Grecia: le delusioni di un popolo ferito

Delusione e amarezza, ma anche un fondo di speranza. Parole che descrivono lo stato d’animo di Amalia Kolonia, insegnante di letteratura greca all’università di Milano. Le notizie che le arrivano dal suo paese, la Grecia, la preoccupano molto: “C’è un clima pesante. Secondo alcuni sondaggi i partiti del governo non hanno più la maggioranza nel paese. E si rifiutano di andare alle elezioni anticipate”.

Pare che la situazione ad Atene sia molto tesa. “I manifestanti che si sono scontrati con la polizia saranno stati al massimo 400-500. Sono facinorosi, subumani, anche manipolati…la maggioranza della gente non vuole questo. Ma la politica non riesce più a mediare. Temo questo clima pesante. Tempo fa a Corfù un gruppo di giovani ha assalito la sede di due  partiti. Un gruppo di cittadini li ha applauditi. Non è quello che la maggioranza dei Greci vuole, ma se la politica non sa più dialogare con la gente prevedo che un domani saranno tanti ad applaudire gesti di violenza”.

Che informazioni circolano nel paese su questa crisi? “Le grandi testate televisive e cartacee premono sul fatto che se la Grecia farà default sarà una catastrofe. In realtà esistono alternative. L’unico grande giornale indipendente, Elefterotipia, ha chiuso perché le banche non garantivano più prestiti (oggi il suo direttore, Serafim Fintanidis, è stato arrestato per evasione fiscale ndr). Ieri è uscita l’ultima copia, finanziata dall’ordine dei giornalisti greci per solidarietà”.

La professoressa Amalia Kolonia ad un recente convegno

Cosa si pensa della politica di austerità? “Sono molte le ragioni di scontento. I Greci un po’ ce l’hanno con la classe politica delegittimata, un po’ con se stessi, visto che nel corso degli anni molti hanno fatto finta che le cose andassero bene e ne hanno approfittato. Ma quello che dà più fastidio sono le ultime direttive imposte  dall’Europa. Si è abolita la contrattazione di lavoro, e si sono introdotti i criteri del diritto britannico, nel più grande disprezzo del principio dell’autogoverno dei popoli. Ho la sensazione che la Grecia stia pagando la costruzione di questa Europa delle banche e del direttorio politico-finanziario. Ma l’idea di Europa di Altiero Spinelli (europeista, fondatore nel 1943 del movimento federalista europeo ndr) era una cosa ben diversa”.

Che futuro vede per le giovani generazioni? “Molti emigrano all’estero. I paesi che li accolgono sfruttano della manodopera che non hanno contribuito a formare.  La speranza continua ad esserci, il lavoro si troverà magari altrove, ma il prezzo da pagare sarà comunque alto”.

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