GLBT Film Festival. Veruschka, una vita tra arte e moda

Veruschka (fonte: http://londonllixob.blogspot.com/2008_07_22_archive.html)

Bella, come sempre, anche con i suoi 72 anni. Un vestitone lungo e nero con le maniche impreziosite da perline e un foulard, sempre nero, a incorniciarle il volto. Si presenta così nella sala 3 del cinema Massimo, Vera Gottliebe Anna von Lehndorff-Steinort, in arte Veruschka. E’ lì per presentare il documentario sulla sua vita al 26esimo GLBT Film Festival di Torino. Documentario realizzato nel 2005 dalla regia di Bernd Böhm e Paul Morrissey il cui titolo inglese – Veruschka: A Life for the Camera – riassume benissimo quello che è stato il leitmotiv dell’esistenza di questa icona di stile degli anni ’70. Nata in quella che una volta era chiamata Prussia, ha vissuto la guerra sulla propria pelle prima di vedere il proprio padre giustiziato dai nazisti per tradimento.  Nonostante questi tragici avvenimenti che la accompagneranno per il resto della vita, Veruschka si appassiona alla fotografia e fa di questa la sua ragione di vita.

Body painting (fonte:http://anyaroz.blogspot.com/2010/03/veruschka-body-painting.html)

Definirla modella, infatti, non è corretto. Più che una modella, Veruschka è stata ed è tutt’ora un’artista a tutto tondo. Una donna bellissima che ha saputo giocare con il proprio corpo e catturare l’obbiettivo di centinaia di fotografi con i suoi look stravaganti e i famosissimi body painting, provando che la moda è arte a tutti gli effetti. Una donna che ha saputo trasformare sé stessa fino ad interpretare ruoli maschili, come quello di Gabriele D’Annunzio e Dorian Gray.

Ed è proprio questa sua androginia che farà di lei una madrina perfetta per la cerimonia di chiusura di stasera al Massimo che vedrà la premiazione dei film in gara per le categorie lungometraggio, cortometraggio e documentario. La kermesse si chiude con un bilancio assolutamente positivo – come fanno sapere dall’organizzazione – con un incremento rispetto all’anno scorso, soprattutto di eterosessuali e donne. Nonostante tutte le querelle.

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