I toret diventano smart per raccontare la città

Gli specialisti lo chiamerebbero ‘Internet delle cose’. Nel concreto, i toret, le tradizionali fontanelle simbolo del capoluogo piemontese dal 1862, comunicheranno con i nostri smartphone, veicolando informazioni storiche sul quartiere, sulle iniziative in programma nella zona, sulla qualità dell’acqua. Il progetto, curato dall’associazione I Love Toret, dalla Città di Torino e dalla Smat spa, doterà le fontane verdi con la testa del toro di antenne bluetooth (la tecnologia è chiamata iBeacon) che, rilevando la presenza di dispositivi mobile su cui è installata l’app ‘I Love Toret’, invieranno notifiche. Per il momento i toret ‘parlanti’ sono quelli in piazza Bernini, piazza San Carlo, piazza Castello, piazza Vittorio Veneto e alla stazione Porta Susa. L’obiettivo è estendere la tecnologia alle oltre 700 fontane presenti in città.

L’associazione I Love Toret, nata nel 2012, è impegnata nella loro salvaguardia e valorizzazione, proponendo l’adozione gratuita, merchandising dedicato e iniziative sociali. In passato era la Fonderia Pinerolese a occuparsi della produzione, oggi vengono fatte a Bergamo. Nel tempo è cresciuto il legame affettivo tra i cittadini torinesi e i toret, tanto che più di qualche privato ha deciso di acquistarne uno, per un costo di circa 530 euro.

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