UniTo, al via il primo laboratorio di fundraising per studenti, laureati e ricercatori

“I soldi non li portano le cicogne” è questo lo slogan che accompagna il primo laboratorio universitario e gratuito di fundraising, inaugurato questa mattina dall’Università degli Studi di Torino e che ha portato nell’Aula Magna della Cavallerizza Reale più di 400 persone tra studenti, ricercatori e laureati.

L’iniziativa, fortemente voluta dal rettore Gianmaria Ajani e presentata dal professor Germano Paini del Dipartimento di Culture, Politica e Società e responsabile del progetto Innovazione e Competitività di UniTo, è un corso di 75 ore che si svolge fino al 5 febbraio, nella sede di via Po 29. Possono partecipare tutti i giovani under 30 che hanno conseguito il titolo di studio presso un ateneo del Piemonte e della Valle d’Aosta.

“Si tratta della prima incubatrice per l’imprenditoria creativa e culturale di UniTo – spiega Paini – dal momento che l’Università deve fornire competenze, strumenti e spazi perché studenti, laureati e dottorandi possano continuare a coltivare le loro passioni e perché queste possano trovare anche uno sbocco professionale”.

L’obiettivo quindi è la formazione di professionisti della raccolta fondi per progetti, campagne e organizzazioni del non profit nei diversi ambiti: la ricerca medica, gli aiuti di emergenza, la lotta alla povertà nel mondo, la sanità, l’educazione e l’istruzione, il sistema della cultura con il patrimonio artistico, i musei, i teatri, le biblioteche.

“In un periodo in cui i finanziamenti pubblici sono sempre più esigue, la nuova figura del fundraiser appare sempre più cruciale – sottolinea Luigi Somenzari della Fondazione Fondo Ricerca e Talenti Crt, partner fondamentale del laboratorio – crediamo molto nelle persone, nelle idee e nella contaminazione che permette di creare competenze”.

Lungo tutta la durata del laboratorio saranno 4 i tutor che si alterneranno nella formazione dei partecipanti. Il primo a salire in cattedra è stato Riccardo Friede, 31 anni, veneto, laureato in economia del no profit che oggi svolge attività di fundraiser, formatore e consulente per piccole organizzazioni senza scopo di lucro. Un esempio di come poter fare della propria passione una professione.

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