia

beccia_confineGli “altri” sono i francesi, i cugini con il naso all’insù che con noi amano rivaleggiare, come tutti i lontani parenti. “Loro” sono quelli che stanno di là, dietro la cordigliera alpina: sono i fratelli d’Italia, sconosciuti ma non dimenticati. “Loro” vivono nella Savoia e giù fino a Nizza, hanno nazionalità francese; eppure, sono stati piemontesi.

Ecco perché tra il 2010 e il 2011 a Chambéry, città cuore della Savoia, i festeggiamenti saranno doppi: quest’anno ricorrono infatti i 150 anni dall’annessione alla Francia (1860), l’anno prossimo sarà la volta di quelli per il centocinquantenario dell’Unità d’Italia.

Una affezione che probabilmente sorprenderà molti, ma che nell’intrico delle “traboules”, gli stretti passaggi medievali di Chambéry, e tutt’attorno alla Fontana degli Elefanti, è un modo di vivere, è il quotidiano. Il simbolo di questa doppia identità, a Chambéry, ha un nome: Angela Caprioglio, presidente dell’Associazione dei Piemontesi in Savoia, costola dell’Associazione Piemontesi nel mondo che ha sede a Frossasco, in provincia di Torino. Il suo cognome tradisce origini italiane, ma Angela Caprioglio fa parte del consiglio comunale della città: “conseillère municipale déléguée aux jumelages et aux relations internationales”, delegata cioè ai gemellaggi e alle relazioni internazionali.

Le relazioni fra Chambéry e Torino sono da sempre intense. Le due città, unite da un gemellaggio dal 19 maggio 1957, hanno festeggiato tre anni fa i primi cinquant’anni di cooperazione, l’occasione per una mostra fotografica. Viene da Chambéry la Sindone, che prima di essere destinata a Torino è stata custodita nel Castello dei duchi di Savoia, fino al Cinquecento.  Non solo, sulla carta la storia del Piemonte e della Savoia prende vita nelle storie che Angela Caprioglio ha raccolto con gli esperti François Forray e Michel Poët.

il libro di Angela Caprioglio

il libro di Angela Caprioglio

Domenico Perotto e Felicita Francesetti: questi i nomi di due dei giovani sposi che “Il lavoro nel cuore. Le coeur à l’ouvrage” (2004) ricorda, con tutti gli emigranti arrivati in Savoia dal Regno del Piemonte.

Il libro quest’anno ispira i festeggiamenti. Parlerà di Piemonte, dal 4 dicembre scorso e per tutto il 2011, l’esposizione “Ésperons que… Speriamo che…”, allestita nel salone culturale di Chambéry “André Malraux” per celebrare l’annessione alla Francia e i 150 anni dell’Unità d’Italia attraverso l’emigrazione: “Gli scambi prima e l’emigrazione poi sono stati tanto intensi che  l’evento  accomuna tutti noi italiani all’estero e assume ancor più importanza per noi Piemontesi in Savoia.  Per questo le manifestazioni saranno ricche”, annuncia Caprioglio.

Le fa eco il sindaco di Chambéry, Bernadette Laclais: “Lo spirito è di festa e di grande unione. Brilla ben al di là dei confini del dipartimento”. Conclusi ieri i corsi pubblici di storia della Savoia all’Università, da giugno gli Archivi Dipartimentali raccoglieranno immagini e documenti storici della mostra.

Tra gli eventi più interessanti dei doppi festeggiamenti spiccano: 12 marzo – 14 giugno: Esposizione “1860 e le celebrazioni del 1910 e 1960”; 12 marzo – 14 giugno: Esposizione “Lo spazzacamino, la marmotta e la montagna – Fra clichés e realtà, nascita della Savoia francese”; 21-22 maggio: Gastronomia Mercato dei produttori italiani in Place de l’Europe; 15 settembre: Esposizone “Chambéry città sarda”; 10 ottobre: Calcio Nazionale francese – Juventus; dicembre 2010: Cerimonia di chiusura delle festività e passaggio del testimone a Torino. Il Programma dettagliato è sul sito http://www.chambery-tourisme.com

Gli eventi ricordano che qui, nel cuore della Savoia, è la Francia; là, sempre dritto sempre avanti il Piemonte. Il cuore nel mezzo, spaccato in due metà perfette. Gli si dice alla maniera piemontese: “Bogia nen”. Non ti muovere.

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