Grecia: la crisi vista dagli occhi dei giovani

 

 

Il premier greco George Papandreou

 

“Come mi sento in questo momento? Precaria. Ma non voglio emigrare in un altro Paese. Non voglio che nessuno mi imponga di cambiare la mia vita e lasciare la mia famiglia e i miei amici per andare all’estero. Voglio rimanere qui e combattere”.

Anastasia Michou ha 29 anni e vive ad Atene. Fa l’impiegata. Il suo capo ha già annunciato tagli agli stipendi dei dipendenti a partire da settembre: una conseguenza della crisi economica che da tempo coinvolge la Grecia e che la scorsa settimana ha portato a un rimpasto di governo, costato il posto al ministro delle finanze George Papaconstantinou sostituito dall’ex titolare della Difesa Evangelos Venizelos.

Ieri il nuovo esecutivo guidato dal primo ministro, il socialista George Papandreou ha otteneuto la fiducia del Parlamento ma Unione Europea e Fondo Monetario Internazionale hanno deciso che la quinta tranche di prestiti per salvare Atene arriverà solo a metà luglio, dopo l’ok dell’assemblea ellenica alle nuove misure di austerity e al programma di privatizzazioni.

Intanto la gente è scesa in piazza. La scorsa settimana in migliaia hanno partecipato a uno sciopero generale. Seguendo l’esempio degli “indignados” spagnoli, i manifestanti greci si sono accampati, come forma di protesta in piazza Syntagma ad Atene, davanti alla sede del Parlamento.

Come vive il popolo greco questo momento difficile?

“I cittadini sono arrabbiati, disperati. Con la protesta di piazza Syntagma vogliono lanciare un messaggio al governo ed esprimere tutta la delusione per l’aumento delle tasse e i tagli alle pensioni e agli stipendi. Al momento però la situazione è tranquilla”. 

Allo stato attuale qual è il problema maggiore per la popolazione? 

“Sicuramente la mancanza di posti di lavoro. Secondo le statistiche la disoccupazione è cresciuta del 35,5 per cento nell’ultimo anno e dell’11,3 per cento negli ultimi tre mesi, attestandosi intorno al 16 per cento. Ciò significa che ci sono quasi 800.000 persone senza lavoro. Si tratta di un numero alto per la Grecia”.

 Chi risente di più di questa situazione?

“I giovani e le donne, in particolare coloro che hanno un basso livello di istruzione”.

 Vale a dire?

“Circa il 23 per cento di chi ha completato solo il primo e il secondo livello di istruzione, cioè 12 anni di scuola, è senza lavoro. Il dato scende al 18,2 per cento per i giovani laureati è al 9,8 per cento per chi ha conseguito un master o un dottorato di ricerca”.

Quali sono le conseguenze della crisi economica sulla società?

“La crisi ha creato insicurezza, problemi familiari. A causa di questa situazione I giovani hanno smesso di sognare”.

 Il problema è Papandreou?

“Non credo. La situazione difficile non è legata a un volto specifico. E’ tutto il sistema politico che deve essere riorganizzato”.

Che cosa ti auguri per la Grecia?

“Spero che qualcosa cambi e io possa avere un futuro migliore. Tanti miei amici sono disoccupati e ogni giorno dico a me stessa “grazie a Dio ho un lavoro”. Sono fortunata rispetto a tanti altri”.

Hai studiato nel Regno Unito e tua sorella vive lì. Quali sono le sue sensazioni?

“Mia sorella ha 28 anni e da quasi sei vive all’estero. Il suo desiderio sarebbe quello di tornare in Grecia anche se ora la situazione è davvero critica. Ma è ottimista e convinta che le cose cambieranno. Non radicalmente, ma cambieranno”.

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